Moody conferma il rating Aa2 all’Italia: buona la credibilità del nostro paese
08 Marzo 2010 alle 16:42 scritto da nicoletta
Alexander Kockerbeck, responsabile del rating sovrano italiano dell’agenzia di valutazione del credito Moody’s, ha confermato il rating ‘Aa2′ dell’Italia con outlook ‘stabile’.
In un’intervista all’agenzia Radiocor, Kockerbeck ribadisce che non bisogna sottovalutare l’importanza della ‘credibilità’ per un paese come il nostro, con un debito pubblico oltre il 100% del PIL e in presenza di mercati sempre più sensibili. La sensibilità è una conseguenza della crisi economica mondiale: in questi si parla di ‘rollover risk’ (rischio sul rinnovo, il prolungamento del credito), in un clima di crescente avversione al rischio.
Bisogna quindi lavorare sulla credibilità, l’immagine che si dà del paese, che può aumentare notevolmente la fiducia dell’investitore. Ma le parole di Kockerbeck sono rassicuranti: la Grecia è in ambasce economiche perché ‘ha perso credibilità’, ma per l’Italia la situazione è un po’ diversa. Il funzionamento dei mercati del capitale in Italia è soddisfacente: il debt management è molto sofisticato, la struttura del debito è conveniente e la durata è favorevole. Avete fatto molto, quasi tutto per essere protetti dalle conseguenze negative di uno cho da tassi di interesse perché ci vogliono oltre cinque anni perché un aumento dei tassi si faccia sentire sul costo medio del debito.
L’analista fa inoltre notare che, mentre prima dell’introduzione dell’euro il 70% del debito pubblico italiano era nelle mani dei risparmiatori italiani, oggi lo è solo per il 40-45%: il rimanente è proprietà di investitori istituzionali, specialmente europei, che possono mutare di opinioni anche improvvisamente e non sempre in maniera razionale.
All’Italia, Kockerbeck chiede poi maggiore efficienza nella pubblica amministrazione che, oltre a danneggiare l’immagine del Paese, è indubbiamente troppo costosa.
Ma comunque l’Italia è profondamente diversa dalla Grecia per forza economica. Se si chiede a un cittadino del mondo di citare dei nomi di marchi industriali famosi nel mondo, di italiani ne vengono in mente molti, di greci nessuno.
Inoltre vale la pena di lavorare per un miglioramento della situazione: se è vero che l’Italia fu capace, nel periodo di avvicinamento all’euro, di mettere a segno avanzi primari del 7-8%, potrebbe riprovarci anche in questi anni. Un avanzo non basato su fattori eccezionali ma ripetuto per più anni sarebbe un segnale molto forte, che potrebbe anche portare l’outlook di Moody’s sul paese da ‘stabile’ a ‘positivo’.







