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	<title>solofinanza.it &#187; Azioni italiane</title>
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	<description>il blog che ti racconta tutto su risparmio e investimenti</description>
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		<title>Torna l&#8217;interesse per i titoli di Stato italiani, anche tra gli investitori americani</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 23:58:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni italiane]]></category>
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		<description><![CDATA[I timori erano forti e anche giustificati, ma il flop non è arrivato. Le iniziative del governo Monti hanno evitato la fuga dai titoli di stato italiano e ricreato un discreto interesse per l&#8217;Italia, anche nei più importanti investitori americani. Nel mese di dicembre la visione del mercato italiano tra gli operatori è decisamente mutata: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/01/bot-btp1.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/01/bot-btp1.gif" alt="" title="bot-btp" width="300" height="197" class="alignleft size-full wp-image-4139" /></a>I timori erano forti e anche giustificati, ma il flop non è arrivato. Le iniziative del governo Monti hanno evitato la fuga dai titoli di stato italiano e ricreato un discreto interesse per l&#8217;Italia, anche nei più importanti investitori americani.</p>
<p>Nel mese di dicembre la visione del mercato italiano tra gli operatori è decisamente mutata: da investimenti di cui sbarazzarsi, i BTP si stanno rivelando una grande occasione, per via dei rendimenti che &#8211; almeno per le lunghe scadenze &#8211; continuano a <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=661"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Viaggiare"  rel="external">viaggiare</a> sopra il 6%. Paradossalmente, lo spread alto con un cambiamento del sentiment ha reso estremamente appetibile l&#8217;acquisto del debito italiano. Anche i grandi investitori e fondi pensione, che di solito preferiscono restare su territori più tranquilli, stanno aumentando le loro quote di acquisto, rimettendo nuovamente in portafoglio i titoli con scadenza biennale o triennale &#8211; quelli con rischi ridotti, nonostante i rendimenti più contenuti.</p>
<p>Gli <a href="http://www.solofinanza.it/24032010/quali-sono-i-vantaggi-degli-hedge-fund/2773" target="_blank">hedge fund</a> sull’Italia ora sono positivi: non si scommette più sul fallimento dell&#8217;Italia. Prevale la fiducia per il nuovo esecutivo. E questo mutamento dei fondi speculativi per eccellenza è considerato da tutti come un ottimo segno, in quanto gli operatori dei fondi hedge sono sempre i primi a percepire i cambiamenti e a decidere dove vale la pena di scommettere.</p>
<p>Che dire di Piazza Affari? Le attese sono che la rinnovata fiducia nel settore obbligazionario influenzi positivamente anche i corsi azionari, ma sarebbe prematuro darlo per certo.</p>
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		<title>Da oggi e fino al 24 febbraio è aperta l&#8217;offerta per 1,5 miliardi di bond ENEL</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 07:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Ritorna oggi e si protrarrà fino al 24 febbraio la possibilità di sottoscrivere nuove obbligazioni ENEL presso 18.000 sportelli bancari italiani. L&#8217;ammontare complessivo dell&#8217;offerta sarà di 1,5 miliardi di euro, cifra estensibile fino a 3 miliardi. Bond a tasso fisso e variabile, con una durata di 6 anni (scadenza nel 2018) e un lotto minimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2012/02/Enel_logo.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2012/02/Enel_logo.gif" alt="" title="Enel_logo" width="280" height="198" class="alignleft size-full wp-image-5578" /></a>Ritorna oggi e si protrarrà fino al 24 febbraio la possibilità di sottoscrivere nuove obbligazioni ENEL presso 18.000 sportelli bancari italiani. L&#8217;ammontare complessivo dell&#8217;offerta sarà di 1,5 miliardi di euro, cifra estensibile fino a 3 miliardi. Bond a tasso fisso e variabile, con una durata di 6 anni (scadenza nel 2018) e un lotto minimo di investimento di 2000 euro, pari a due bond del valore nominale di 1000 euro ciascuno, con possibilità di incrementarlo con una o più obbligazioni del valore nominale di 1000 euro l&#8217;una. Non sono previste spese di commissione né di sottoscrizione. I tassi fissi dovrebbero arrivare a garantire rendimenti lordi di circa il 5%. Qualcosa di meno (almeno ai prezzi di oggi) per le obbligazioni a tassi variabili.</p>
<p>ENEL ritiene questo un buon momento per ritornare su un mercato da cui mancava da due anni con titoli che danno buone opportunità di investimento ai risparmiatori. I proventi dell&#8217;offerta per l&#8217;azienda significheranno un aumento della capacità di accumulare riserve per far fronte alle esigenze future di nuovi investimenti e di gestione della linea di indebitamento.</p>
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		<title>L&#8217;importanza di sostenere in ogni modo la Borsa italiana</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 07:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Le turbolenze degli ultimi mesi sui mercati finanziari hanno accentrato l&#8217;attenzione principalmente sui titoli di stato e i debiti sovrani. Ma non bisogna affatto dimenticare l&#8217;importanza della Borsa, che sta imboccando la strada di una pericolosa spirale di riduzione dei prezzi delle azioni. L&#8217;abbassamento eccessivo dei prezzi delle azioni genera gravi pericoli per il sistema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2007/07/piazzaaffari.jpg"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2007/07/piazzaaffari.jpg" alt="" title="Piazza Affari" width="250" height="188" class="alignleft size-full wp-image-80" /></a>Le turbolenze degli ultimi mesi sui mercati finanziari hanno accentrato l&#8217;attenzione principalmente sui titoli di stato e i debiti sovrani. Ma non bisogna affatto dimenticare l&#8217;importanza della Borsa, che sta imboccando la strada di una pericolosa spirale di riduzione dei prezzi delle azioni. L&#8217;abbassamento eccessivo dei prezzi delle azioni genera gravi pericoli per il sistema Paese. </p>
<p>In primo luogo, le nostre aziende diventano più contendibili, ovvero la loro proprietà può passare più facilmente di mano e può finire con diventare proprietà di investitori che hanno obiettivi diversi rispetto al bene del nostro paese. </p>
<p>In secondo luogo, i bassi prezzi delle azioni impediscono alle aziende di effettuare nuovi aumenti di capitale e di reperire risorse da dedicare a nuovi investimenti produttivi. </p>
<p>In terzo luogo, valori di mercato bassi non danno gli incentivi giusti al management. </p>
<p>E infine, bassi valori delle azioni impediscono a nuove aziende di affacciarsi al circuito di Borsa.</p>
<p>Occorre rimettere con prepotenza la Borsa al centro dell&#8217;attenzione e del dibattito, promuovere maggiormente la Borsa italiana in tutte le missioni all&#8217;estero e infine dare dei saggi ma importanti incentivi fiscali a investitori e imprese affinché ritornino con coraggio in Borsa.</p>
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		<title>Quali sono le azioni italiane con buoni dividendi in Borsa nonostante la crisi?</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 06:41:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle settimane in cui Piazza Affari, come del resto tutte le Borse del mondo, viene travolta da ondate di vendite ci siamo chiesti: ci saranno dei titoli italiani che hanno resistito alla bufera? Non sono molti, ma ci sono, si tratta di società medie o piccole, ovvero poco liquide. Nessuna di esse appartiene ai comparti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/08/Investimenti.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/08/Investimenti.gif" alt="" title="Investimenti" width="300" height="225" class="alignleft size-full wp-image-4879" /></a>Nelle settimane in cui Piazza Affari, come del resto tutte le Borse del mondo, viene travolta da ondate di vendite ci siamo chiesti: ci saranno dei <strong>titoli italiani che hanno resistito alla bufera?</strong> Non sono molti, ma ci sono, si tratta di società medie o piccole, ovvero poco liquide. Nessuna di esse appartiene ai comparti più in crisi: quello bancario e della grande industria. Eccone i nomi:</p>
<p>* <strong>Campari</strong> (bevande alcoliche): nell&#8217;ultimo mese ha perso circa il 9% del suo valore, ma negli ultimi 5 anni ha guadagnato un bel 30%. E anche dal gennaio di quest&#8217;anno può vantare una performance del 5,18%.</p>
<p>* <strong>De Longhi</strong> (elettrodomestici): pur avendo perso il 25% nell&#8217;ultimo mese, il rendimento calcolato a partire dal gennaio di quest&#8217;anno è del 7,6%. Nonostante la grave crisi nel 2009, rispetto a cinque anni fa vale il 127% in più.</p>
<p>* Datalogic (codici a barre, quotata sul segmento Star), ha perso il 3% negli ultimi 30 giorni, ma rispetto all&#8217;inizio dell&#8217;anno resiste con un frazionale +0,4 %, che sul quinquennio sfiora il 10%.</p>
<p>* Sol (gas tecnici, assistenza medicinale), ha perso solo lo 0,6% quest&#8217;ultimo mese, ma segna un +9,2 dall&#8217;inizio dell&#8217;anno. Rispetto a 5 anni fa è un +17%.</p>
<p>Tra le aziende che nell&#8217;ultima terrificante settimana hanno registrato un segno più, e quindi fanno ben sperare per il futuro ci sono: Molmed (biotecnologie, +23%), Cogeme (componenti per auto, +18%), Aedes (<a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=256"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Immobiliare"  rel="external">immobiliare</a>, +14%), Lazio (+12,4%).</p>
<p>Invece, dall&#8217;inizio dell&#8217;anno risultano positivi: Damiani (+20%, gioielli), Fullsix (+60%, marketing e pubblicità).</p>
<p>Sembrano cifre basse, ma basta confrontarle con le perdite negli ultimi 5 anni dei colossi, per convincersi che chi si accontenta gode: Unicredit -80%, Intesa Sanpaolo più del -70%, Eni -50% e Telecom -60%. </p>
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		<title>A distanza di due anni, è totale il recupero del mercato azionario</title>
		<link>http://www.solofinanza.it/31052011/a-distanza-di-due-anni-il-recupero-del-mercato-azionario-e-pieno/4621</link>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 06:38:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni estere]]></category>
		<category><![CDATA[Azioni italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi negli ultimi anni ha avuto il coraggio di continuare a tenere fermi i suoi investimenti azionari nonostante la crisi, ora può quasi sempre dire di aver recuperato in maniera più che dignitosa. Nella primavera 2009, i timori suscitati dalla crisi globale erano così tanti che l&#8217;ansia fece spostare la maggior parte dei risparmi su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2008/12/investire.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1675" title="investimenti" src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2008/12/investire.jpg" alt="" width="291" height="193" /></a>Chi negli ultimi anni ha avuto il coraggio di continuare a tenere fermi i suoi investimenti azionari nonostante la crisi, ora può quasi sempre dire di aver recuperato in maniera più che dignitosa.</p>
<p>Nella primavera 2009, i timori suscitati dalla crisi globale erano così tanti che l&#8217;ansia fece spostare la maggior parte dei risparmi su investimenti più sicuri. A sonni più tranquilli non hanno però fatto riscontro rendimenti particolarmente alti. Infatti, su un arco di tempo di uno o due anni, tutti e dieci i maxi-comparti azionari europei individuati da MSCI (Morgan Stanley Capital International) hanno reso di più degli investimenti obbligazionari. Per la precisione, nell&#8217;ultimo anno, e per la prima volta, nove settori su dieci segnano percentuali precedute positive (fa eccezione il comparto dei Servizi di pubblica utilità, ma la perdita è di appena 0,77%). Sull&#8217;arco dei due anni le dieci le famiglie di titoli risultano tutte positive. </p>
<p>Del senno di poi son piene le fosse, ma &#8211; comunque sia &#8211; ancora una volta è valso il principio secondo cui quando ci sono brusche cadute, i coraggiosi e (con un po&#8217; di fortuna) possono mettere in cassa buoni recuperi. In altre parole: i mercati prima o poi si riprendono, anche se non si può mai prevedere <em>quando</em>.</p>
<p>Chi ha investito in obbligazioni, in media ha perduto qualcosina sui 12 mesi (-0,01% più l&#8217;inflazione), mentre sui 24 mesi ha guadagnato il +3,19%.</p>
<p>Quali sono i comparti azionari che hanno reso di più? Materie prime (+78,82%), Industriali (+62,91%), Consumi di lusso e Discrezionali (+58,92%), Consumi di base (+53,34%), seguiti da Alta Tecnologia (+27,22%), Finanza (+27,46%), Energia (+29,24%), Telecomunicazioni (+30,23%) e Salute (+35,61%). Fanalino di coda i Servizi di pubblica utilità, che con un +9,51% hanno reso <em>comunque</em> tre volte di più delle obbligazioni.</p>
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		<title>Che cos&#8217;è l&#8217;azionariato critico</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 06:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Finanza etica]]></category>
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		<description><![CDATA[La settimana scorsa si è svolto a Roma, organizzato dall&#8217;Ordine dei commercialisti di Napoli in collaborazione con l&#8217;associazione Impegno Civile, un importante Forum sul progetto dell&#8217;azionariato critico come strumento di democrazia economica e di finanza etica. Obiettivo del progetto è stimolare e i piccoli azionisti a far valere maggiormente i propri diritti mediante strumenti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/04/azionariato_critico.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-4495" title="azionariato_critico" src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/04/azionariato_critico.gif" alt="" width="300" height="157" /></a>La settimana scorsa si è svolto a Roma, organizzato dall&#8217;Ordine dei commercialisti di Napoli in collaborazione con l&#8217;associazione Impegno Civile, un importante <strong><a href="http://www.notizie.me/lazionariato-critico-strumento-di-democrazia-economica-e-di-finanza-etica/">Forum sul progetto dell&#8217;azionariato critico come strumento di democrazia economica e di finanza etica</a></strong>. Obiettivo del progetto è stimolare e i piccoli azionisti a far valere maggiormente i propri diritti mediante strumenti che consentano di monitorare in maniera strutturata e continuativa l&#8217;andamento delle attività e dei bilanci delle società quotate in Borsa.</p>
<p>Oggi come oggi, infatti, circa il 50% degli azionisti non ha modo di partecipare alle assemblee e non ha sotto mano molti dati importanti riguardanti le aziende quotate in Borsa che pure finanzia, fatta eccezione per i report pubblicati sui relativi siti Internet. Il rischio sempre dietro l&#8217;angolo è che l&#8217;oligopolio porti alla pericolosa deriva e al totalitarismo finanziario. E per le società stesse, avere la possibilità di dialogare con le &#8220;minoranze&#8221; e consentire loro di partecipare più da vicino alla vita delle imprese stimolandole ad adottare comportamenti sempre più trasparenti e sostenibili (a livello finanziario ma anche etico, sociale e ambientale) è un elemento di notevole arricchimento.</p>
<p>La questione riguarda da vicino centinaia di migliaia di azionisti retail ma anche casse di previdenza, fondi pensione e investitori esteri. Agevolare la partecipazione dell&#8217;azionista di minoranza alle assemblee non è solo un modo per tutelare il singolo o fare raggiungere meglio gli scopi istituzionali delle casse di previdenza, ma anche per dare al mercato un respiro e un passo diversi da quelli che finora ha avuto, per ridare slancio a una finanza ancora attanagliata dalla crisi, oltre che tutelare l&#8217;economia nazionale.</p>
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		<title>Arrivano i dividendi del 2010: bene Enel, Eni, Telecom, Intesa San Paolo e Fiat</title>
		<link>http://www.solofinanza.it/29032011/arrivano-i-dividendi-del-2010-bene-enel-eni-telecom-intesa-san-paolo-e-fiat/4383</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 06:22:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come ogni anno, il mese di marzo porta con sé le comunicazioni sul pagamento delle cedole delle società quotate a Piazza Affari &#8211; che avverrà nei mesi seguenti dell&#8217;anno corrente. E quest&#8217;anno le notizie sono buone: la media dei dividendi supera il 3%, con alcune punte eccezionali che vanno oltre il 7%. Un totale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2007/07/piazzaaffari.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-80" title="Piazza Affari" src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2007/07/piazzaaffari.jpg" alt="" width="250" height="188" /></a>Come ogni anno, il mese di marzo porta con sé le comunicazioni sul pagamento delle cedole delle società quotate a Piazza Affari &#8211; che avverrà nei mesi seguenti dell&#8217;anno corrente. E quest&#8217;anno le notizie sono buone: la media dei dividendi supera il 3%, con alcune punte eccezionali che vanno oltre il 7%. Un totale di quasi 17 miliari di euro che andranno nelle tasche degli azionisti: molto di più dei 13 miliardi arrivati nel 2010, anche se prima della crisi la cifra era ben superiore: circa 30 miliardi. Siamo comunque in salita e questo rappresenta un segnale di ottimismo.</p>
<p>I dividendi più consistenti saranno distribuiti dal settore energetico, dall&#8217;industria alimentare e dal comparto dei beni di lusso.</p>
<p>La cedola più elevata sarà pagata da Enel: 0,18 euro a saldo il prossimo 20 giugno (il rendimento è prossimo al 7%). Non male anche Snam Rete Gas (dividendo di 0,14 euro) ed Eni (0,50 euro) entrambe a saldo il 23 maggio 2011 con circa il 6% di rendimento. Brillano anche Intesa Sanpaolo con 0,08 euro per i titoli ordinari (saranno versati il 23 maggio e corrispondono a circa il 4%) e Generali (0,55 euro il 16 maggio per un buon 3%). Molto soddisfacente anche Telecom Italia con 0,058 euro il 18 aprile (con uno stabile 5%). Fiat verserà il 18 aprile un dividendo di 0,09 euro per le azioni ordinarie e di 0,31 euro per le azioni di risparmio e le azioni privilegiate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Positivo il debutto in Borsa per le società Fiat scorporate</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 13:34:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni italiane]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal punto di vista borsistico il 2010 è stato ancora contraddistinto da grande volatilità e incertezza. E &#8211; specie negli ultimi mesi &#8211; ha subito gli effetti del debito pubblico che grava su molte nazioni europee. Per quanto riguarda la situazione italiana, risulta sempre difficile portare nuove imprese nei listini di Piazza Affari, principalmente a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2009/01/fiat23.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1743" title="fiat" src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2009/01/fiat23.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a>Dal punto di vista borsistico il 2010 è stato ancora contraddistinto da grande volatilità e incertezza. E &#8211; specie negli ultimi mesi &#8211; ha subito gli effetti del debito pubblico che grava su molte nazioni europee. Per quanto riguarda la situazione italiana, risulta sempre difficile portare nuove imprese nei listini di Piazza Affari, principalmente a causa di un (ingiustificato ma forte) freno culturale da parte degli imprenditori riguardo alla cessione della propria azienda o comunque all&#8217;apertura dei capitali a investitori terzi. In questo panorama, comunque, la novità dell&#8217;anno è stato l&#8217;annuncio delle scorporo delle due nuove società Fiat: da una parte il settore Auto, dall&#8217;altra Fiat Industrial (camion e macchine agricole). Da stamane i due titoli sono quotati in Borsa separatamente.</p>
<p>Nei mesi passati il consenso è stato praticamente unanime sull&#8217;importanza dell&#8217;operazione. Dal punto di vista economico la decisione è storia per almeno due ragioni: crea una maggiore indipendenza strategica fra due entità che, separate, potranno svilupparsi meglio in futuro, anche mediante acquisizioni ed alleanze. Inoltre, consente ai mercati finanziari e agli investitori di valutare con maggior precisione due tipi di business molto diversi tra loro per struttura, margini e tassi di crescita; ed è destinata portare molto  più interesse sui titoli Fiat, rivolgendosi a un pubblico di  investitori assai più ampio che in passato. Per onestà bisogna anche dire che l&#8217;operazione non è priva di rischi. Infatti, in questo modo si perde del tutto la possibilità, più volte sfruttata in passato, di usare gli introiti derivanti dal settore industriale come stampella del settore auto durante i periodi di crisi. Inoltre, il piano di Marchionne per queste due società è molto aggressivo e prevede per i prossimi quattro anni il raddoppio del fatturato dell&#8217;auto e il raddoppio della marginalità di Fiat Industrial. Un piano che sarà realizzabile solo con una forte penetrazione nei mercati emergenti (soprattutto Cina, India e Russa), nei quali però Fiat al momento è poco presente.</p>
<p>In ogni caso, a poche ore dall&#8217;apertura di Piazza Affari, le due azioni valgono insieme già circa il 2% più di quello che valeva l&#8217;intera unica Fiat alla fine del 2010.</p>
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		<title>Arrivano le SPAC: un salvagente per le matricole di Borsa</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Nov 2010 16:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni estere]]></category>
		<category><![CDATA[Azioni italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Glossario finanziario]]></category>
		<category><![CDATA[Berger]]></category>
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		<category><![CDATA[Mammola]]></category>
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		<description><![CDATA[Che cosa sono le SPAC? Il termine deriva dalle iniziali di Single-Purpose Acquisition Company (o Special-Purpose Acquisition Company), traducibile grossolanamente come &#8216;società creata per fare una singola acquisizione e poi sparire&#8217;. Si tratta di uno strumento innovativo sui mercati finanziari, inventato da Wall Street per fare da &#8216;paracadute&#8217; o da &#8216;salvagente&#8217; alle matricole di Borsa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2010/11/spac.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3942" title="spac" src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2010/11/spac-246x300.jpg" alt="" width="246" height="300" /></a>Che cosa sono le <strong>SPAC</strong>? Il termine deriva dalle iniziali di <strong>Single-Purpose Acquisition Company</strong> (o <strong>Special-Purpose Acquisition Company</strong>), traducibile grossolanamente come &#8216;società creata per fare una singola acquisizione e poi sparire&#8217;.</p>
<p>Si tratta di uno strumento innovativo sui mercati finanziari, inventato da Wall Street per fare da &#8216;paracadute&#8217; o da &#8216;salvagente&#8217; alle matricole di Borsa che, se non adeguatamente sostenute, rischiano di fare flop non appena sbarcate sui listini.</p>
<p>Le SPAC sono un modo per capire in fretta se il mercato gradisce o rifiuta, per mettere un freno alla speculazione e attutire gli effetti dell&#8217;atterraggio in Borsa delle nuove quotazioni.</p>
<p>In pratica una SPAC è una &#8216;scatola vuota&#8217; che raccoglie liquidità, investe i fondi raccolti tra i sottoscrittori in titoli affidabili ed entra in Borsa. A questo punto ha due  anni di tempo per concludere un accordo (e uno solo) con un&#8217;azienda non ancora quotata. Gli sponsor devono cercare sul mercato una società &#8216;target&#8217; e rilevarne una quota di minoranza. Se gli investitori della SPAC non gradiscono la scelta in percentuale superiore al 30-35%, la SPAC viene liquidata e i sottoscrittori sono rimborsati con gli interessi maturati nel frattempo. Se invece gli investitori danno l&#8217;okay, la società target viene assorbita nella SPAC e si trova già bell&#8217;e quotata nei listini. Gli investitori diventano soci dell&#8217;azienda in questione e la SPAC sparisce, andando a costituire il flottante della società.</p>
<p>La prima SPAC della Borsa di Milano sarà lanciata dal trio Vito Gamberale- Roland Berger-e Carlo Mammola, si chiamerà  Italy1 e sarà rivolta solo a investitori istituzionali, non a piccoli risparmiatori. L&#8217;Ipo dovrebbe chiudersi entro l&#8217;inizio di dicembre e mira alla raccolta di almeno 150 milioni di euro da investire in una partecipazione di minoranza di una società non quotata (che abbia un giro d&#8217;affari i 700-800 milioni, probabilmente del settore alimentare, della moda, della meccanica di precisione o dell&#8217;igiene personale).</p>
<p>Secondo fonti finanziarie, anche altre banche italiane sono al lavoro per lanciare due o tre SPAC a Piazza Affari nei prossimi mesi.</p>
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		<title>Inizia il collocamento in Borsa di Enel Green Power: conviene?</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 08:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricomincia la stagione delle grandi Offerte Pubbliche Iniziali (IPO) a Piazza Affari. Tra tutte le operazioni dell&#8217;anno, la più importante è il collocamento delle azioni di Enel Green Power, la controllata &#8216;verde&#8217; di Enel, attiva nel settore delle energie rinnovabili (acqua, sole, vento, geotermia). L&#8217;IPO inizia oggi e si andrà avanti fino al 29 di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2010/10/Enel-Green-Power.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3888" style="border: 3px solid black;" title="Enel-Green-Power" src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2010/10/Enel-Green-Power.gif" alt="" width="300" height="171" /></a>Ricomincia la stagione delle grandi Offerte Pubbliche Iniziali (IPO) a Piazza Affari. Tra tutte le operazioni dell&#8217;anno, la più importante è il collocamento delle azioni di Enel Green Power, la controllata &#8216;verde&#8217; di Enel, attiva nel settore delle energie rinnovabili (acqua, sole, vento, geotermia).</p>
<p>L&#8217;IPO inizia oggi e si andrà avanti fino al 29 di questo mese. Enel propone al mercato circa il 30% delle azioni, con una forbice di prezzo tra 1,80 e 2,10 euro ad azione, a seconda delle prenotazioni degli investitori. Un totale di 1.400.000.000 azioni acquistabili all&#8217;85% da investitori istituzionali e al 15% dal mercato retail. Il titolo verrà quotato a Milano e a Madrid.</p>
<p><strong>Quanto potrà rendere questo investimento?</strong> Il dividendo non è all&#8217;altezza di quello delle azioni Enel, relativamente alto per i tempi che corrono. Il 30% degli utili sarà dedicato ai dividenti, ma l&#8217;interesse risiede principalmente nelle prospettive di crescita e sviluppo dell&#8217;azienda Enel, che investirà più di 5 miliardi di euro in nuove iniziative industriali. Bassi anche i rischi di bolle speculative su questo titolo.</p>
<p>Quanto, alla <strong>convenienza dell&#8217;investimento</strong>, il settimanale inglese <strong><em>The Economist</em> rassicura</strong>: <em>l&#8217;azienda non è solo vento</em>. Con questo intende dire che, possedendo un&#8217;alta percentuale di impianti per l&#8217;energia idroelettrica e idrotermica, Enel Green Power ha solidi punti di forza strutturali e tecnologici, ed è meno vulnerabile di quelle basate principalmente sull&#8217;eolico, che al momento è conveniente soprattutto per via dei contributi pubblici.</p>
<p>Alcuni analisti consigliano comunque un po&#8217; di <strong>cautela </strong>nell&#8217;acquisto delle azioni, dovute alle prospettive di crescita estremamente ambiziose che si è date l&#8217;azienda: portare il margine operativo lordo da 1,3 miliardi del 2009 a 2,1 miliardi nel 2014.</p>
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