Prestiti personali per neoassunti: a quali condizioni?

Di , scritto il 27 Gennaio 2017

Chi trova un lavoro ha tutte le ragioni per sentirsi finanziariamente più sicuro, ma non per questo viene automaticamente considerato un cliente “affidabile” da banche e finanziarie. I neoassunti faticano a ottenere prestiti, un po’ perché l’attuale scenario economico rende l’erogazione di credito difficile per tutti, un po’ per le nuove, penalizzanti regole imposte dagli accordi di Basilea e dalle direttive interne degli intermediari finanziari.

Però, i finanziatori sono tenuti a seguire regole differenti e, a determinate condizioni, anche i neoassunti possono ottenere dei prestiti. L’invito pertanto è quello di non arrendersi di fronte a un primo diniego di finanziamento e a prestare attenzione alle peculiarità del mercato creditizio, vale a dire ai requisiti che, quasi sempre, vengono richiesti a chi inoltra una domanda di prestito.

Solitamente, banche e finanziarie concedono prestiti ai neoassunti purché essi siano impiegati in base a un contratto di lavoro a tempo indeterminato e abbiano superato il periodo di prova, che va da 2 a 6 mesi. Spesso viene richiesta anche una certa anzianità lavorativa (almeno di 6 mesi), cosa che rende più certo il successivo mantenimento del posto di lavoro.

Sono ritenuti maggiormente affidabili i dipendenti pubblici rispetto a quelli impiegati nel settore privato: l’ente pubblico non è soggetto a fallimento e ha un canale di finanziamento statale, mentre il datore di lavoro è economicamente più “vulnerabile”. Sempre con riferimento al datore di lavoro, i finanziatori prediligono l’impiego in una società di capitali di dimensioni medio/grandi (con almeno 50 dipendenti).

Per finire, i prestiti ottenibili dai neoassunti che soddisfino i requisiti sopraelencati possono ammontare, al massimo, a 10.000 euro, da rimborsare in non più di 5 anni. Ciò detto, va precisato che esistono dei prestiti rivolti a chi non possiede una busta paga, ossia a tutti quei lavoratori atipici nei quali possono rientrare anche i neoassunti privi dei requisiti appena visti.

In questi casi, però, la concessione di prestito è vincolata alla presentazione di solide garanzie, reali o personali, quali: ipoteche su immobili di proprietà del richiedente o di un terzo datore di ipoteca; fideiussioni e avvalli. Infine, per quanto riguarda le formule di finanziamento con cessione del quinto, queste non possono essere perseguite dai neoassunti poiché, assieme alla cessione di parte dello stipendio, viene richiesta anche la sottoscrizione di polizze assicurative a tutela del TFR.

La stipula di tali contratti rappresenta una condizione necessaria per l’ottenimento di un prestito con cessione del quinto e, com’è facilmente comprensibile, un neoassunto non rientra tra i soggetti assicurabili perché privo di un TFR accantonato. Per i neoassunti, che abbiano almeno superato il periodo di prova, la soluzione migliore è quella del micro-credito o, nel caso di esigenze economiche più rilevanti, del ricorso a un garante.

Ulteriori informazioni approfondite riguardo i prestiti per i neoassunti li puoi trovare su www.prestitipersonali.com


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