23 nov
Recessione finita? Sono tante le variabili da monitorare
Acuto e interessante l’articolo di Vittorio Carlini pubblicato oggi sul sito Sole24Ore
Barack Obama ha onestamente ammesso che è concreto il rischio di una nuova in recessione oppure, per dirla in maniera più elegante, la ripresa potrebbe assumere una forma a W, dove l’impennata è seguita da un repentino crollo. Nessuno può prevederlo con certezza, è una questione di probabilità. Finora la crescita è stata stimolata soprattutto dall’intervento dei governi, e non dalla domanda. Tanti sono i fattori in gioco:
* La disoccupazione preoccupa non poco e porta con sé una diminuzione dei consumi e un aumento delle insolvenze.
* Le vendite al dettaglio mostrano negli ultimi mesi qualche segnale di ripresa e si guarda con apprensione al comportamento degli acquirenti durante il periodo natalizio: un andamento migliore fugherebbe i timori sullo stallo dell’economia. Le vendite nel mercato dell’auto si sono riprese, ma bisogna dire soprattutto grazie alle sovvenzioni statali.
* La quotazione del petrolio nell’ultimo anno è calata ma purtroppo, questo bene, come l’oro, è diventato anche un asset finanziario su cui puntano parecchi investitori. Le sue quotazioni potrebbero salire non a causa della domanda reale (che segnalerebbe una reale ripresa della congiuntura), bensì per via della speculazione.
* Le banche dovrebbero iniziare a entrare nell’ottica di una ‘exit strategy’. Il momento in cui inizierà il un drenaggio della liquidità sul mercato è da monitorare con attenzione perché rivelerà la loro reale salute.
* Un’altra variabile da tenere in considerazione è quella del mercato immobiliare, nel quale le insolvenze sui prestiti stanno salendo.
* Infine il debito pubblico, in USA come in Italia pesa come un macigno sulla ripresa.
Insomma, le variabili da tenere d’occhio sono molte e sbaglia chi si lascia andare a facili ottimismi.