Spese sui conti correnti: come ridurle e/o rinegoziarle

Di , scritto il 03 Aprile 2014

conti correnti onlineQuando una banca invia una comunicazione di modifica unilaterale del contratto su un conto corrente, il materiale è talmente prolisso e scritto in linguaggio forbito che la maggior parte di noi si limita ad archiviarlo – se non addirittura a cestinarlo. In realtà, bisognerebbe leggerlo con attenzione per essere ben consci delle novità in tema di incrementi dei costi di gestione del conto corrente, che negli ultimi mesi sono spiccati e generalizzati. E non a caso: le banche hanno bisogno di ovviare al problema causato dai tassi di interesse ai minimi storici e dalle tante sofferenze creditizie su mutui e finanziamenti.

Purtroppo, i trattamenti di favore sono riservati agli istituti di credito ai nuovi clienti per “rubarli” alla concorrenza anche con regali e buoni spesa, oppure con canoni azzerati o bassissimi. Mentre i clienti di vecchia data arrivano a pagare anche il doppio dei nuovi. C’è un modo abbastanza semplice però per diventare più consapevoli dei balzelli pagati: è sufficiente studiare l’estratto conto periodico inviato dalla banca a fine anno, nel quale una voce è dedicata al riepilogo delle spese addebitate nei 12 mesi. In Italia la cifra media si aggira sui 103 euro. Se nel caso della vostra banca questa sommatoria ideale viene superata, occorre capirne la ragione: potrebbe essere soltanto perché si è effettuato un numero abnorme di transazioni, ma potrebbero anche esistere delle voci per cui paghiamo senza esserne consci. Ecco gli, errori più frequenti:
* Avere aperto più conti correnti con più banche quando non è strettamente necessario.
* Avere scelto una tipologia di conto corrente “a consumo”: in questi le spese sono proporzionali al numero di operazioni effettuate. Di solito sono di questo tipo i conti correnti abbinati ai dossier titoli o al mutuo.
* Effettuare bonifici verso banche diverse dalla propria allo sportello in alcune banche può costare ben di più dei 3,35 euro mediamente addebitati in Italia. Sono da sostituire con una transazione online!
* Effettuare operazioni non incluse nel canone fisso: in questo caso ogni operazione ha un costo, fino a 3 euro per volta. Occorre studiare bene le condizioni contrattuali o chiedere lumi all’operatore bancario.
* Pagare per una carta di credito che non si utilizza mai: è possibile disdirla (anche se in realtà sarebbe meglio imparare a usarla invece dei contanti).
* Ricevere l’estratto conto per posta ogni mese: ha un costo che a fine anno risulta molto alto. Meglio sostituirlo con un invio trimestrale o, meglio ancora, con l’invio digitale mediante il servizio di home banking.
* Sottoscrivere assicurazioni accessorie al conto, che non sono obbligatorie e spesso neppure utili, ma vanno a pesare molto sulle spese totali.

A questo punto, la cosa migliore è recarsi di persona allo sportello e fare valere la propria voce come cliente fedele da anni, che ha diritto a una rinegoziazione delle condizioni contrattuali. Secondo alcune associazioni di consumatori si può arrivare a ridurre le spese per il conto corrente della metà.

1 commento su “Spese sui conti correnti: come ridurle e/o rinegoziarle”
  1. giorgione ha detto:

    A proposito di banche che speculano sui correntisti… che fine hanno fatto i conti correnti semplici che dovevano entrare in vigore giá dal 2009? Si veda anche l’articolo http://www.guida-risparmio.it/conto-corrente-semplice-poche-banche-inseriscono-offerta/


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