L’ultima asta ha sentenziato che i Bot con scadenza a 3 mesi rendono poco più del 4%: un livello mai così alto da quasi sei anni, che non fa che accrescere da una parte l’euforia di quei risparmiatori tradizionalmente attenti ai titoli di Stato, e coinvolgere dall’altra nuovi risparmiatori che vanno a ingrossare le fila dei fans dei Bot.
I Bot si propongono così come un prodotto di risparmio a termine quasi insostituibile nel breve periodo, con rendimenti a scadenza difficilmente imitabili da banche tradizionali o on-line.
A risentirne, a quanto pare, è anche la raccolta in fondi comuni di investimento, oggetto di un flusso migratorio più o meno sensibile.