Pittsburgh: proposte, prospettive e posizioni dei paesi del G20
25 Settembre 2009 alle 14:26 scritto da nicoletta
Al vertice del G20 in corso a Pittsburgh sono molte le intese di massima e i propositi da realizzare, ma il traguardo della road map non è facilmente raggiungibile come pare. Tutti concordano sulle nuove regole da rispettare per i mercati finanziari, ma ci sono distanze tra Gran Bretagna, Unione Europea e Stati Uniti circa i poteri da attribuire alle authority.
Altro punto di attrito è la riforma del Fondo Monetario Internazionale: gli USA hanno proposto di limitare il peso europeo assegnando dei seggi a Cina e India. Di fatto, gli Stati Uniti, con 17 voti su 24, avrebbero diritto di veto e Francia e Gran Bretagna al momento si oppongono.
Anche la decisione di limitare i bonus ai manager – in passato concessi con manica troppo larga – e di legarli alle rendite di lungo periodo per evitare speculazioni, vede dei distinguo: la Germania premeva per misure più restrittive.
Unanimità invece sui tempi necessari per mettere a punto la exit strategy dalla crisi: sono premature, dicono tutti i 20 Grandi, e andranno attuate con prudenza e attenzione.
Accordo generale sul sistema bancario: gli istituti di credito dovranno rafforzare i propri capitali, ma anche la loro qualità. In termini più espliciti, dovranno concedere il credito anche in tempi di vacche magre.
E poi resta il nodo del lavoro: in tema di occupazione, a Pittsburgh non si andrà oltre delle dichiarazioni di principio. Il rischio reale è che la ripresa, i cui timidi segnali si stanno consolidando, lascerà milioni di persone senza lavoro e i singoli governi a sbrigarsela da soli.







