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	<title>solofinanza.it &#187; Economia</title>
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	<description>il blog che ti racconta tutto su risparmio e investimenti</description>
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		<title>Finalmente calano gli spread: possiamo essere ottimisti?</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 07:57:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi giorni la tensione sui titoli di Stato italiani si è allentata, anche se le previsioni di crescita dell&#8217;Italia si sono ulteriormente deteriorate. I tassi di interesse che il nostro Paese deve pagare sono scesi e si sono avvicinati quelli della Germania (paese estremamente più solido dell&#8217;Italia) e si sono anche avvicinati ai tassi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/07/spread.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/07/spread.gif" alt="" title="spread" width="300" height="201" class="alignleft size-full wp-image-4796" /></a>Negli ultimi giorni la tensione sui titoli di Stato italiani si è allentata, anche se le previsioni di crescita dell&#8217;Italia si sono ulteriormente deteriorate. I tassi di interesse che il nostro Paese deve pagare sono scesi e si sono avvicinati quelli della Germania (paese estremamente più solido dell&#8217;Italia) e si sono anche avvicinati ai tassi di interesse dei titoli spagnoli, francesi e belgi &#8211; paesi a noi più comparabili ma rispetto ai quali siamo stati pesantemente penalizzati di recente. Una boccata di ossigeno che per la verità i mercati stanno concedendo a vari Paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>E&#8217; difficile stabilire quali siano le ragioni di questo calo degli spread. Probabilmente le principali sono due: sicuramente la BCE che ha attuato una forte immissione di liquidità nel sistema bancario, attenuando le tensioni. E poi il governo Monti, con le sue misure di politica economica ha dimostrato di saper prendere misure significative. Il decreto sulle liberalizzazioni ha infatti due obiettivi: affermare presso la comunità economico-finanziaria internazionale che l&#8217;Italia si sta modernizzando e smentire la diffusa opinione secondo cui siamo un paese bloccato dalle corporazioni. L&#8217;altro grande obiettivo è aumentare l&#8217;efficienza del sistema paese, facendo sì che prezzi e costi si riducano e che aumenti il potere d&#8217;acquisto delle famiglie e con esso la crescita.</p>
<p>Ora occorre che le misure non sia annacquate e tanto meno cassate dal parlamento. Servono ulteriori liberalizzazioni di settori su cui non si è ancora agito (ferrovie, porti, aeroporti ecc.) per portare a fondo la strategia. E serve una semplificazione burocratico-amministrativa che elimini le attuali rigidità per non vanificare gli sforzi di scongelamento del paese Italia. Se l&#8217;effetto continuerà a essere quello iniziale, aumenteranno gli investimenti stranieri nel nostro paese e aumenterà ancora la fiducia dei mercati. </p>
<p>C&#8217;è da essere ottimisti? Cautamente. Perché pagare il 4,3% di interessi più della Germania è sempre indice di una situazione gravissima. Ma il trend è comunque incoraggiante.</p>
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		<title>Che cos&#8217;è la monetizzazione del debito pubblico?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 08:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Glossario economico]]></category>
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		<description><![CDATA[Da quando è in atto la grande crisi economica, una delle espressioni di cui si sente parlare è la monetizzazione del debito pubblico. Che cosa si intende esattamente con queste parole? Si tratta di un procedimento di riduzione del debito pubblico di uno Stato mediante l’acquisto di grandi quantitativi di titoli di Stato da parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2012/01/Mario-draghi.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2012/01/Mario-draghi.gif" alt="" title="Mario-draghi" width="300" height="198" class="alignleft size-full wp-image-5492" /></a>Da quando è in atto la grande crisi economica, una delle espressioni di cui si sente parlare è la <strong>monetizzazione del debito pubblico</strong>. Che cosa si intende esattamente con queste parole? Si tratta di un procedimento di riduzione del debito pubblico di uno Stato mediante l’<strong>acquisto di grandi quantitativi di titoli di Stato da parte di un&#8217;importante autorità monetaria</strong>. La conseguenza di questo acquisto è l’aumento della moneta in circolazione.</p>
<p>Che cosa significherebbe nel concreto tutto ciò per l&#8217;Italia? Ha a che fare con l&#8217;obiettivo impellente di ridurre il debito pubblico del paese, che viaggia sopra il 50% del PIL. Considerando le dinamiche della liquidità mondiale e il fatto che vari paesi stanno perseguendo la monetizzazione del debito sovrano, alcuni economisti hanno esaminato la possibilità di una parziale monetizzazione anche per il nostro debito. Mediante un&#8217;operazione chiamata <em><strong>buy-back</strong></em> e un accordo tra BCE e Banca d&#8217;Italia e il Tesoro italiano.</p>
<p>Su mercati, infatti, i titoli italiani quotano a 70 centesimi di euro a fronte di un futuro rimborso a 100. Si potrebbe in questa maniera ipotizzare un accordo tra la BCE (con un intervento della Banca d&#8217;Italia) in cui la prima finanzi la seconda mediante lo Stability Fund, consentendole di ritirare dal mercato i titoli italiani a un prezzo inferiore ai futuri valori di rimborso. Con il <em>buy-back</em> si determina così il loro annullamento e la loro compensazione.</p>
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		<title>L&#8217;implosione dell&#8217;euro è inevitabile? Quali sono le armi per bloccare la speculazione</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 07:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Stiamo attraversando giorni cruciali per l&#8217;Italia e per l&#8217;Europa nel suo insieme. Dove andranno i rendimenti dei titoli di stato &#8211; e non solo quelli italiani? Negli ultimi mesi si è pensato che esistesse un problema di solvibilità: ovvero che alcuni stati potessero andare incontro a un default. Fatto che ha portato gli investitori a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2009/04/normal_bce110707.jpg"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2009/04/normal_bce110707.jpg" alt="" title="bce" width="351" height="228" class="alignleft size-full wp-image-1955" /></a>Stiamo attraversando giorni cruciali per l&#8217;Italia e per l&#8217;Europa nel suo insieme. Dove andranno i rendimenti dei titoli di stato &#8211; e non solo quelli italiani? Negli ultimi mesi si è pensato che esistesse un problema di solvibilità: ovvero che alcuni stati potessero andare incontro a un default. Fatto che ha portato gli investitori a evitare di comprare i titoli di stato di quei paesi per timore che a scadenza i medesimi non sarebbero stati rimborsati. A questa preoccupazione in questi giorni se n&#8217;è aggiunta una anche maggiore: il timore che i titoli di stato a scadenza potranno essere rimborsati da uno stato non fallito, ma con una valuta diversa dall&#8217;euro così come lo conosciamo &#8211; che potrebbe essere un euro di serie B oppure con una lira svalutata.</p>
<p>In tutto questo scenario, il punto è: quanto dovrebbe intervenire la Banca Centrale Europea per salvare gli stati che compongono l&#8217;euro, oppure per salvare le banche che sono in gravi difficoltà nell&#8217;eurozona. Che cosa fece la Banca Centrale Americana &#8211; ovvero la FED &#8211; per salvare le banche americane e l&#8217;intera economia nel 2008, quando ci fu la gravissima crisi dei mutui subprime? La FED spese ben 7700 miliardi di dollari &#8211; circa 4 volte la ricchezza che produce l&#8217;Italia in un anno; in altre parole, inondò il mercato americano di liquidità, stampando moneta e salvando il paese dal crac totale. Invece in Europa, principalmente per veto della Germania &#8211; che teme il rialzo dell&#8217;inflazione &#8211; la BCE non può fare altrettanto, cioè non ha la possibilità di stampare moneta a volontà. Questo non toglie che paesi come l&#8217;Italia debbano comunque rimettere a posto i conti pubblici e cessare di spendere tanto come in passato. Ma l&#8217;atto principale dovrebbe essere quello della Banca Centrale Europea: diventare prestatore di ultima istanza.</p>
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		<title>Ore cruciali per l&#8217;Italia, per l&#8217;Europa e per l&#8217;euro</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 08:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[La profonda instabilità della situazione politica italiana si riflette in questi giorni sui mercati finanziari, dall’azionario al trading forex online e in particolare sui listini europei. Dopo l&#8217;annuncio delle dimissioni di Berlusconi si sta facendo sempre più concreta la possibile nomina di un governo tecnico guidato da Mario Monti. I mercati hanno vissuto alcune giornate di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/11/Insostenibilita_bond.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/11/Insostenibilita_bond.gif" alt="" title="Insostenibilita_bond" width="246" height="349" class="alignleft size-full wp-image-5214" /></a>La profonda instabilità della situazione politica italiana si riflette in questi giorni sui mercati finanziari, dall’azionario al trading <a href="http://www.igmarkets.it/" target="_blank">forex online</a> e in particolare sui listini europei. Dopo l&#8217;annuncio delle dimissioni di Berlusconi si sta facendo sempre più concreta la possibile nomina di un governo tecnico guidato da Mario Monti. I mercati hanno vissuto alcune giornate di alta volatilità in seguito alla difficile situazione circa le dimissioni del premier italiano, il che ha provocato un allarmante picco dello spread Btp-Bund &#8211; poi lievemente ristabilizzato grazie all’intervento del capo dello Stato Giorgio Napolitano.</p>
<p>Ieri lo spread tra i bond governativi a 10 anni italiani e il Bund tedesco era a quota 531,5 punti e il rendimento era sceso al 7,09% in seguito ai massicci acquisti effettuati dalla BCE. Per quanto riguarda i bond con scadenza 12 mesi, la cui asta si è chiusa con un ammontare di 5 miliardi di euro, ci troviamo di fronte a un tasso d’interesse al 6,087% che rappresenta il record dal 1997. Questo risultato ha contribuito al calo dello spread bond Italia/Germania, e di conseguenza all’attenuazione del rally che aveva investito i listini europei successivamente alla notizia delle dimissioni di Berlusconi.</p>
<p>Nel mercato <a href="http://www.igmarkets.it/cfd/forex.html" target="_blank">forex</a> la moneta unica non beneficia di questi ultimi sviluppi sullo scenario europeo e infatti scende a quota 1,3552 $. In generale il mercato azionario italiano rimane ancorato a quanto avviene attorno ai bond e relativi tassi e la tensione riguardo a un effettivo contagio della crisi del debito pubblico che potrebbe colpire il Belpaese, al momento estremamente instabile sia politicamente che finanziariamente, crea una minaccia per l’intero sistema economico europeo. La cancelliera tedesco Angela Merkel ha dichiarato che è necessario risolvere la situazione di governo italiana al più presto, dimostrandosi preoccupata per la gravità della possibili conseguenze. </p>
<p>Nelle prossime ore le decisioni che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano prenderà relativamente alla formazione di un governo tecnico aiuteranno l’Italia a iniziare la risalita verso una soluzione alla profonda crisi di debito pubblico. Mario Monti, il candidato favorito al momento, porterebbe un’ondata di fiducia verso il nostro paese in quanto ex commissario dell’Unione Europea.</p>
<p>Alice</p>
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		<title>L&#8217;importanza di sostenere in ogni modo la Borsa italiana</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 07:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Le turbolenze degli ultimi mesi sui mercati finanziari hanno accentrato l&#8217;attenzione principalmente sui titoli di stato e i debiti sovrani. Ma non bisogna affatto dimenticare l&#8217;importanza della Borsa, che sta imboccando la strada di una pericolosa spirale di riduzione dei prezzi delle azioni. L&#8217;abbassamento eccessivo dei prezzi delle azioni genera gravi pericoli per il sistema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2007/07/piazzaaffari.jpg"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2007/07/piazzaaffari.jpg" alt="" title="Piazza Affari" width="250" height="188" class="alignleft size-full wp-image-80" /></a>Le turbolenze degli ultimi mesi sui mercati finanziari hanno accentrato l&#8217;attenzione principalmente sui titoli di stato e i debiti sovrani. Ma non bisogna affatto dimenticare l&#8217;importanza della Borsa, che sta imboccando la strada di una pericolosa spirale di riduzione dei prezzi delle azioni. L&#8217;abbassamento eccessivo dei prezzi delle azioni genera gravi pericoli per il sistema Paese. </p>
<p>In primo luogo, le nostre aziende diventano più contendibili, ovvero la loro proprietà può passare più facilmente di mano e può finire con diventare proprietà di investitori che hanno obiettivi diversi rispetto al bene del nostro paese. </p>
<p>In secondo luogo, i bassi prezzi delle azioni impediscono alle aziende di effettuare nuovi aumenti di capitale e di reperire risorse da dedicare a nuovi investimenti produttivi. </p>
<p>In terzo luogo, valori di mercato bassi non danno gli incentivi giusti al management. </p>
<p>E infine, bassi valori delle azioni impediscono a nuove aziende di affacciarsi al circuito di Borsa.</p>
<p>Occorre rimettere con prepotenza la Borsa al centro dell&#8217;attenzione e del dibattito, promuovere maggiormente la Borsa italiana in tutte le missioni all&#8217;estero e infine dare dei saggi ma importanti incentivi fiscali a investitori e imprese affinché ritornino con coraggio in Borsa.</p>
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		<title>Gli interventi auspicabili per salvare l&#8217;Italia riguardano imprese, cittadini e PA</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 07:39:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>

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		<description><![CDATA[La drammatica giornata vissuta dai mercati internazionali e soprattutto da Piazza Affari due giorni fa ci porta a riflettere sul tema dello sviluppo nel nostro paese. Come invocato la scorsa estate dalla lettera della BCE e dagli impegni presi all&#8217;interno dell&#8217;UE, qualsiasi manovra legata allo sviluppo deve necessariamente interagire con i tre pilastri della società: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/11/crisi.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/11/crisi.gif" alt="" title="crisi" width="270" height="251" class="alignleft size-full wp-image-5195" /></a>La drammatica giornata vissuta dai mercati internazionali e soprattutto da Piazza Affari due giorni fa ci porta a riflettere sul tema dello sviluppo nel nostro paese. Come invocato la scorsa estate dalla lettera della BCE e dagli impegni presi all&#8217;interno dell&#8217;UE, qualsiasi manovra legata allo sviluppo deve necessariamente interagire con i tre pilastri della società: imprese, cittadini e pubblica amministrazione. Se occorre redigere delle norme, queste devono essere di alta qualità, come invocato dal Presidente Napolitano e soprattutto devono essere riferite a interventi che non comportino esborso di nuove risorse, copiando anche buone esperienze di altri paesi. Nei confronti delle imprese occorre ragionare su una chiara semplificazione delle norme, ma soprattutto dare incentivi mirati alla capitalizzazione e all&#8217;internazionalizzazione. Per le persone e i cittadini occorre tornare a un senso di equità e dignità sociale, anche attraverso un recupero del concetto di proporzionalità delle tasse. E da ultimo, la macchina amministrativa deve essere spinta verso parametri di effettiva trasparenza e misurabilità.</p>
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		<title>Il prossimo attacco degli speculatori finanziari sarà probabilmente contro la Francia</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 09:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[speculazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo spread con i bund tedeschi si sta allargando, la disoccupazione è elevata, le banche sono esposte per svariati miliardi con i titoli di stato greci, le esportazioni sono in affanno, pessimo è rapporto deficit-PIL. Il quadro dell&#8217;economia francese è tutt&#8217;altro che rassicurante. Sono in molti a pensare che, dopo Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/10/Crisi_Francia.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/10/Crisi_Francia.gif" alt="" title="Crisi_Francia" width="300" height="200" class="alignleft size-full wp-image-5167" /></a>Lo spread con i bund tedeschi si sta allargando, la disoccupazione è elevata, le banche sono esposte per svariati miliardi con i titoli di stato greci, le esportazioni sono in affanno, pessimo è rapporto deficit-PIL. Il quadro dell&#8217;economia francese è tutt&#8217;altro che rassicurante. </p>
<p>Sono in molti a pensare che, dopo Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia con molta probabilità gli speculatori si lanceranno sulla Francia, anche perché la strategia “short”, consiste nel vendere qualcosa che ha ancora un prezzo alto, che non è ancora stato svalutato.</p>
<p>E la Francia, con la sua tripla A, è il bersaglio ideale. Probabilmente sarà obbligata a subire un downgrading, a ricapitalizzare le banche e dovrà farlo con un indebitamento dello Stato. Un meccanismo perverso di cui conosciamo bene le conseguenze.</p>
<p>Anche le banche tedesche sono piene di titoli dei PIIGS e di titoli francesi: ed è quindi vero che il rallentamento della crescita tedesca è un&#8217;ipotesi molto verosimile. </p>
<p>Secondo Massimo Siano di ETF Securities, per sostenere i bond europei la BCE sarà costretta a vendere euro acquistando dollari (con conseguente rivalutazione del biglietto verde) oppure a vendere le riserve di bund tedeschi. Per seguire il trend, anche il risparmiatore dovrebbe dunque comprare dollari e prepararsi a vendere i titoli di stato tedeschi. Alessandro Gandolfi di PIMCO consiglia invece di investire in paesi emergenti dai fondamentali solidi: per esempio il Brasile, l&#8217;Indonesia o la Corea. Oppure nelle obbligazioni della banca spagnola <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=350"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Santander"  rel="external">Santander</a>, che ha molto diversificato in Sudamerica.</p>
<p>[via <a href="http://www3.lastampa.it/tuttosoldi/sezioni/edicola/articolo/lstp/235372/" target="_blank">LaStampa.it</a>]</p>
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		<title>L&#8217;ultimo libro di Luca Mercalli: è finita l&#8217;economia della crescita infinita</title>
		<link>http://www.solofinanza.it/26092011/lultimo-libro-di-luca-mercalli-e-finita-leconomia-della-crescita-infinita/5033</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 06:18:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il libro del meteorologo e giornalista Luca Mercalli  Prepariamoci è uscito da alcuni mesi, ma leggerlo sembra diventare ogni giorno più importante, soprattutto tenendo conto dell&#8217;occhiello Un piano per salvarci e del suo sottotitolo: a vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza&#8230; e forse più felicità. Il discorso di Mercalli tocca l&#8217;argomento della crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788861900127/mercalli-luca/prepariamoci-a-vivere-in.html?shop=254"><img class="alignleft size-full wp-image-2339" title="Prepariamoci_luca_mercalli" src="http://www.soloecologia.it/wp-content/uploads/2011/05/Prepariamoci_luca_mercalli.gif" alt="" width="173" height="272" /></a>Il libro del meteorologo e giornalista Luca Mercalli  <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788861900127/mercalli-luca/prepariamoci-a-vivere-in.html?shop=254"><em>Prepariamoci</em></a></strong> è uscito da alcuni mesi, ma leggerlo sembra diventare ogni giorno più importante, soprattutto tenendo conto dell&#8217;occhiello <em>Un piano per salvarci</em> e del suo sottotitolo: <em>a vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza&#8230; e forse più felicità</em>. </p>
<p>Il discorso di Mercalli tocca l&#8217;argomento della crisi economica nel profondo: l&#8217;economia è soltanto una sovrastruttura che hanno inventato gli uomini e che negli ultimi cinquant&#8217;anni ha preso il sopravvento sulla nostra vita. Sotto l&#8217;economia ci sono delle quantità fisiche che esprimono la crisi energetica, la crisi alimentare, la mancanza di terreno coltivabile, il problema dei mutamenti climatici, l&#8217;esaurimento di alcune risorse naturali (anche se rinnovabili, come la fauna ittica, le foreste ecc.). Tutte problematiche che non sono certamente trascurate dagli studiosi, però in modo ancora troppo frammentario, come se non avessero nulla a che fare con la crisi economica di cui si occupano i governi. I politici sono ancora impegnati a rilanciare i consumi per <em>far ripartire l&#8217;economia</em>. Ma l&#8217;economia della crescita infinita sta tirando la corda. E bisogna cambiarla.</p>
<p>Finché si pensa di farlo aumentando le tasse e riducendo i salari non si aggredisce il cuore del problema. Occorre riformare il sistema, ovvero smettere di pensare che se riusciremo a crescere riusciremo anche a tagliare i debiti. La crescita non è più possibile per ragioni fisiche, così come l&#8217;essere umano non cresce all&#8217;infinito, ma solo per i primi 15-20 anni &#8211; e poi si fa bastare quello che ha.</p>
<p>Da dove partire dunque per superare la crisi? Dalla lotta a ogni tipo di spreco, perché lo spreco nella nostra società impera. Eliminare non solo tutto ciò che è superfluo negli acquisti, ma evitare lo spreco di energia nelle nostre case. In questo modo creeremo meno rifiuti e abbasseremmo la pressione ambientale e i suoi costi. Con uno sfruttamento maggiore delle energie rinnovabili pagheremmo meno salate le bollette di elettricità e gas, bloccando un po&#8217; l&#8217;emorragia di denaro dal nostro paese. E poi avanti con la promozione della mobilità sostenibile, il riciclaggio dei rifiuti. Tanti cambiamenti di abitudini inveterate negli ultimi decenni che possono contribuire a cambiare davvero le cose.</p>
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		<title>L’eurozona a rischio bancarotta</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 06:14:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Trading]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli ultimi dati macroeconomici relativi al PIL degli Stati membri dell’eurozona parlano chiaro: la crescita è lenta e insufficiente a fronteggiare i debiti sovrani. La moneta unica risente dei timori degli investitori e perde terreno sulle altre valute, in particolare sul cross valutario eur/usd, nel trading forex online. Mentre fino a qualche mese fa la crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/09/Eurozona.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-4995" title="Eurozona" src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/09/Eurozona.gif" alt="" width="300" height="200" /></a>Gli ultimi dati macroeconomici relativi al PIL degli Stati membri dell’eurozona parlano chiaro: la crescita è lenta e insufficiente a fronteggiare i debiti sovrani. La moneta unica risente dei timori degli investitori e perde terreno sulle altre valute, in particolare sul cross valutario eur/usd, nel <a href="http://www.igmarkets.it/cfd/forex.html" target="_blank">trading forex online</a>.</p>
<p>Mentre fino a qualche mese fa la crisi del debito sovrano investiva solamente i paesi affetti da profonde difficoltà economico finanziarie quali Grecia, Portogallo e Irlanda, ora anche altri Stati iniziano a subire le conseguenze di una lenta ripresa economica e l’esposizione di certi istituti bancari in termini di prestiti inizia a pesare sui bilanci dell’UE. Società di rating e analisti economici hanno messo in guardia i ministri dei paesi membri all’unione monetaria sui rischi di una bancarotta generale nel caso in cui i paesi beneficiari dei prestiti non siano in grado di saldare i propri debiti e finiscano in default.</p>
<p>Moody’s ha tagliato il rating delle due maggiori banche francesi, Société Generale e Crédit Agricole, si è dichiarata inoltre preoccupata per la mancanza di liquidità dei due istituti che hanno ormai raggiunto un’esposizione preoccupante nei confronti della Grecia e potrebbero trovarsi di fronte a difficili condizioni di ricapitalizzazione. BNP Paribas rimane per il momento sotto osservazione dell’agenzia di rating americana poiché ritenuta protetta abbastanza sul versante prestiti a Grecia, Portogallo e Irlanda.</p>
<p>Nonostante la resistenza opposta dalla Germania, la direzione della Commissione Europea ha annunciato l’intenzione di varare opzioni che prevedano la creazione di un unico bond europeo. Grazie a questo provvedimento anche i Paesi europei dall’economia più stabile verrebbero responsabilizzati nei confronti dei membri che invece presentano maggiori difficoltà economico finanziarie. Il Presidente della Commisione Europea José Manuel Barroso ha commentato che un’azione di questo tipo non rappresenta un piano di salvataggio in extremis, ma una parte di un piano più generale volto al salvataggio degli Stati UE in difficoltà.</p>
<p>Le voci su una possibile uscita della Grecia dalla zona euro non fanno che aumentare i timori degli investitori e influiscono negativamente anche sull’andamento dell’euro. I ministri greci assicurano che Atene rimarrà nell’UE, ma c’è preoccupazione in arrivo sia dalla Cina che dagli Stati Uniti dove alcuni addetti ai lavori hanno dichiarato che la crisi dei debiti sovrani sta sfuggendo di mano ai governi europei. La Cina ha già iniziato le trattative con il governo italiano per l’acquisto di bond nel corso di questa settimana.</p>
<p>Sarà interessante scoprire nelle prossime settimane se la FED americana abbia intenzione di attuare un nuovo piano di quantitative easing. L’ultimo intervento di Bernanke in merito non ha lasciato spazio alle speculazioni, ma la maggioranza degli analisti sembra propendere proprio per il rinnovo del QE.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per maggiori informazioni sul trading online e la situazione economica attuale Per maggiori informazioni sul trading online e la situazione economica attuale guardate questo videoclip sul <a href="http://www.youtube.com/IGMarketsIT#p/c/A76CACF8226FAED1/0/Rlg2gJfICMo" target="_blank">canale Youtube IG Markets</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alice</p>
<p><em>Il nostro servizio di trading comporta un elevato rischio e può determinare perdite che eccedono il vostro investimento iniziale. IG Markets Ltd. è autorizzata e regolata dalla Financial Services Authority di Londra (n. 195355) ed è iscritta al n. 72 del Registro delle Imprese di Investimento Comunitarie con Succursale tenuto dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa. P. IVA: 06233800967.</em></p>
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		<title>Che cosa significa &#8220;brinkmanship&#8221;? Perché questo gioco piace così tanto ai politici?</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 12:59:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Glossario finanziario]]></category>
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		<description><![CDATA[Brinkmanship è una parola inventata da John Foster Dulles nel periodo della guerra fredda che indica una sorta di &#8220;gara senza scrupoli in cui si conduce l’avversario fino all’orlo (brink) del baratro al fine di ottenere il massimo tornaconto&#8221;. E&#8217; un creare enorme pressione in una situazione finché l&#8217;altra parte non viene a più miti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/07/Obama.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/07/Obama.gif" alt="" title="Obama" width="300" height="184" class="alignleft size-full wp-image-4862" /></a><em>Brinkmanship</em> è una parola inventata da John Foster Dulles nel periodo della guerra fredda che indica una sorta di &#8220;gara senza scrupoli in cui si conduce l’avversario fino all’orlo (<em>brink</em>) del baratro al fine di ottenere il massimo tornaconto&#8221;. E&#8217; un creare enorme pressione in una situazione finché l&#8217;altra parte non viene a più miti consigli, ma correndo un rischio altissimo. Solitamente usato nella politica estera, nei rapporti con i sindacati e nella strategia militare, oggi il termine è più che mai adatto per descrivere le scelte prettamente politiche (e poco &#8220;economiche&#8221;) fatte dalla Germania e dal partito repubblicano degli USA in questo periodo in rapporto alla crisi dei debiti sovrani. Ci spiega tutto con molta chiarezza questo <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=869"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Video"  rel="external">video</a> di Anima SGR.</p>
<p><iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/JXILNtZ-9Es" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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