<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>solofinanza.it &#187; Azioni estere</title>
	<atom:link href="http://www.solofinanza.it/category/azioni-estere/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.solofinanza.it</link>
	<description>il blog che ti racconta tutto su risparmio e investimenti</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 11:33:13 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
<atom:link rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com"/><atom:link rel="hub" href="http://superfeedr.com/hubbub"/>		<item>
		<title>Confermata entro giugno l&#8217;IPO di Facebook da 5 miliardi di dollari</title>
		<link>http://www.solofinanza.it/02022012/confermata-entro-giugno-lipo-di-facebook-da-5-miliardi-di-dollari/5556</link>
		<comments>http://www.solofinanza.it/02022012/confermata-entro-giugno-lipo-di-facebook-da-5-miliardi-di-dollari/5556#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 15:38:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni estere]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[IPO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solofinanza.it/?p=5556</guid>
		<description><![CDATA[Ormai è fatta: sono stati presentati i documenti necessari per entrare a Wall Street. Quello di Facebook si presenta come l&#8217;evento finanziario dell&#8217;anno, un collocamento azionario epocale e attesissimo, un po&#8217; come avvenne per Google. L&#8217;IPO (initial public offering) potrebbe portare a una valutazione della società con una cifra oscillante tra i 75 e i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2012/02/IPO_facebook.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2012/02/IPO_facebook.gif" alt="" title="IPO_facebook" width="284" height="178" class="alignleft size-full wp-image-5557" /></a>Ormai è fatta: sono stati presentati i documenti necessari per entrare a Wall Street. Quello di Facebook si presenta come l&#8217;evento finanziario dell&#8217;anno, un collocamento azionario epocale e attesissimo, un po&#8217; come avvenne per Google. L&#8217;IPO (initial public offering) potrebbe portare a una valutazione della società con una cifra oscillante tra i 75 e i 100 miliardi di dollari, raccogliendo in prima battuta 5 miliardi di dollari, cifra record nei debutti azionari per le società collegate a Internet. La data dell&#8217;IPO non è ancora stata, ma verosimilmente rientrerà nel periodo aprile-giugno. Non è ancora chiaro se sarà scelto l&#8217;indice Nasdaq o il Nyse.</p>
<p>Per allettare gli investitori, il social network fondato otto anni fa da Mark Zuckerberg ha snocciolato qualche cifra: 845 milioni di utenti (che potrebbero diventare 1 miliardo entro fine anno), 3200 dipendenti, fatturato di 3,71 miliardi di dollari nel 2011 (contro l&#8217;1,97 del 2012), con 1 miliardo di utili (+ 65% rispetto al 2010). </p>
<p>Nei documenti si legge anche una consapevolezza del rischio che si corre in questa sfida: concorrenza agguerrita di Google, <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=893"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Microsoft"  rel="external">Microsoft</a> e Twitter. Un rischio affrontato con strategie precise: diversificazione, ridimensionamento dell&#8217;IPO che precedentemente &#8211; si era ventilato &#8211; avrebbe voluto essere di 10 miliardi di dollari.</p>
<p>Resta certo invece il fatto che Zuckerberg rimarrà al timone della società, con il 57% dei diritti di voto e il 28% di azioni ordinarie. Anche se a partire dal 2013 percepirà un compenso simbolico di appena 1 dollaro, diventerà uno degli imprenditori più facoltosi del globo, con un patrimonio di circa 28 miliardi di dollari. </p>
<p>Il collocamento sarà guidata da banche di primaria importanza come Morgan Stanley come capocordata, insieme a Goldman Sachs, JP Morgan, Bank of America, Barclays e Allen &#038; Co. Anche questo fatto per certi versi è una garanzia di sicurezza.</p>
<p>Il grande interrogativo tra gli investitori è però: Facebook ha davvero delle prospettive così rosee, i suoi utenti continueranno a crescere in maniera esponenziale oppure a un certo punto gli utenti si stancheranno e migreranno su altre piattaforme? Se la capitalizzazione toccherà i 100 miliardi, la cifra sarà 25 volte superiore all&#8217;attuale giro d&#8217;affari: un business sostenibile o solo l&#8217;ennesima bolla speculativa? E se la questione della violazione della privacy con la vendita dei dati personali diventasse virulenta? Su quest&#8217;ultimo aspetto i nemici agguerriti &#8211; e con molta ragione dalla loro parte &#8211; di certo non mancano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solofinanza.it/02022012/confermata-entro-giugno-lipo-di-facebook-da-5-miliardi-di-dollari/5556/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il 2012 sarà l’anno del recupero delle Borse? Per quella americana probabilmente sì</title>
		<link>http://www.solofinanza.it/17012012/il-2012-sara-lanno-del-recupero-delle-borse-per-quella-americana-probabilmente-si/5481</link>
		<comments>http://www.solofinanza.it/17012012/il-2012-sara-lanno-del-recupero-delle-borse-per-quella-americana-probabilmente-si/5481#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 07:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni estere]]></category>
		<category><![CDATA[Glossario finanziario]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[cosa sono]]></category>
		<category><![CDATA[Dogs of the Dow]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solofinanza.it/?p=5481</guid>
		<description><![CDATA[Mentre nel 2011 le borse europee, quelle di Canada, Cina, India, Cile, Brasile, Argentina hanno segnato gravi perdite (in media il 5% nel mondo), la Borsa statunitense ha continuato a viaggiare in territorio positivo &#8211; e la bonaccia continua da ben tre anni a questa parte. Wall Street è considerata un porto sicuro dagli investitori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2012/01/Wall-street.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2012/01/Wall-street.gif" alt="" title="Wall-street" width="300" height="206" class="alignleft size-full wp-image-5482" /></a>Mentre nel 2011 le borse europee, quelle di Canada, Cina, India, Cile, Brasile, Argentina hanno segnato gravi perdite (in media il 5% nel mondo), la Borsa statunitense ha continuato a <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=661"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Viaggiare"  rel="external">viaggiare</a> in territorio positivo &#8211; e la bonaccia continua da ben tre anni a questa parte. Wall Street è considerata un porto sicuro dagli investitori dei quattro angoli del mondo: anche quando i guadagni non arrivano, le perdite sono contenute. E alcuni titoli riservano prestazioni sorprendenti.</p>
<p>Per quanto riguarda il Dow Jones, come avviene alla fine di ogni anno, anche questa volta si sono individuati <strong>The Dogs of the Dow</strong> (letteralmente: <em>i cani del Dow Jones</em>), ovvero <strong>i titoli della Borsa americana che hanno dato maggiori rendimenti</strong> (per inciso, esiste un&#8217;omonima strategia di investimento basata proprio sull&#8217;acquisto questi titoli, che difficilmente deluderanno). I Dogs del 2011 hanno dato un rendimento medio del 10,7% (contro il pur rispettabile 8,33% del Dow Jones). I migliori di essi sono stati Pfizer (+23,59%), Kraft Foods (+18,57%), Intel (+15,31%) e Verizon (+12,13%). </p>
<p>Per quanto concerne l&#8217;indice azionario S&#038;P500, esso ha chiuso in sostanziale pareggio rispetto all’inizio del 2011 (-0,003%, ma un bel +2,1% di total return). In leggero calo invece l&#8217;indice Nasdaq composite (-1,8%). </p>
<p>Ma negli USA hanno reso bene anche i titoli di stato a lungo termine: quasi il 30% (mentre nel 2010 si erano fermati al 9,38%). Quelli a medio termine hanno segnato un +6,57% e i bond municipali un +10,70% (contro il 2,38% del 2010).</p>
<p>Secondo il <em>Wall Street Journal</em> il successo è destinato a continuare, anche perché sono migliorati i “fondamentali” dell&#8217;economia statunitense, ovvero si è avviato il processo di risanamento delle imprese e delle famiglie &#8211; con aumento di liquidità nelle casse delle prime e diminuzione del livello di indebitamento delle seconde. Le prime sono pronte a investire nuovamente. Le seconde sarebbero disposte a tornare a consumare molto. Se sarà il quarto anno consecutivo da Toro per la Borsa americana ci sono speranze che la risalita trascini con sé il resto del mondo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solofinanza.it/17012012/il-2012-sara-lanno-del-recupero-delle-borse-per-quella-americana-probabilmente-si/5481/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nelle classificazioni di Borsa arrivano i mercati di frontiera: che cosa sono?</title>
		<link>http://www.solofinanza.it/28062011/nelle-classificazioni-di-borsa-arrivano-i-mercati-di-frontiera-che-cosa-sono/4729</link>
		<comments>http://www.solofinanza.it/28062011/nelle-classificazioni-di-borsa-arrivano-i-mercati-di-frontiera-che-cosa-sono/4729#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 06:14:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni estere]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[frontier markets]]></category>
		<category><![CDATA[mercati di frontiera]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solofinanza.it/?p=4729</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; positivo il fatto che la distribuzione degli investimenti a livello globale vada ad arricchirsi di nuovi elementi. Le società internazionali che mettono a punto e gestiscono gli indici azionari su base geografica hanno sempre più da fare per monitorare al meglio le nuove e continue evoluzioni del mercato. Quando i mutamenti sono cospicui, diventa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/06/mercati_di_frontiera.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/06/mercati_di_frontiera.gif" alt="" title="mercati_di_frontiera" width="250" height="250" class="alignleft size-full wp-image-4734" /></a>E&#8217; positivo il fatto che la distribuzione degli investimenti a livello globale vada ad arricchirsi di nuovi elementi. Le società internazionali che mettono a punto e gestiscono gli indici azionari su base geografica hanno sempre più da fare per monitorare al meglio le nuove e continue evoluzioni del mercato. Quando i mutamenti sono cospicui, diventa necessario creare nuove categorie di prodotti e ridiscutere il loro rapporto con le categorie di investimento già esistenti. E proprio tre mesi fa, la società Dow Jones Indexes ha presentato ufficialmente una nuova classificazione, che si giustappone ai &#8220;mercati sviluppati&#8221; e ai &#8220;mercati emergenti&#8221;: quella dei <strong>mercati di frontiera</strong> (in inglese, <em>frontier markets</em>). </p>
<p>Come dicevamo, non stiamo più parlando dei mercati emergenti (Brasile, Russia, India, Cina ma anche Cile, Corea del Sud, Egitto, Filippine, Indonesia, Malesia, Marocco, Messico, Perù, Polonia, Repubblica Ceca, Sudafrica, Taiwan, Thailandia, Turchia, Ungheria) ma di Borse che fino a pochissimo tempo fa rientravano in quelle dei mercati emergenti e ora se ne sono distaccate. </p>
<p>Al momento fanno parte della categoria dei frontier market i seguenti stati: <strong>Argentina</strong> e <strong>Colombia</strong> nell&#8217;America del Sud, <strong>Pakistan</strong> e <strong>Sri Lanka</strong> in Asia, <strong>Bahrein</strong>, <strong>Giordania</strong>, <strong>Kuwait</strong>, <strong>Oman</strong>, <strong>Qatar</strong>, <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> nel Medio Oriente, <strong>Mauritius </strong>in Africa. E, sorprendentemente, la categoria &#8220;mercati di frontiera&#8221; include anche un nutrito numero di stati europei: <strong>Bulgaria</strong>, <strong>Cipro</strong>, <strong>Estonia</strong>, <strong>Lettonia</strong>, <strong>Lituania</strong>, <strong>Malta</strong>, <strong>Romania</strong>, <strong>Slovacchia</strong> e <strong>Slovenia</strong>. </p>
<p>Fino a poco tempo fa Mauritius e Cina, ad esempio, erano incluse in uno stesso paniere, ma la differenza tra le piazze era talmente evidente che considerare l&#8217;economia delle piccole isole dell&#8217;oceano indiano alla stregua del colosso cinese era ormai inaccettabile. E in America Latina, da tempo vari stati scalpitavano per staccarsi dal paniere dominato dal Brasile (ne avevamo parlato <a href="http://www.solofinanza.it/24012011/investire-in-america-latina-per-diversificare-il-portafoglio/">qui</a>).</p>
<p>Si tratta in ogni caso di economie periferiche, con possibilità di investimenti limitata, rischio elevato. Sono paesi con Borse ancora poco accessibili e regolamentate, ma che attirano già l’interesse di alcuni investitori esteri professionali e perciò sono assolutamente degni di essere contemplati nella classificazione borsistica. Per questi paesi, particolarmente fragili a livello economico e socio-politico, lo status di &#8220;mercato di frontiera&#8221; potrebbe cambiare in peggio in qualsiasi momento. E comunque è prevista una revisione annuale della classificazione da parte della società Dow Jones Indexes.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solofinanza.it/28062011/nelle-classificazioni-di-borsa-arrivano-i-mercati-di-frontiera-che-cosa-sono/4729/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quella di LinkedIn rischia di essere una nuova bolla speculativa?</title>
		<link>http://www.solofinanza.it/03062011/quella-di-linkedin-rischia-di-essere-una-nuova-bolla-speculativa/4633</link>
		<comments>http://www.solofinanza.it/03062011/quella-di-linkedin-rischia-di-essere-una-nuova-bolla-speculativa/4633#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 08:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni estere]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[bolla]]></category>
		<category><![CDATA[borsa]]></category>
		<category><![CDATA[linked in]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solofinanza.it/?p=4633</guid>
		<description><![CDATA[Il collocamento delle azioni di LinkedIn in Borsa è stato accolto con grande ebbrezza. Alla fine del primo giorno di collocamento il guadagno del titolo superava il 100%. Il grande exploit dei titoli del comparto Web 2.0 fa pensare bene per il futuro di società dello stesso tipo, come Facebook a Twitter. Ma in coloro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/05/linkedin_logo.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/05/linkedin_logo.gif" alt="" title="linkedin_logo" width="300" height="200" class="alignleft size-full wp-image-4593" /></a>Il collocamento delle azioni di <strong><a href="http://www.solofinanza.it/18052011/lievitano-i-prezzi-delle-azioni-linkedin-che-sara-il-primo-social-network-quotato-in-borsa/">LinkedIn</a></strong> in Borsa è stato accolto con grande ebbrezza. Alla fine del primo giorno di collocamento il guadagno del titolo superava il 100%. Il grande exploit dei titoli del comparto Web 2.0 fa pensare bene per il futuro di società dello stesso tipo, come Facebook a Twitter. Ma in coloro che hanno buona memoria, questo apparente successo fa tornare in mente la bolla speculativa riguardante i titoli Web 1.0 che negli anni &#8217;90 ha mietuto moltissime vittime. Perché esiste questo pericolo concreto? Ce lo spiega con molta chiarezza Armando Carcaterra di Anima SGR: </p>
<p><object width="500" height="314"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KHdnxQ5KFPg?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/KHdnxQ5KFPg?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="314" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solofinanza.it/03062011/quella-di-linkedin-rischia-di-essere-una-nuova-bolla-speculativa/4633/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A distanza di due anni, è totale il recupero del mercato azionario</title>
		<link>http://www.solofinanza.it/31052011/a-distanza-di-due-anni-il-recupero-del-mercato-azionario-e-pieno/4621</link>
		<comments>http://www.solofinanza.it/31052011/a-distanza-di-due-anni-il-recupero-del-mercato-azionario-e-pieno/4621#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 May 2011 06:38:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni estere]]></category>
		<category><![CDATA[Azioni italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solofinanza.it/?p=4621</guid>
		<description><![CDATA[Chi negli ultimi anni ha avuto il coraggio di continuare a tenere fermi i suoi investimenti azionari nonostante la crisi, ora può quasi sempre dire di aver recuperato in maniera più che dignitosa. Nella primavera 2009, i timori suscitati dalla crisi globale erano così tanti che l&#8217;ansia fece spostare la maggior parte dei risparmi su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2008/12/investire.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1675" title="investimenti" src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2008/12/investire.jpg" alt="" width="291" height="193" /></a>Chi negli ultimi anni ha avuto il coraggio di continuare a tenere fermi i suoi investimenti azionari nonostante la crisi, ora può quasi sempre dire di aver recuperato in maniera più che dignitosa.</p>
<p>Nella primavera 2009, i timori suscitati dalla crisi globale erano così tanti che l&#8217;ansia fece spostare la maggior parte dei risparmi su investimenti più sicuri. A sonni più tranquilli non hanno però fatto riscontro rendimenti particolarmente alti. Infatti, su un arco di tempo di uno o due anni, tutti e dieci i maxi-comparti azionari europei individuati da MSCI (Morgan Stanley Capital International) hanno reso di più degli investimenti obbligazionari. Per la precisione, nell&#8217;ultimo anno, e per la prima volta, nove settori su dieci segnano percentuali precedute positive (fa eccezione il comparto dei Servizi di pubblica utilità, ma la perdita è di appena 0,77%). Sull&#8217;arco dei due anni le dieci le famiglie di titoli risultano tutte positive. </p>
<p>Del senno di poi son piene le fosse, ma &#8211; comunque sia &#8211; ancora una volta è valso il principio secondo cui quando ci sono brusche cadute, i coraggiosi e (con un po&#8217; di fortuna) possono mettere in cassa buoni recuperi. In altre parole: i mercati prima o poi si riprendono, anche se non si può mai prevedere <em>quando</em>.</p>
<p>Chi ha investito in obbligazioni, in media ha perduto qualcosina sui 12 mesi (-0,01% più l&#8217;inflazione), mentre sui 24 mesi ha guadagnato il +3,19%.</p>
<p>Quali sono i comparti azionari che hanno reso di più? Materie prime (+78,82%), Industriali (+62,91%), Consumi di lusso e Discrezionali (+58,92%), Consumi di base (+53,34%), seguiti da Alta Tecnologia (+27,22%), Finanza (+27,46%), Energia (+29,24%), Telecomunicazioni (+30,23%) e Salute (+35,61%). Fanalino di coda i Servizi di pubblica utilità, che con un +9,51% hanno reso <em>comunque</em> tre volte di più delle obbligazioni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solofinanza.it/31052011/a-distanza-di-due-anni-il-recupero-del-mercato-azionario-e-pieno/4621/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lievitano i prezzi delle azioni LinkedIn, che sarà il primo social network quotato in Borsa</title>
		<link>http://www.solofinanza.it/18052011/lievitano-i-prezzi-delle-azioni-linkedin-che-sara-il-primo-social-network-quotato-in-borsa/4592</link>
		<comments>http://www.solofinanza.it/18052011/lievitano-i-prezzi-delle-azioni-linkedin-che-sara-il-primo-social-network-quotato-in-borsa/4592#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 May 2011 08:27:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni estere]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[borsa]]></category>
		<category><![CDATA[linkedin]]></category>
		<category><![CDATA[wall street]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solofinanza.it/?p=4592</guid>
		<description><![CDATA[Per i pochissimi che ancora non lo conoscono, LinkedIn è un social network dedicato ai professionisti, frequentato da più di 100 milioni di utenti registrati in oltre 200 paesi del mondo. Come annunciato da tempo, a partire da domani, LinkedIn sarà una società quotata a Wall Street. Il lancio non è certo improntato alla timidezza: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/05/linkedin_logo.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-4593" title="linkedin_logo" src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/05/linkedin_logo.gif" alt="" width="300" height="200" /></a>Per i pochissimi che ancora non lo conoscono, LinkedIn è un social network dedicato ai professionisti, frequentato da più di 100 milioni di utenti registrati in oltre 200 paesi del mondo.</p>
<p>Come annunciato da tempo, a partire da domani, LinkedIn sarà una società quotata a Wall Street. Il lancio non è certo improntato alla timidezza: tant&#8217;è vero che ieri la società titolare del sito ha avviato la sua IPO (offerta pubblica di azioni) con un prezzo delle azioni superiore del 30% rispetto alle indicazioni iniziali. La forbice di prezzo delle azioni doveva stare inizialmente tra i 32 e i 35 dollari, ma ora è salita a un range tra i 42 e i 45 dollari, che va ad aumentare il valore totale del network a 4 miliardi di dollari, praticamente un miliardo in più delle stime più recenti.</p>
<p>Non è strano che una società sulla soglia del lancio in Borsa tenti di aumentare il più possibile il prezzo con cui si presenta sul mercato, ma raramente si raggiunge una percentuale del 30%. Tale sicurezza deriva dal fatto che LinkedIn sta suscitando enorme interesse al NYSE, anche perché si tratta solo del primo social network a entrare in Borsa (probabilmente il prossimo sarà Facebook, ma non sono ancora state fornite né date né prezzi delle azioni). Inoltre, il sito è in forte espansione e tra gli investitori si rileva una forte disponibilità a pagare care le azioni.</p>
<p>Per chi vorrà seguire l&#8217;andamento del titolo, esso sarà indicato con la sigla Lnkd.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solofinanza.it/18052011/lievitano-i-prezzi-delle-azioni-linkedin-che-sara-il-primo-social-network-quotato-in-borsa/4592/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Buoni anche i dividendi 2011 dell’EuroStoxx</title>
		<link>http://www.solofinanza.it/31032011/buoni-anche-i-dividendi-2011-dell%e2%80%99eurostoxx/4393</link>
		<comments>http://www.solofinanza.it/31032011/buoni-anche-i-dividendi-2011-dell%e2%80%99eurostoxx/4393#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 06:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni estere]]></category>
		<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[eurostoxx]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solofinanza.it/?p=4393</guid>
		<description><![CDATA[Come nel caso dei dividendi 2011 della Borsa italiana, anche l’EuroStoxx, ovvero il listino che raccoglie le più importanti società quotate in Borsa in Europa quest&#8217;anno si appresta a dare discrete soddisfazioni agli investitori, con un aumento medio della cedole intorno all’11% rispetto al 2010 l&#8217;anno. E interessi medi del 3,8% con alcuni picchi superiori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/03/EuroStoxx.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-4394" style="border: 3px solid black;" title="EuroStoxx" src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/03/EuroStoxx.gif" alt="" width="300" height="186" /></a>Come nel caso dei <a href="http://www.solofinanza.it/29032011/arrivano-i-dividendi-del-2010-bene-enel-eni-telecom-intesa-san-paolo-e-fiat/">dividendi 2011 della Borsa italiana</a>, anche l’EuroStoxx, ovvero il listino che raccoglie le più importanti società quotate in Borsa in Europa quest&#8217;anno si appresta a dare discrete soddisfazioni agli investitori, con un aumento medio della cedole intorno all’11% rispetto al 2010 l&#8217;anno. E interessi medi del 3,8% con alcuni picchi superiori all&#8217;8%.</p>
<p>Un netto recupero, dunque. Tra le cedole più ricche, quelle delle società telefoniche tra cui brilla Telegate (8,3%). Seguite da titoli assicurativi come quelli di Zurich Financial Services (6,6%) e Munich Re (5,4%). Non male anche i tittoli farmaceutici, tra cui spiccano Roche (4,3%) e Novartis (4,2%).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solofinanza.it/31032011/buoni-anche-i-dividendi-2011-dell%e2%80%99eurostoxx/4393/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia deve puntare di più sulle imprese digitali</title>
		<link>http://www.solofinanza.it/07012011/litalia-deve-puntare-di-piu-sulle-imprese-digitali/4100</link>
		<comments>http://www.solofinanza.it/07012011/litalia-deve-puntare-di-piu-sulle-imprese-digitali/4100#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 07:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni estere]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solofinanza.it/?p=4100</guid>
		<description><![CDATA[Nel 2010 c&#8217;è stata una incredibile crescita delle imprese del mondo digitale. Apple è cresciuta in Borsa del 50%, diventando la seconda impresa al mondo per capitalizzazione. Facebook ha raggiunto una valutazione di 50 miliardi di dollari, più del doppio dell&#8217;intero gruppo Fiat, tanto per capirci. Anche Twitter ha raddoppiato il numero di utenti, superando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/01/digital-business.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-4101" title="digital-business" src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/01/digital-business.gif" alt="" width="300" height="95" /></a>Nel 2010 c&#8217;è stata una incredibile crescita delle imprese del mondo digitale. Apple è cresciuta in Borsa del 50%, diventando la seconda impresa al mondo per capitalizzazione. Facebook ha raggiunto una valutazione di 50 miliardi di dollari, più del doppio dell&#8217;intero gruppo Fiat, tanto per capirci. Anche Twitter ha raddoppiato il numero di utenti, superando quota 200 milioni.</p>
<p>Queste sono solo le più note di una miriade di imprese che nascono ogni anno per operare negli infiniti meandri del mondo digitale. Anche in Italia è possibile, anzi necessario, puntare maggiormente su questa imprenditorialità, che si basa sui <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=824"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Giovani"  rel="external">giovani</a> e sulle loro capacità di creare e interpretare le tecnologie digitali. Non ci mancano certo creatività e competenza e vi sono già molti casi concreti di successo, specie nel mercato online della moda e del turismo.</p>
<p>Quello che ci manca è forse un po&#8217; più di cultura imprenditoriale e soprattutto un sistema finanziario realmente propenso a supportare questo tipo di iniziative. Questa è una strada che, seppure ardua, non si può <em>non</em> intraprendere, anche perché rappresenta una risposta concreta all&#8217;elevato tasso di disoccupazione giovanile che abbiamo in Italia.</p>
<p>[via Tg1 Economia]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solofinanza.it/07012011/litalia-deve-puntare-di-piu-sulle-imprese-digitali/4100/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Arrivano le SPAC: un salvagente per le matricole di Borsa</title>
		<link>http://www.solofinanza.it/07112010/arrivano-le-spac-un-salvagente-per-le-matricole-di-borsa/3941</link>
		<comments>http://www.solofinanza.it/07112010/arrivano-le-spac-un-salvagente-per-le-matricole-di-borsa/3941#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Nov 2010 16:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni estere]]></category>
		<category><![CDATA[Azioni italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Glossario finanziario]]></category>
		<category><![CDATA[Berger]]></category>
		<category><![CDATA[Gamberale]]></category>
		<category><![CDATA[Italy1]]></category>
		<category><![CDATA[Mammola]]></category>
		<category><![CDATA[spac]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solofinanza.it/?p=3941</guid>
		<description><![CDATA[Che cosa sono le SPAC? Il termine deriva dalle iniziali di Single-Purpose Acquisition Company (o Special-Purpose Acquisition Company), traducibile grossolanamente come &#8216;società creata per fare una singola acquisizione e poi sparire&#8217;. Si tratta di uno strumento innovativo sui mercati finanziari, inventato da Wall Street per fare da &#8216;paracadute&#8217; o da &#8216;salvagente&#8217; alle matricole di Borsa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2010/11/spac.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3942" title="spac" src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2010/11/spac-246x300.jpg" alt="" width="246" height="300" /></a>Che cosa sono le <strong>SPAC</strong>? Il termine deriva dalle iniziali di <strong>Single-Purpose Acquisition Company</strong> (o <strong>Special-Purpose Acquisition Company</strong>), traducibile grossolanamente come &#8216;società creata per fare una singola acquisizione e poi sparire&#8217;.</p>
<p>Si tratta di uno strumento innovativo sui mercati finanziari, inventato da Wall Street per fare da &#8216;paracadute&#8217; o da &#8216;salvagente&#8217; alle matricole di Borsa che, se non adeguatamente sostenute, rischiano di fare flop non appena sbarcate sui listini.</p>
<p>Le SPAC sono un modo per capire in fretta se il mercato gradisce o rifiuta, per mettere un freno alla speculazione e attutire gli effetti dell&#8217;atterraggio in Borsa delle nuove quotazioni.</p>
<p>In pratica una SPAC è una &#8216;scatola vuota&#8217; che raccoglie liquidità, investe i fondi raccolti tra i sottoscrittori in titoli affidabili ed entra in Borsa. A questo punto ha due  anni di tempo per concludere un accordo (e uno solo) con un&#8217;azienda non ancora quotata. Gli sponsor devono cercare sul mercato una società &#8216;target&#8217; e rilevarne una quota di minoranza. Se gli investitori della SPAC non gradiscono la scelta in percentuale superiore al 30-35%, la SPAC viene liquidata e i sottoscrittori sono rimborsati con gli interessi maturati nel frattempo. Se invece gli investitori danno l&#8217;okay, la società target viene assorbita nella SPAC e si trova già bell&#8217;e quotata nei listini. Gli investitori diventano soci dell&#8217;azienda in questione e la SPAC sparisce, andando a costituire il flottante della società.</p>
<p>La prima SPAC della Borsa di Milano sarà lanciata dal trio Vito Gamberale- Roland Berger-e Carlo Mammola, si chiamerà  Italy1 e sarà rivolta solo a investitori istituzionali, non a piccoli risparmiatori. L&#8217;Ipo dovrebbe chiudersi entro l&#8217;inizio di dicembre e mira alla raccolta di almeno 150 milioni di euro da investire in una partecipazione di minoranza di una società non quotata (che abbia un giro d&#8217;affari i 700-800 milioni, probabilmente del settore alimentare, della moda, della meccanica di precisione o dell&#8217;igiene personale).</p>
<p>Secondo fonti finanziarie, anche altre banche italiane sono al lavoro per lanciare due o tre SPAC a Piazza Affari nei prossimi mesi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solofinanza.it/07112010/arrivano-le-spac-un-salvagente-per-le-matricole-di-borsa/3941/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nel 2010 solo i fondi obbligazionari in dollari hanno reso bene: durerà?</title>
		<link>http://www.solofinanza.it/13092010/nel-2010-solo-i-fondi-obbligazionari-in-dollari-hanno-reso-bene-durera/3777</link>
		<comments>http://www.solofinanza.it/13092010/nel-2010-solo-i-fondi-obbligazionari-in-dollari-hanno-reso-bene-durera/3777#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 07:20:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni estere]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[bolla obbligazionaria]]></category>
		<category><![CDATA[bond]]></category>
		<category><![CDATA[fondi obbligazionari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solofinanza.it/?p=3777</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;anno 2010 non è ancora terminato ma, fino alla fine del mese di agosto, tra gli investitori in fondi comuni, soltanto i possessori di fondi obbligazionari dell’area del dollaro e di obbligazionari in titoli governativi in dollari hanno visto buone rendite (circa il 17%). Buoni anche i rendimenti dei fondi obbligazionari dei paesi emergenti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2010/09/Dollari.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3778" title="Dollari" src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2010/09/Dollari.gif" alt="" width="300" height="198" /></a>L&#8217;anno 2010 non è ancora terminato ma, fino alla fine del mese di agosto, tra gli investitori in fondi comuni, soltanto i possessori di fondi obbligazionari dell’area del dollaro e di obbligazionari in titoli governativi in dollari hanno visto buone rendite (circa il 17%). Buoni anche i rendimenti dei fondi obbligazionari dei paesi emergenti e gli obbligazionari internazionali governativi (circa il 10%). Entrambe le categorie di fondi hanno beneficiato del prolungarsi di una fase in cui i tassi d&#8217;interesse sono molto bassi (0-0,25%), oltre al fattore del cambio euro-dollaro che ha visto la moneta americana apprezzarsi nel corso dell&#8217;anno con vantaggi per chi aveva acquistato in USD.</p>
<p>Sono in molti a prevedere un rialzarsi dell&#8217;inflazione, che farebbe scoppiare la bolla obbligazionaria. In realtà è difficile dire che cosa avverrà in futuro. Dipende tutto dall&#8217;eventuale ripresa europea e statunitense. Secondo Trichet, presidente della BCE, in Europa non ci sarà la temuta doppia recessione. Negli USA, il deficit di bilancio e il debito pubblico fanno prevedere che nei prossimi anni saranno emesse enormi quantità di bond. Ma saranno anche le elezioni di mid-term, con il peso politico esercitato dai vincitori a decidere le future mosse dell&#8217;amministratore Obama in campo economico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solofinanza.it/13092010/nel-2010-solo-i-fondi-obbligazionari-in-dollari-hanno-reso-bene-durera/3777/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

