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Cala nuovamente l’Euribor: per i mutui continua a convenire il tasso variabile

10 Gennaio 2011 alle 08:25 scritto da nicoletta

Sembrava che i tassi di interesse stessero rialzando la testa, e invece l’Euribor è tornato addirittura sotto l’1% (precisamente allo 0,997% per l’indice a 3 mesi e allo 0,76% per quello a 1 mese), comunque sotto la soglia del tasso della Banca Centrale Europea. E così, anche per il 2011 non dovrebbero esserci grosse sorprese sul versante dei mutui.

Quale sarà verosimilmente lo scenario 2011 per gli italiani che hanno acceso un mutuo? Per i primi 6-9 mesi dell’anno dovrebbe permanere la stabilità, con tassi molto bassi: Euribor intorno ai valori minimi e vicino ai tassi di riferimento della BCE (fissati all’1%), dalla quale non ci si aspettano aumenti sostanziali. Dal punto di vista della convenienza, di questi tempi tutto farebbe propendere ancora per la scelta di un tasso variabile, perché oggi come oggi ci sono oltre 2 punti percentuali di differenza di costo tra mutui variabili e fissi.

Anzi, coloro che avessero intenzione di accendere un nuovo mutuo devono sapere che il divario tra fisso e variabile sta ampliandosi a favore del secondo. Alla fine del mese di novembre era disceso in media intorno ai 200 punti base, mentre oggi per alcuni prodotti raggiunge anche  i 300 punti. Al momento i migliori tassi variabili vengono offerti da Mutuo CheBanca! (Taeg 2,07%) e da Mutuo Arancio di Ing direct (2,14% di Taeg). Le stesse banche chiedono rispettivamente il 4,93% e il 5% per il corrispettivo fisso.

Occorre però tenere sempre presente il fatto che il tasso variabile nel lungo termine mantiene esposti al rischio dell’aumento del costo del denaro, quindi anche della rata del mutuo.

E’ vero che i risparmiatori possono anche contare sulla possibilità di cambiare tasso nel corso della durata del mutuo, con i cosiddetti tassi misti. La tutela e la convenienza sono reali se prevedono la possibilità di passare da un tipo di tasso all’altro in qualunque momento, cogliendo al volo l’occasione di “fuggire” dal tasso che sta aumentando. Se invece nel prodotto sottoscritto i cambi di tasso sono predeterminati, ovvero a scadenze fisse, diventa assai più difficile azzeccare il momento propizio per il passaggio.



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