Assegno Circolare: Che cos’è e come si emette un assegno circolare. Caratteristiche e prerequisiti

Di , scritto il 30 Maggio 2017

assegnoChe cos’è l’assegno circolare

L’assegno circolare è un titolo di credito a vista. E’ infatti un titolo cartaceo e viene emesso dalla banca, soggetto emittente, su disposizione di un altro soggetto, l’ordinante, a favore di un terzo, il beneficiario. Quest’ultimo è colui che ha il titolo di riscuoterlo. L’operazione di riscossione può avvenire presso il medesimo istituto di credito che lo ha emesso oppure attraverso il versamento e il conseguente accredito sul proprio conto corrente.
L’assegno circolare è sempre nominativo: questo significa che sulla sua facciata deve essere sempre indicato il nome del beneficiario, che ha il diritto di esigerlo esibendolo allo sportello della banca che lo ha emesso. Se l’assegno viene rilasciato senza la dicitura non trasferibile, il beneficiario dell’assegno può girarlo a favore di terzi, cedendo quindi il relativo il titolo del credito. Questa casistica è prevista esclusivamente per gli assegni circolari di importo inferiore ai mille euro. Nei paragrafi successivi si illustrano nel dettaglio i requisiti e le modalità di rilascio e di negoziazione degli assegni circolari.

Modalità di emissione dell’assegno circolare e prerequisiti di emissione

L’assegno circolare viene emesso da una banca su richiesta dell’ordinante.
La richiesta deve avvenire per iscritto sull’apposita modulistica fornita dall’istituto di credito. Sul modulo, l’ordinante deve indicare i dati essenziali per la compilazione dell’assegno circolare. È necessario quindi che vengano riportate le seguenti informazioni:
-il nome del beneficiario dell’assegno: esso può essere sia una persona fisica che una persona giuridica. L’intestazione deve essere corretta e completa così che, al momento del cambio assegno il beneficiario possa venire identificato senza difficoltà, a fronte della presentazione dei documenti di identità. Nel caso in cui il beneficiario sia una persona giuridica, il portatore del titolo potrà richiedere la riscossione dell’assegno circolare solo dimostrando di avere i poteri di rappresentanza adeguati per agire in nome e per conto della società beneficiaria. Quindi, per dimostrare tali requisiti, soprattutto nell’ipotesi in cui il cambio assegno venga richiesto ad una banca differente da quella emittente, il portatore potrà incassare l’assegno presentando la visura camerale aggiornata, richiesta alla camera di commercio di competenza, sulla quale saranno evidenziati i poteri di rappresentanza e di amministrazione della società. L’operatore bancario dovrà quindi effettuare un riscontro verificando il documento camerale, l’identità del portatore dell’assegno e il beneficiario indicato sul titolo.
l’importo espresso in cifre e in lettere. Se l’importo è pari o superiore ad euro mille l’assegno deve riportare necessariamente per legge la clausola non trasferibile.
– la clausola dì non trasferibilità obbligatoria per tutti gli assegni di importo pari o superiore ai mille euro.
-la modalità di addebito dell’assegno. Questo prerequisito è indispensabile: infatti è essenziale per l’emissione di un assegno circolare che l’importo facciale sia regolato con addebito contestualmente alla sua emissione. Il regolamento può avvenire sul conto corrente dell’ordinante, con addebito diretto della banca che emette l’assegno, o con il pagamento in contanti direttamente allo sportello, in fase di rilascio del titolo. L’emissione con addebito diretto in conto corrente, avviene chiaramente in presenza di fondi.
Per questa ragione l’assegno circolare è sostanzialmente equiparato al denaro circolante. Non lo è formalmente poiché, se incassato sul conto corrente del beneficiario, la sua disponibilità ha le medesime tempistiche degli assegni bancari.
Comunque, sia che si perfezioni sul conto, sia che si concluda con il pagamento in denaro contante allo sportello, il rilascio dell’assegno circolare viene effettuato dall’operatore bancario. Infatti sarà il cassiere che prenderà in carico la richiesta di emissione di assegno circolare da parte dell’ordinante, e stamperà l’assegno. Per la stampa verrà utilizzato un assegno circolare in bianco, fornito appositamente dalle casse centrali degli istituti bancari.
Nella parte superiore della fiche, partendo da sinistra saranno indicati il luogo di emissione, la data in cui viene emesso e l’importo in cifre, con l’indicazione della valuta. Appena al di sotto dell’importo viene stampata l’eventuale clausola di non trasferibilità.
Nella parte centrale dell’assegno circolare viene indicato l’ordine di pagamento al beneficiario, con l’intestazione di quest’ultimo, che potrà essere sia una persona fisica sia una società. Oltre al beneficiario viene nuovamente riportato l’importo, scritto in lettere. In quest’ultimo caso è consigliabile indicare l’esatto denominazione sociale dell’azienda. Oltre al beneficiario viene nuovamente riportato l’importo, scritto in lettere. Nella parte inferiore dell’assegno, sul lato destro viene apposto il timbro di intestazione della banca emittente, con la firma dell’operatore che rilascia l’assegno e del responsabile dell’agenzia bancaria. La fiche dell’assegno è normalmente emessa con il logo e i dati indicativi della banca che la rilascia.

Denaro circolante o assegno: come incassare l’assegno circolare

L’assegno circolare consente, a fronte della sua presentazione presso la banca che lo ha emesso, di ottenere il pagamento del suo importo facciale. Questa operazione si realizza con il cosiddetto cambio assegno.
Ma se l’assegno circolare non viene negoziato presso uno sportello della banca emittente, difficilmente potrà essere scambiato per contanti. In effetti gli istituti di credito sono di solito disponibili a cambiare assegni circolari in contanti, solo se emessi direttamente da loro. Nei casi in cui il beneficiario presenta un assegno circolare presso la propria banca, che non ha emesso il titolo, per incassare l’importo dell’assegno, il beneficiario dovrà versarlo sul proprio conto corrente.
In questo caso la prassi bancaria equipara i tempi di riscossione dell’assegno circolare a quelli dell’assegno bancario. Proprio per questa ragione, mentre la valuta del circolare può essere maggiormente vantaggiosa, ossia più breve, di quella dell’assegno bancario, la loro disponibilità è invece equiparata. Infatti, entrambe le tipologie di assegno divengono disponibili in conto corrente, quattro giorni dopo il loro versamento sul conto corrente. I giorni di disponibilità di entrambi questi titoli prendono in considerazione il tempo tecnico che intercorre per inviare alla banca emittente il messaggio di negoziazione del titolo e il tempo necessario per un eventuale messaggio di reso da parte dell’istituto di credito emittente. Poiché per l’assegno circolare, a differenza di quello bancario, il messaggio di reso non potrà riguardare la mancanza di fondi, un assegno circolare potrà tornare alla banca negoziatrice con un messaggio di insoluto solo nel caso in cui siano presenti errori di forma e di compilazione o nell’ipotesi nella quale gli assegni siano stati rubati o contraffatti.



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