Secondo i dati raccolti dall’Istat insieme al Ministero della Funzione Pubblica e dell’Innovazione, a un anno di distanza l’operazione ‘anti-fannulloni’ ha prodotto una riduzione media annua delle assenze per malattia di circa il 38%, pari, per tutta la pubblica amministrazione, a circa 14 milioni di giornate di lavoro in più.
Renato Brunetta, ministro in carica, può dirsi orgoglioso del successo della sua iniziativa, che, lo ricordiamo, prevede il ricorso a nuovi meccanismi di valutazione supervisionati da un organismo indipendente ad hoc (authority), l’apertura di una nuova stagione contrattuale nel pubblico impiego e l’introduzione della class action per i servizi pubblici locali.
La norma ha introdotto inotrle strumenti di valorizzazione del merito e metodi di incentivazione della produttività e della qualità della prestazione lavorativa, secondo le modalità attuative stabilite dalla contrattazione collettiva.
Secondo Brunetta, è stata proprio la scelta di premiare i dipendenti bravi e realizzare più trasparenza a tutti i livelli (dagli appalti ai comportamenti, ai pagamenti) a far diminuire le assenze nella PA.
Le Regioni in cui si registrano le diminuzioni più sensibili sono Liguria (- 67 %), Lazio (- 57 %), Molise (- 53,6 %), Lombardia (- 50,3 %) ed Emilia – Romagna (- 48 %). Quanto alle Province, spicca il – 90,4 % di Roma e il – 76,2 % di Livorno.