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Taglio dei ministeri, s’avrà da fare?

05 Novembre 2007 alle 08:43 scritto da roberto

Il centrosinistra pensa di inserire, in un modo o nell’altro, una serie di disposizioni proprie della “vecchia” legge Bassanini, al fine di snellire l’apparato amministrativo dei ministeri.

Secondo quanto previsto, quindi, il prossimo esecutivo sarà più leggero del 40% visto che è di 60 il numero massimo di ministri, viceministri, sottosegretari. E dato che ora i membri che occupano le sedie più elevate dei dicasteri sono oltre 100, questo si tradurrebbe in un taglio piuttosto netto.

A farne le spese, se la proposta riguardasse anche l’attuale esecutivo, sarebbero i Ministri Bersani (Sviluppo Economico), Gentiloni (Comunicazioni) e Bonino (Commercio Estero), “riuniti” nell’unico Ministero delle attività produttive. Lo stesso discorso vale per i Ministri Di Pietro (Infrastrutture) e Bianchi (Trasporti) le cui competenze tornerebbero ad essere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per i Ministri Fioroni (Istruzione) e Mussi (Università e Ricerca), che confluirebbero nel “vecchio” Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Ultimi a farne le spese i Ministri Ferrero (Solidarietà sociale), Turco (Salute) e Damiano (Lavoro): i tre dicasteri finirebbero con il riunirsi nel Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.



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