bucoInteressante analisi di Silvio Berlusconi sull’attuale crisi finanziaria. Secondo il premier, quella attuale “è l’opposto della crisi del ’29, quando c’erano aziende sopravvalutate”. All’epoca, infatti, le industrie sia piccole sia medie sia grandi era state pompate dalla Borsa americana. In realtà, valevano 100, ma a Wall Street erano valutate 300.

Prosegue Berlusconi: “Ho visto i corsi azionari di aziende come Eni, Enel, Mediaset, che continuano a guadagnare come prima. È un momento di bolla speculativa all’incontrario”. Oggi, invece, ci sono aziende che pur valendo 100 nella realtà, calano a 75 in Borsa. Il motivo? Speculazioni. Insomma, c’è chi ci guadagna se quelle aziende perdono valore di Borsa.

Ancora Berlusconi: “La bolla speculativa rientrerà sicuramente, anche se nessuno di noi può dire quando. Ma certamente il mercato tornerà a valutare le aziende per quello che valgono”. Ahi, qui la nota dolente. La fine arriverà; ma non si sa quando. Questo il vero guaio: l’incognita sul termine del tunnel. Una galleria che per le famiglie italiane è un incubo. Per i ricchi, invece, una scocciatura.

[via asca; foto via ifa.hawaii.edu]




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