Che cosa bisogna sapere prima di comprare azioni in un’IPO (offerta pubblica iniziale)

Di , scritto il 21 Luglio 2017

Un’offerta pubblica iniziale o IPO (dalla locuzione inglese Initial Public Offering, acronimo pronunciato anche in italiano ai pi ò) è un’offerta al pubblico delle azioni di una società che intende quotarsi per la prima volta in Borsa.

Le società avevano già emesso azioni in precedenza, ma ora per la prima volta le mettono a disposizione degli acquirenti su un mercato regolamentato. Se l’IPO riscuote successo (ovvero, se la richiesta è alta e il prezzo delle azioni sale) gli azionisti già detentori di azioni prima del collocamento, hanno la possibilità di monetizzare la propria quota, a volte con grossi guadagni, come avvenne al fondatore di Facebook in occasione della prima offerta pubblica di vendita.

Che cosa devono sapere gli investitori che comprano le azioni in fase di IPO (o anche successivamente)?
Devono valutare attentamente il prezzo delle azioni, da cui dipenderà la qualità dell’investimento. Questo si fa leggendo con attenzione il prospetto di collocamento, nel quale la società elenca le condizioni per aderire all’offerta e i rischi dell’operazione. Nel prospetto non è indicato un prezzo preciso, bensì un range di prezzo a cui sarà venduto il titolo (per esempio tra 9 e 12 euro). Questo intervallo è indicativo, in quanto il prezzo reale sarà fissato definitivamente soltanto alcuni giorni o alcune ore prima dell’avvio delle contrattazioni.

Per partecipare a un’IPO un risparmiatore retail può prenotare il lotto minimo previsto (o vari lotti) mediante gli investitori istituzionali scelti dalla società per il collocamento: determinate banche e alcune avanzate piattaforme di trading online.



Commenta o partecipa alla discussione
Nome (obbligatorio)

E-mail (non verrà pubblicata) (obbligatoria)

Sito Web (opzionale)

Copyright © Teknosurf.it srl, 2007-2017, P.IVA 01264890052
SoloFinanza.it – Guida agli investimenti finanziari supplemento alla testata giornalistica Gratis.it, registrata presso il Tribunale di Milano n. 191 del 24/04/2009