PIR: Cosa sono e quanto convengono ai risparmiatori?

Di , scritto il 30 Ottobre 2017

Proposti dalle società di gestione del risparmio, i PIR (piani individuali di risparmio) sono delle forme individuali di investimento a medio e lungo termine destinate ai piccoli investitori. Entrati a far parte delle nuove forme di gestione del risparmio a inizio 2017, i PIR sono stati previsti dall’ultima legge di bilancio come soluzione a medio termine. La loro principale finalità è quella di veicolare nuove risorse verso le imprese di piccole e medie dimensioni.

La caratteristica principale dei PIR consiste nell’ampia gamma di strumenti finanziari su cui è possibile investire. Azioni, obbligazioni, conti correnti e fondi comuni sono a disposizione delle persone fisiche che cercano un nuovo modo per far fruttare i propri risparmi. Dalla possibilità di accedere ai PIR sono esclusi i soggetti giuridici, come ad esempio le aziende. Il loro obiettivo principale è quello di dare sostegno all’economia italiana. I capitali investiti dai piccoli risparmiatori infatti, andranno a creare nuove risorse per le imprese, in particolar modo quelle di piccole e medie dimensioni.

Caratteristiche del Piano Individuale di Risparmio
Come abbiamo già detto il Piano Individuale di Risparmio è destinato esclusivamente alle persone fisiche. I soggetti privati potranno scegliere di investire i propri risparmi in una delle tante soluzioni offerte, per un periodo minimo di cinque anni. A ognuno è data la possibilità di investire fino ad un massimo di 30.000 euro e di usufruire di un solo piano di investimento.

Per raggiungere il loro obiettivo principale, ossia dare sostegno alle imprese italiane, i piani prevedono che almeno il 70% del portafoglio sia destinato ad azioni ed obbligazioni emesse da aziende nazionali, oppure europee purché abbiano almeno una sede nel nostro Paese. Solo il restante 30% potrà essere destinato ad altre forme di investimento, compresi depositi bancari e conti correnti. Per veicolare i risparmi verso piccole e medie imprese è stato inoltre previsto che, di quel 70%, almeno il 30% sia destinato ad aziende diverse da quelle quotate nell’indice di borsa Ftse Mib.

Piano Individuale di Risparmio: conviene davvero?
Dal punto di vista fiscale i soggetti che sceglieranno di investire i propri risparmi nel PIR otterranno numerosi benefici. I rendimenti ottenuti nel corso dei cinque anni non subiranno alcuna tassazione, al contrario di quelli investiti in altre forme che danno luogo ad oggi, ad una tassazione del 26%.

Questa forma di investimento però si rivela utile dal punto di vista fiscale solo se il capitale investito viene effettivamente lasciato all’interno del Piano Individuale di Risparmio per i cinque anni previsti. Nel caso in cui il soggetto riscatti il capitale prima della scadenza, verranno invece applicate le imposte ordinarie, maggiorate dei relativi interessi, anche per gli anni precedenti.



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