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Saldi: con un calo del 60% passiamo alla liberalizzazione?

24 Luglio 2008 alle 08:44 scritto da Matilde Beretta

SaldiI saldi estivi sono partiti già da qualche tempo ma, tirate le prime somme, il bilancio non è per ora positivo, né dalla parte dei consumatori né da quella degli esercenti.

Rispetto allo scorso anno le vendite sono scese del 60%, come fa notare l’UNC, l’Unione Nazionale dei Consumatori, e il meccanismo dei ribassi si è trasformato nel giochino del gatto che si morde la coda.
Da un lato, infatti, e a causa del carovita, gli italiani tendono a spendere sempre meno, anche quando si tratta di sconti, occasioni, giacenze e promozioni; dal canto loro gli esercenti, vittime della crisi e dei negozi sempre più vuoti, praticano scorrettezze e irregolarità nei confronti del consumatore, specie nel periodo dei saldi, sfornando ad esempio dai magazzini articoli degli anni passati e spacciandoli per collezioni attuali, ora in saldo. Il consumatore, che è diventato sempre più attento, si rende conto della pratica poco pulita e la fiducia nei confronti del venditore cala inevitabilmente.

Il Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, a fronte di questo dato tanto preoccupante sottolinea la necessità di una liberalizzazione dei saldi, da praticare in qualsiasi momento dell’anno e a discrezione dei singoli commercianti.

Potrebbe essere una soluzione? Voi cosa ne pensate?



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