Mutuo Inpdap per pensionati 2017: quali sono i limiti di età?

Di , scritto il 17 Ottobre 2017

Gli strumenti a disposizione dei cittadini per ottenere un finanziamento sono molteplici, erogati sia da istituti bancari sia dalle società finanziarie presenti sul mercato. Accanto alle forme di prestito proposte da questi operatori, troviamo anche quelle degli istituti di previdenza come l’INPDAP.

In realtà, questo ente dall’inizio del 2012 è stato assorbito dall’INPS, che eroga prestiti e mutui sia ai lavoratori sia ai pensionati degli enti pubblici e alle loro famiglie, a condizioni particolarmente vantaggiose. Approfondiamo la questione grazie all’aiuto degli esperti di www.mutuoinpdap.org.

Le tipologie di finanziamenti: Mutui Inpdap e Prestiti Inpdap

La tipologia di forme di finanziamento proposte dall’INPDAP può ricondursi a due principali categorie: quelle erogate direttamente dall’ente previdenziale e quelle provenienti da banche e istituti che hanno sottoscritto una convenzione con l’INPS, precedentemente identificata come INPDAP. La prima categoria di prestiti è finanziata dal cosiddetto “Fondo credito” che viene alimentato con i versamenti contributivi di dipendenti e pensionati del pubblico impiego. Ne consegue che la possibilità di ottenere un prestito a condizioni agevolate è vincolata alla disponibilità di fondi di questo contenitore.

Mutuo Inpdap per Pensionati: le caratteristiche

Molto interessante è la possibilità di ottenere, oltre al normale finanziamento per il credito al consumo, un vero e proprio mutuo. Chi può chiedere questa particolare forma di finanziamento? Tutti i dipendenti del settore pubblico con un contratto a tempo indeterminato e tutti i pensionati che siano iscritti da almeno tre anni alla Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali. L’erogazione del mutuo è finalizzata all’acquisto della prima abitazione, sia per il dipendente sia per il pensionato, e come i normali mutui erogati dagli istituti di credito, prevede l’iscrizione di una ipoteca sull’immobile che si sta acquistando.

L’importo finanziato arriva fino a 300.000 euro e può essere rimborsato in un arco temporale che spazia dai 10 ai 30 anni. Le domande vengono inoltrate solo in via telematica e possono essere presentate da dipendenti e pensionati la cui età nel corso del prestito arrivi fino agli 85 anni. Tale orizzonte temporale permette di affiancare all’agevolazione economica del tasso più conveniente anche quella del requisito anagrafico particolarmente ampio. Ne consegue che le domande possono risultare numerose in un determinato periodo, ragion per cui viene solitamente stilata una graduatoria per stabilire chi ha diritto al finanziamento.

In particolare se i dipendenti pubblici ed i pensionati al momento della domanda non hanno superato l’età anagrafica di 65 anni, la durata del mutuo può essere di 10, 15, 20, 25 o 30 anni. Qualora, invece, si sia superato il limite anagrafico di 65 anni, la durata del finanziamento non potrà eccedere i 15 anni. Si tratta di una forma di tutela per l’ente previdenziale, che richiede tali limiti anagrafici in fase di sottoscrizione e che sono direttamente collegati all’aspettativa di vita del richiedente.



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