Non si può dire che i giornali (europei, ma non solo) non si siano occupati abbondantemente della Northern Rock, l’istituto di credito britannico al centro di una ricca e contorta vicenda che l’ha vista sull’orlo del fallimento a causa, principalmente, della crisi dei mutui subprime.
Salvata dal governo inglese grazie ad un’opera di nazionalizzazione a lungo attesa e sancita con la transazione del 21 febbraio, ora la Northern Rock si trova nelle prime fasi di una lunga riorganizzazione interna, che non può che passare (anche) attraverso il taglio del costo del lavoro.
E così la banca ha annunciato alla stampa che si vedrà costretta a tagliare dal suo organico circa 2.000 posti di lavoro, che a ben vedere costituiscono quasi un terzo delle proprie risorse umane, ammontanti a 6.500 unità.
A nostro parere, non sarà certo l’unico taglio che la banca di Newcastle si troverà a fronteggiare…
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