ISC è un acronimo che significa Indicatore Sintetico di Costo: uno degli strumenti di tutela introdotti da Bankitalia a proposito del cosiddetto ‘conto corrente trasparente’ di cui abbiamo parlato in questo post.

Dal 26 maggio scorso è obbligatorio per le banche pubblicare tale dato sui fogli informativi dei prodotti offerti.

L’ISC permette di individuare il costo indicativo annuo di un conto prendendo in considerazione sei possibili profili di utilizzo disegnati combinando diverse categorie di individui (giovani, famiglie e pensionati) e diversi livelli di operatività sui conti.

Determinato il proprio profilo, l’utente può scegliere quindi il conto più adatto alle proprie esigenze: se è stata fatta la scelta giusta alla fine dell’anno la differenza tra i costi sostenuti e quelli previsti dall’indice deve essere coincidente o vicina a zero.

E’ necessario ricordare che la determinazione dell’ISC avviene in base alle operazioni effettuate, ai canali di utilizzo del conto (Internet, sportello, call center) e non considera invece il bollo ministeriale, eventuali interessi passivi maturati o spese di gestione.

Fatti i dovuti confronti dell’ISC, tra i conti bancari più convenienti al momento si possono citare Conto Corrente Arancio, Webank, IwBank, Fineco e CheBanca.




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3 commenti su “Con l’introduzione dell’ISC abbiamo finalmente più chiarezza sui conti correnti”

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