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Confermata entro giugno l’IPO di Facebook da 5 miliardi di dollari

02 Febbraio 2012 alle 16:38 scritto da roberto

Ormai è fatta: sono stati presentati i documenti necessari per entrare a Wall Street. Quello di Facebook si presenta come l’evento finanziario dell’anno, un collocamento azionario epocale e attesissimo, un po’ come avvenne per Google. L’IPO (initial public offering) potrebbe portare a una valutazione della società con una cifra oscillante tra i 75 e i 100 miliardi di dollari, raccogliendo in prima battuta 5 miliardi di dollari, cifra record nei debutti azionari per le società collegate a Internet. La data dell’IPO non è ancora stata, ma verosimilmente rientrerà nel periodo aprile-giugno. Non è ancora chiaro se sarà scelto l’indice Nasdaq o il Nyse.

Per allettare gli investitori, il social network fondato otto anni fa da Mark Zuckerberg ha snocciolato qualche cifra: 845 milioni di utenti (che potrebbero diventare 1 miliardo entro fine anno), 3200 dipendenti, fatturato di 3,71 miliardi di dollari nel 2011 (contro l’1,97 del 2012), con 1 miliardo di utili (+ 65% rispetto al 2010).

Nei documenti si legge anche una consapevolezza del rischio che si corre in questa sfida: concorrenza agguerrita di Google, Microsoft e Twitter. Un rischio affrontato con strategie precise: diversificazione, ridimensionamento dell’IPO che precedentemente – si era ventilato – avrebbe voluto essere di 10 miliardi di dollari.

Resta certo invece il fatto che Zuckerberg rimarrà al timone della società, con il 57% dei diritti di voto e il 28% di azioni ordinarie. Anche se a partire dal 2013 percepirà un compenso simbolico di appena 1 dollaro, diventerà uno degli imprenditori più facoltosi del globo, con un patrimonio di circa 28 miliardi di dollari.

Il collocamento sarà guidata da banche di primaria importanza come Morgan Stanley come capocordata, insieme a Goldman Sachs, JP Morgan, Bank of America, Barclays e Allen & Co. Anche questo fatto per certi versi è una garanzia di sicurezza.

Il grande interrogativo tra gli investitori è però: Facebook ha davvero delle prospettive così rosee, i suoi utenti continueranno a crescere in maniera esponenziale oppure a un certo punto gli utenti si stancheranno e migreranno su altre piattaforme? Se la capitalizzazione toccherà i 100 miliardi, la cifra sarà 25 volte superiore all’attuale giro d’affari: un business sostenibile o solo l’ennesima bolla speculativa? E se la questione della violazione della privacy con la vendita dei dati personali diventasse virulenta? Su quest’ultimo aspetto i nemici agguerriti – e con molta ragione dalla loro parte – di certo non mancano.

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