28 set
La crisi dà una spinta alla vendita della nuda proprietà
La crisi sta picchiando duro, ma gli acquisti di case attraverso la formula della nuda proprietà sono in continua crescita. Lo sostiene l’istituto indipendente di ricerche Scenari Immobiliari.
Questo tipo di compravendita consente al vecchio proprietario di mantenere l’usufrutto dell’immobile fino alla sua morte, pur incamerando subito la liquidità. Il valore dell’immobile viene determinando sottraendo dal valore della piena proprietà il valore dell’usufrutto, che è inversamente proporzionale all’età del venditore: più questi è anziano, minore sarà il valore del suo diritto di usufrutto, ma più alto sarà il valore della nuda proprietà, e quindi maggiore la convenienza per chi vende.
Nel 2009 il numero di compravendite di questo tipo segnerà un aumento del 6-7% in più rispetto allo scorso anno. Del resto, il buon andamento del settore continua dal 2000. Da allora i passaggi di proprietà sono aumentati del 250%. L’ulteriore passo in avanti del 2009 è sicuramente merito della crisi.
La ragione principale del fenomeno risiede nel fatto che, da un lato ci sono sempre più persone sopra i 65 anni di età alle prese con una pensione troppo bassa e dall’altro sempre più investitori che puntano sul mattone, Per chi compra una nuda proprietà, l’affare è sicuro, soprattutto in questo periodo in cui la crisi ha portato alla discesa dei prezzi del 15-20% e grazie allo sconto ‘legale’ di cui si può beneficiare: di solito il valore con cui si vende è solo il 70% di quello dichiarato.
Si tratta di un fenomeno tipico delle grandi città, in cui l’invecchiamento della popolazione si fa sentire: in testa alla classifica troviamo Genova, seguita da Roma, Milano e Bologna. Le difficoltà economiche allentano anche le remore etiche e culturali: si tratta pur sempre di una sorta di scommessa sulla morte precoce di qualcuno e, per quanto riguarda il venditore, spesso di andare contro il volere e i desideri di familiari che speravano in un’eredità fatta… di mattoni e calce.
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