Eredità: come gestire l’accettazione o la rinuncia

Di , scritto il 26 Ottobre 2017

Quando si diventa eredi di qualcuno (per legge o per testamento) occorre valutare con attenzione la convenienza di un’eventuale accettazione – che comporta il diventare responsabili (con tutto il proprio patrimonio) anche degli eventuali debiti contratti dalla persona deceduta. Quando viene aperta una successione, infatti, non si diventa automaticamente eredi, ma si ha a disposizione un certo lasso tempo per decidere se accettare l’eredità o rinunciarvi.

Si distinguono comunque due casi:
1. Quello in cui gli eredi hanno già il possesso dei beni ereditari, ovvero la disponibilità materiale dei medesimi. In questo caso, entro 3 mesi dalla morte dell’interessato possono rinunciare all’eredità o iniziare l’inventario dei beni. Se non fanno né l’una né l’altra cosa allo scadere dei 3 mesi diventano automaticamente eredi e rispondono degli eventuali debiti ereditari con tutto il loro patrimonio.
2. Quello in cui gli eredi non hanno il possesso dei beni del defunto. Se così è, hanno un lasso di tempo massimo di 10 anni dal giorno decesso per formalizzare l’intenzione di accettare oppure rinunciare all’eredità.

L’eredità non può essere accettata parzialmente oppure ponendo delle condizioni. Deve essere incondizionata e senza termini.

Tre sono i modi in cui si può accettare l’eredità:
accettazione esplicita con atto notarile o con scrittura privata. Se l’eredità include beni immobili o mobili registrati (case/terreni, auto, moto, navi o aerei) è necessario l’atto pubblico davanti a un notaio.
accettazione con beneficio d’inventario.
accettazione tacita (ovvero lasciare decorrere 3 mesi dall’apertura della successione).

Un chiarimento a parte merita il concetto di accettazione con beneficio d’inventario, una modalità che consente di tenere separati il patrimonio ereditario da quello dell’erede. In pratica, l’erede è responsabile per i debiti ereditari solo nei limiti del valore del patrimonio del defunto. In altre parole, risponde dei debiti soltanto con i beni ricevuti, senza mettere mano ai propri. Questo tipo di accettazione conviene quando il defunto ha lasciato molti debiti ma il suo patrimonio è composto da vari beni di cui non si conosce l’esatto ammontare.

Per accettare l’eredità con beneficio di inventario occorre svolgere due adempimenti:
– accettazione con atto notarile oppure dichiarazione nella Cancelleria del tribunale del luogo in cui si è aperta la successione;
– inventario dei beni del defunto, che redigerà un notaio designato da uno degli eredi oppure un Cancelliere del tribunale o un Notaio nominato dal giudice. L’inventario deve essere completato entro 3 mesi se il potenziale erede è nel possesso dei beni del defunto, ed entro 10 anni se invece non lo è.

Come si formalizza la rinuncia all’eredità?

Con una dichiarazione formale davanti al notaio o al cancelliere del Tribunale del luogo di apertura della successione. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è revocabile. Chi rinuncia, se non è passato il termine di prescrizione, ha il diritto di accettare a meno che, in seguito al suo rifiuto, un erede di grado ulteriore non abbia a sua volta accettato. Ma anche la rinuncia di eredità non può essere né parziale né sottoposta a termini o condizioni.



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