Fondi alle università virtuose, quali i criteri della valutazione

scritto alle 18:07 del 25/07/2009 da donata in Economia, Politica

universita.gifCon il “pacchetto università” approvato ieri dal governo verrà “avviata una più coerente razionalizzazione dei corsi di laurea”, che prevede “il taglio di corsi inutili”. Lo afferma in una nota il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, deciso a combattere la proliferazione di insegnamenti che non rispondono alle reali richieste del mercato del lavoro.

Il governo ha deciso così di premiare le università più efficienti valutando gli standard di insegnamento e gestione del sistema universitario con dei criteri definiti dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), che controllerà la qualità degli atenei e degli enti di ricerca. Le rilevazioni prodotte saranno determinanti per distribuire una parte del Fondo di finanziamento ordinario alle università e agli enti di ricerca che raggiungeranno i risultati migliori.

L’ANVUR valuterà quindi l’efficienza e l’efficacia dell’attività didattica sulla base di standard qualitativi di livello internazionale, anche con riferimento ai livelli d’apprendimento degli studenti e del loro inserimento nel mondo del lavoro. Inoltre, valuterà le strutture delle università e degli enti di ricerca, i corsi di studio universitari, i dottorati di ricerca, i master universitari e le scuole di specializzazione, la qualità e i risultati dei progetti di ricerca, così come l’acquisizione di finanziamenti esterni, l’attivazione di rapporti di collaborazione e lo scambio di ricercatori con soggetti pubblici e privati.

L’università italiana è sicuramente molto indietro per quanto riguarda gli standard internazionali e questo provoca gravi conseguenze quali la perdita dell’interesse da parte degli studenti stranieri che non scelgono i nostri atenei per l’anno all’estero. La riforma porterà di nuovo prestigio ai nostri istituti? E’ quello che ci auguriamo tutti.




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