Piani Individuali di Risparmio: che cosa sono e quanto convengono

Di , scritto il 01 Marzo 2017

I piani individuali di risparmio (indicati con l’acronimo PIR) sono una nuova forma di investimento per piccoli investitori. Offrono un’agevolazione fiscale e mirano a favorire l’afflusso di capitali verso le piccole e medie imprese italiane.

I PIR possono assumere la forma di fondi comuni di investimento, gestioni patrimoniali, contratti di assicurazione, deposito titoli. Ciò che li accomuna è il fatto di essere esentati dalle imposte sui capital gain, da quelle sui rendimenti (che possono essere cedole o dividendi), dalle imposte di successione e di donazione.

Per legge almeno il 70% di un Piano Individuale di Risparmio deve essere costituito da azioni o obbligazioni (quotate o non quotate) di aziende italiane o europee con organizzazione in Italia. Di questo 70%, il 30% (ovvero, il 21% dell’investimento totale) deve essere formato da strumenti finanziari di società non appartenenti all’indice FTSE Mib,  ovvero da aziende di dimensioni medio-piccole .

Si possono investire al massimo 30.000 euro l’anno per 5 anni successivi (quindi l’importo complessivo massimo non potrà superare i 150.000 euro). Per godere del beneficio fiscale l’investimento deve durare almeno 5 anni. Chi li riscatta prima dovrà pagare il 26% sulle rendite finanziarie maturate fino a quel momento, come avviene normalmente in Italia per gli altri prodotti finanziari. In altri termini, siamo di fronte a un investimento di medio periodo che volendo può diventare anche di lungo periodo. Per alcuni investitori potrebbe sembrare un notevole vincolo in termini di liquidità, ma non per tutti.

L’investimento in PIR è potenzialmente più conveniente quando si scelgono le azioni come prodotti finanziari, che in teoria possono rendere di più delle obbligazioni – però implicano sempre un maggior livello di rischio. Questo perché attualmente le commissioni di gestione sono piuttosto alte (tra 1,20% e 1,35%), ovvero praticamente pari al risparmio fiscale. Il vantaggio aumenta se il risparmiatore è in grado di muoversi da solo, aprendo un PIR direttamente dal suo deposito titoli, invece di farsi assistere da un intermediario.



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