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Con la crisi almeno gli italiani sprecano meno cibo che in passato

17 Aprile 2012 alle 14:35 scritto da michelle

Cibo sprecato Con la crisi almeno gli italiani sprecano meno cibo che in passatoServiva un periodo di grave crisi come quello che stiamo attraversando per aumentare la sensibilità degli occidentali nei confronti dello spreco di cibo. Ciò che in molti paesi del mondo è un bene raro e prezioso nel ricco in Europa e in America avanza e viene gettato via.

Si calcola che un cittadino europeo o nordamericano getti nella spazzatura ogni anno circa 115 chilogrammi di cibo ancora commestibile. Nel nostro paese 10 milioni di tonnellate di cibo l’anno finiscono nella pattumiera per un valore di quasi 40 miliardi di euro. Se si tiene presente che per produrre, trasformare, distribuire e consumare cibo e smaltire rifiuti si consumano grandi quantità di energia, lo spreco in cibo equivale ai consumi energetici di oltre 1,5 milioni di persone.

Ma tra pochi effetti benefici della crisi, insieme al diminuito utilizzo dell’auto, c’è anche quello di una spesa alimentare più attenta: lo dichiara il 60% degli italiani secondo un’indagine della Coldiretti.

Diminuiscono le dosi acquistate, si fa più caso alla data di scadenza, si confrontano i prezzi e si cerca di comprare direttamente dal produttore, in campagna o nei cosiddetti Farmers Market. Del resto, l’esercizio di sprecare meno e di cucinare con gli avanzi è stato il “pane quotidiano” dei nostri antenati e ha contribuito a rendere semplice e grande a un tempo la cucina italiana: nei lunghi periodi di guerra e carestia l’ingegno italico ha creato le basi dei ricettari che tutto il mondo ci invidia. Riscoprire queste capacità potrebbe anche essere stimolante e divertente.



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