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	<title>solofinanza.it &#187; Notizie</title>
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	<description>il blog che ti racconta tutto su risparmio e investimenti</description>
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		<title>Torna l&#8217;interesse per i titoli di Stato italiani, anche tra gli investitori americani</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 23:58:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[I timori erano forti e anche giustificati, ma il flop non è arrivato. Le iniziative del governo Monti hanno evitato la fuga dai titoli di stato italiano e ricreato un discreto interesse per l&#8217;Italia, anche nei più importanti investitori americani. Nel mese di dicembre la visione del mercato italiano tra gli operatori è decisamente mutata: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/01/bot-btp1.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/01/bot-btp1.gif" alt="" title="bot-btp" width="300" height="197" class="alignleft size-full wp-image-4139" /></a>I timori erano forti e anche giustificati, ma il flop non è arrivato. Le iniziative del governo Monti hanno evitato la fuga dai titoli di stato italiano e ricreato un discreto interesse per l&#8217;Italia, anche nei più importanti investitori americani.</p>
<p>Nel mese di dicembre la visione del mercato italiano tra gli operatori è decisamente mutata: da investimenti di cui sbarazzarsi, i BTP si stanno rivelando una grande occasione, per via dei rendimenti che &#8211; almeno per le lunghe scadenze &#8211; continuano a <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=661"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Viaggiare"  rel="external">viaggiare</a> sopra il 6%. Paradossalmente, lo spread alto con un cambiamento del sentiment ha reso estremamente appetibile l&#8217;acquisto del debito italiano. Anche i grandi investitori e fondi pensione, che di solito preferiscono restare su territori più tranquilli, stanno aumentando le loro quote di acquisto, rimettendo nuovamente in portafoglio i titoli con scadenza biennale o triennale &#8211; quelli con rischi ridotti, nonostante i rendimenti più contenuti.</p>
<p>Gli <a href="http://www.solofinanza.it/24032010/quali-sono-i-vantaggi-degli-hedge-fund/2773" target="_blank">hedge fund</a> sull’Italia ora sono positivi: non si scommette più sul fallimento dell&#8217;Italia. Prevale la fiducia per il nuovo esecutivo. E questo mutamento dei fondi speculativi per eccellenza è considerato da tutti come un ottimo segno, in quanto gli operatori dei fondi hedge sono sempre i primi a percepire i cambiamenti e a decidere dove vale la pena di scommettere.</p>
<p>Che dire di Piazza Affari? Le attese sono che la rinnovata fiducia nel settore obbligazionario influenzi positivamente anche i corsi azionari, ma sarebbe prematuro darlo per certo.</p>
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		<title>Da oggi e fino al 24 febbraio è aperta l&#8217;offerta per 1,5 miliardi di bond ENEL</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 07:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bond Enel]]></category>
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		<description><![CDATA[Ritorna oggi e si protrarrà fino al 24 febbraio la possibilità di sottoscrivere nuove obbligazioni ENEL presso 18.000 sportelli bancari italiani. L&#8217;ammontare complessivo dell&#8217;offerta sarà di 1,5 miliardi di euro, cifra estensibile fino a 3 miliardi. Bond a tasso fisso e variabile, con una durata di 6 anni (scadenza nel 2018) e un lotto minimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2012/02/Enel_logo.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2012/02/Enel_logo.gif" alt="" title="Enel_logo" width="280" height="198" class="alignleft size-full wp-image-5578" /></a>Ritorna oggi e si protrarrà fino al 24 febbraio la possibilità di sottoscrivere nuove obbligazioni ENEL presso 18.000 sportelli bancari italiani. L&#8217;ammontare complessivo dell&#8217;offerta sarà di 1,5 miliardi di euro, cifra estensibile fino a 3 miliardi. Bond a tasso fisso e variabile, con una durata di 6 anni (scadenza nel 2018) e un lotto minimo di investimento di 2000 euro, pari a due bond del valore nominale di 1000 euro ciascuno, con possibilità di incrementarlo con una o più obbligazioni del valore nominale di 1000 euro l&#8217;una. Non sono previste spese di commissione né di sottoscrizione. I tassi fissi dovrebbero arrivare a garantire rendimenti lordi di circa il 5%. Qualcosa di meno (almeno ai prezzi di oggi) per le obbligazioni a tassi variabili.</p>
<p>ENEL ritiene questo un buon momento per ritornare su un mercato da cui mancava da due anni con titoli che danno buone opportunità di investimento ai risparmiatori. I proventi dell&#8217;offerta per l&#8217;azienda significheranno un aumento della capacità di accumulare riserve per far fronte alle esigenze future di nuovi investimenti e di gestione della linea di indebitamento.</p>
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		<title>Inchiesta &#8220;Una poltrona per due&#8221;: l&#8217;imprenditore Natuzzi denuncia la concorrenza sleale</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 13:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo volentieri sul nostro blog le vicende legate all&#8217;inchiesta di Report, la nota trasmissione televisiva condotta da Milena Gabanelli sui RAI3, di cui in fondo alla pagina potete vedere un video nella versione integrale. Per vostra comodità riassumiamo i fatti: a denunciare la concorrenza sleale nel settore dei mobili imbottiti è l&#8217;imprenditore pugliese Pasquale Natuzzi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="display: none;"><img style="width: 0px; height: 0px;" src="http://stat.ebuzzing.com/stats/37652_4451_557875_8470_7087_1.jpg" alt="" border="0" /></div>
<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2012/01/Inchiesta_natuzzi.gif" rel="nofollow"><img class="alignleft size-full wp-image-5416" style="float: left; width: 300px; height: 238px;" title="Inchiesta_natuzzi" src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2012/01/Inchiesta_natuzzi.gif" alt="" /></a>Segnaliamo volentieri sul nostro blog le vicende legate all&#8217;<a href="http://www.ebuzzing.it/rd/37652_4451_557875_8470_7087_69186/www.youtube.com/natuzzigroup{{hash}}p/u/0/gBXGqQwFyf8" rel="nofollow" target="_blank">inchiesta</a> di Report, la nota trasmissione televisiva condotta da Milena Gabanelli sui RAI3, di cui in fondo alla pagina potete vedere un <a href="http://www.ebuzzing.it/rd/37652_4451_557875_8470_7087_69186/www.youtube.com/natuzzigroup{{hash}}p/u/0/gBXGqQwFyf8" rel="nofollow" target="_blank"> video</a> nella versione integrale.</p>
<p>Per vostra comodità riassumiamo i fatti: a denunciare la concorrenza sleale nel settore dei mobili imbottiti è l&#8217;imprenditore pugliese Pasquale Natuzzi, a capo del Gruppo Natuzzi, azienda quotata a Wall Street e tuttora leader nel mondo &#8211; ma da anni in profonda crisi e con migliaia di lavoratori in cassa integrazione.</p>
<p>Oltre alla recessione in cui indubbiamente versa l&#8217;economia europea e italiana in particolare, le difficoltà dell&#8217;azienda sono dovute al fatto che le principali aziende concorrenti in questo settore si avvalgono del lavoro di terzisti, quasi sempre cinesi, mentre la produzione Natuzzi continua a essere totalmente realizzata all&#8217;interno dei suoi stabilimenti, con manodopera qualificata e dal costo molto elevato. Natuzzi continua insomma a propugnare &#8220;made in Italy&#8221; autentico il contro lo scadente &#8220;meid in Itali&#8221;.</p>
<p>Le aziende cinesi si sono gradualmente sostituite anche a quelle italiane che operanavo come terzisti nel settore del mobile imbottito. Hanno potuto farlo perché i loro costi sono estremamente contenuti. Per esempio utilizzano la copertura delle assunzioni &#8220;part-time&#8221; sulla carta, che in realtà corrispondono a orari lavorativi totalmente pieni se non di straordinari. Oppure sfruttano i clandestini per un lavoro totalmente sommerso. I controlli delle forze dell&#8217;ordine sono occasionali e facilmente aggirati con il semplice pagamento delle sanzioni e la fondazione di nuove società. <a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2012/01/stillife2.gif"><img class="alignright size-full wp-image-5428" title="stillife2" src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2012/01/stillife2.gif" alt="" width="225" height="300" /></a>E chi affida loro le commesse non si preoccupa di sapere se il fornitore applichi o meno principi etici ed equità nei confronti dei dipendenti, con totale trasparenza nei confronti del Fisco. In questo senso il buon senso suggerirebbe che è corresponsabile.</p>
<p>Le aziende concorrenti, dal canto loro, si difendono adducono il loro successo a una strategia diversa nella commercializzazione e nella pubblicità.</p>
<p>Comunque sia, il risultato di questa situazione è il seguente: chi produce direttamente ha costi d&#8217;impresa molto elevati e si vede sottrarre volumi di fatturato e quote di mercato che poi portano alla riduzione dei posti di lavoro e alla cassa integrazione (che pagherà la collettività). Ma anche chi si avvale di una filiera più snella e affida il lavoro ai terzisti, oltre a offrire poca qualità e materiali, favorisce il lavoro sommerso e quindi l&#8217;evasione fiscale, contributiva e previdenziale &#8211; che ricade ancora una volta su noi contribuenti.</p>
<p>In questo panorama ben poco edificante, le nuove norme sulla tracciabilità e il limite all&#8217;uso del contante potrebbero davvero servire. Il lavoro nero si paga sempre infatti in contanti: aumentare il monitoraggio può effettivamente servire a fare emergere gran parte del sommerso. E con le risorse derivanti da questa azione, trovare modi per obbligare tutti a pagare il giusto.</p>
<p><object width="558" height="341" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/gBXGqQwFyf8?version=3&amp;feature=player_profilepage" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed width="558" height="341" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/gBXGqQwFyf8?version=3&amp;feature=player_profilepage" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
<p><a href="http://www.ebuzzing.it" rel="nofollow" target="_blank"><em>Articolo sponsorizzato</em></a></p>
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		<title>Fioriscono i servizi per segnalare gli evasori fiscali</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 07:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia è il paese dove esiste la più alta percentuale di affetti da amnesia totale proprio nel momento in cui dovrebbero rilasciare scontrino o ricevuta fiscale. E anche quello dove fior di professionisti si riducono a compilare la fattura dietro insistenza dei clienti, quasi facessero loro un favore. Per non parlare di coloro che riscuotono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2010/12/evasione.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2010/12/evasione.gif" alt="" title="evasione" width="300" height="187" class="alignleft size-full wp-image-4090" /></a>L&#8217;Italia è il paese dove esiste la più alta percentuale di affetti da amnesia totale proprio nel momento in cui dovrebbero rilasciare scontrino o ricevuta fiscale. E anche quello dove fior di professionisti si riducono a compilare la fattura dietro insistenza dei clienti, quasi facessero loro un favore. Per non parlare di coloro che riscuotono tariffe maggiorate per emettere la ricevuta. </p>
<p>Ma la crisi economica e le pesanti manovre finanziarie degli ultimi tempi stanno dando una robusta spallata al luogo comune dell&#8217;italiano che, sotto sotto, lascia fare perché in fondo &#8220;capisce&#8221;.</p>
<p>Anche la Rete aiuta: molti &#8220;scherzi della memoria&#8221; da alcuni anni a questa parte sono stati puntualmente registrati sul sito <strong><a href="http://evasori.info/" target="_blank">evasori.info</a></strong>, il cui convincente payoff <em>è chi evade deruba anche te!</em>. L&#8217;iniziativa, a giudicare dalla pioggia di segnalazioni, piace molto ai nostri connazionali. </p>
<p>Nella sezione &#8220;Segnala&#8221; del portale si possono indicare luogo, categoria, indirizzo, ammontare dell&#8217;abuso (non il nome della persona). Tutto rigorosamente anonimo e con particolari piuttosto generici &#8211; ma che forse in futuro potrebbero diventare più dettagliati. </p>
<p>Nella sezione &#8220;Esplora &#038; cerca&#8221; si possono invece consultare statistiche geografiche e numeriche, da cui risulta che i più &#8220;disinvolti&#8221; col fisco sarebbero i costruttori, seguiti dai medici, dagli operatori del settore <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=256"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Immobiliare"  rel="external">immobiliare</a>, avvocati e notai.</p>
<p>Un servizio analogo, nato più di recente è <strong><a href="http://tassa.li/" target="_blank">tassa.li</a></strong>, ideato da Edoardo Serra, un giovane laureato del Politecnico di Torino. Il funzionamento del servizio è geniale: mediante <a href="http://clkuk.tradedoubler.com/click?p=24373&#038;a=164556&#038;g=11695726&#038;url=http://itunes.apple.com/it/app/tassa-li-combatti-levasione/id440675272?mt=8" target="_blank">un&#8217;applicazione gratuita per dispositivi Apple</a> o <a href="https://market.android.com/details?id=li.tassa.android" target="_blank">Android</a>, il cliente che non ottiene lo scontrino da un negoziante o un libero professionista, può inviare immediatamente la segnalazione al sito tassa.li. Essa comparirà con l&#8217;importo che non è stato non fatturato e un pallino che indica precisamente il luogo. Restano anonimi il cliente e il fornitore, ma le segnalazioni indicano le località dove maggiore è l&#8217;evasione fiscale e fanno capire quali sono i settori in cui più si evade. Uno strumento investigativo non indifferente, sia per i privati che per le istituzioni.</p>
<p>Per chi avesse meno dimestichezza con la tecnologia, è comunque sempre a disposizione un numero di pronto intervento della Guardia di Finanza, il 117, grazie al quale si possono denunciare &#8211; anche in forma anonima &#8211; i tentativi di evasione fiscale. Oppure ci si può rivolgere di persona ai vari Comandi provinciali della GdF.</p>
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		<title>Il Fisco avrà accesso al nostro estratto conto: è la fine del segreto bancario</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 07:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Governo]]></category>
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		<description><![CDATA[La strategia antievasione fiscale disegnata dalla manovra &#8220;salva-Italia&#8221; del governo Monti prevede che a partire dal 1 gennaio 2012 le banche dovranno inviare gli estratti conto dei loro clienti al fisco. Tutti i movimenti bancari su risparmi e portafogli titoli finiranno nei computer del Fisco. Fino a oggi veniva comunicato solo il numero del conto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/12/Fisco_manovra.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/12/Fisco_manovra.gif" alt="" title="Fisco_manovra" width="200" height="300" class="alignleft size-full wp-image-5312" /></a>La strategia antievasione fiscale disegnata dalla manovra &#8220;salva-Italia&#8221; del governo Monti prevede che a partire dal 1 gennaio 2012 le banche dovranno inviare gli estratti conto dei loro clienti al fisco. Tutti i movimenti bancari su risparmi e portafogli titoli finiranno nei computer del Fisco.</p>
<p>Fino a oggi veniva comunicato solo il numero del conto corrente e l&#8217;Agenzia delle Entrate poteva richiedere &#8211; a banche, Poste e altri intermediari &#8211; liste selettive di contribuenti da monitorare perché sospettati di evasione fiscale. Ora cambia tutto: l&#8217;articolo 11 della Manovra (intitolato &#8220;Emersione di base imponibile&#8221;) stabilisce l&#8217;<strong>obbligo per gli operatori finanziari di pubblicare periodicamente all&#8217;Anagrafe tributaria i movimenti di tutti i rapporti intrattenuti con la clientela</strong> e ogni informazione relativa ai suddetti rapporti necessaria ai fini del controllo fiscale. Nonché di comunicare l&#8217;importo delle operazioni finanziarie. Questo significa una <strong>tracciabilità completa e totale: su conti correnti, conti di deposito, conto titoli, gestioni, carte di credito: tutto sarà a disposizione dell&#8217;Erario.</strong> Il Fisco avrà accesso a tutti i dati senza bisogno di un accertamento in corso. In questo modo si pone fine, una volta per tutte al segreto bancario.</p>
<p>Potrebbe esistere un problema di privacy, dice il Garante: sarà impegnativo proteggere l&#8217;enorme quantità di dati, ma la lotta all&#8217;evasione resta una scelta prioritaria. Questa norma va ad aggiungersi al limite per i pagamenti in contanti fissato a 1000 euro e le conseguenze penali di chi esibisce o trasmette al Fisco atti o documenti falsi.</p>
<p>Sempre per la stretta all&#8217;evasione, anche l&#8217;INPS dovrà fornire all&#8217;Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza dati e posizione dei suoi iscritti.</p>
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		<title>Nuova minaccia di downgrade da S&amp;P</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 08:16:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo un avvio di settimana caratterizzato dal segno positivo per le Borse europee arriva un nuovo monito dall’agenzia di rating Standard &#38; Poor’s che ha comunicato di aver messo sotto osservazione ben quindici nazioni europee, le quali potrebbero subire un downgrade relativo alla crisi di debito sovrano. Saranno in particolare le sei nazioni che vantano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/07/Standard-Poors.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/07/Standard-Poors.gif" alt="" title="Standard-Poors" width="300" height="225" class="alignleft size-full wp-image-4760" /></a>Dopo un avvio di settimana caratterizzato dal segno positivo per le Borse europee arriva un nuovo monito dall’agenzia di rating Standard &amp; Poor’s che ha comunicato di aver messo sotto osservazione ben quindici nazioni europee, le quali potrebbero subire un downgrade relativo alla crisi di debito sovrano. Saranno in particolare le sei nazioni che vantano un rating da tripla A ad essere esaminate con maggiore attenzione al fine di determinare se ci sia necessità di tagli considerando la situazione economico finanziaria europea in generale. Ciò significa che anche Francia e Germania, le economie forti del Vecchio Continente, si trovano ora davanti ad un rischio reale di perdere la loro tripla A. L’agenzia di rating americana ha sottolineato che l’esito del summit europeo previsto per venerdì sarà uno dei fattori che giocheranno un ruolo importante nel processo decisionale sull’eventuale taglio dei vari rating. Il presidente francese Nicola Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel s’incontreranno prima del summit generale per discutere i possibili cambiamenti al trattato europeo su cui fondare l’elaborazione di una riforma che determini una maggiore unità fiscale. Le basi che i due leader getteranno nel corso di questo incontro preliminare rappresenteranno il punto di partenza per i lavori della riunione di venerdì.<br />
&nbsp;<br />
Per quanto riguarda l’Italia, il mercato ha accolto favorevolmente la manovra finanziaria del governo Monti che prevede il recupero di 20 miliardi di euro entro il 2013. Tagli alle spese e aumento delle tasse sono le misure che verranno applicate al fine di risanare i conti pubblici e incrementare la crescita economica, scongiurando un possibile default sulle orme della Grecia. Le novità principali relative alla riforma Monti riguardano la tassazione sulle proprietà finanziarie, in particolare quelle immobiliari, e l’aumento dell’età minima per il pensionamento che passa a 66 anni per gli uomini e 62 per le donne con l’indicizzazione che verrà garantita a pieno per le pensioni minime e parzialmente per quelle fino a due volte il minimo.</p>
<p>Un altro appuntamento importante nella settimana di <a href="http://www.youtube.com/IGMarketsIT" target="_blank">trading online</a> è l’incontro tra alcune delle maggiori banche centrali a livello mondiale ovvero Bank of England, BCE, Banca della Nuova Zelanda, Banca dell’Australia e Banca del Canada. Corrono voci di possibili nuovi tagli dei tassi da parte della BCE che continua nella sua azione di <em>simil quantitative easing</em> comprando titoli di stato sui mercati secondari.</p>
<p>Sul fronte del <a href="http://www.igmarkets.it/cfd/forex.html" target="_blank">trading forex online</a> l’euro sembra rimanere stabile per il momento nei confronti del dollaro e nonostante una recente riduzione dell’avversione al rischio, rimane piuttosto elevata la domanda di beni rifugio quali franco svizzero nel mercato valutario e oro in quello delle commodities.</p>
<p>Alice</p>
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		<title>LCH Clearnet aumenta i margini di garanzia sui BTP italiani: che cosa significa</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 10:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Glossario finanziario]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[LCH Clearnet]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l&#8217;annuncio delle dimissioni di Berlusconi non sembra diminuire la pressione sui titoli di stato di stato del nostro paese, con un differenziale tra Btp decennali e Bund tedeschi ancora sopra i 500 punti. A peggiorare la situazione è subentrato un nuovo fattore: la clearing house indipendente britannica LCH.Clearnet (ovvero una delle più importanti società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/11/LCH.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/11/LCH.gif" alt="" title="LCH" width="300" height="188" class="alignleft size-full wp-image-5208" /></a>Con l&#8217;annuncio delle dimissioni di Berlusconi non sembra diminuire la pressione sui titoli di stato di stato del nostro paese, con un differenziale tra Btp decennali e Bund tedeschi ancora sopra i 500 punti. </p>
<p>A peggiorare la situazione è subentrato un nuovo fattore: la clearing house indipendente britannica LCH.Clearnet (ovvero una delle più importanti società che hanno in gestione la stanza di compensazione per le transazioni di obbligazioni e pronti contro termine a livello internazionale) ha fatto salire i margini di garanzia sui nostri BTP. Precisamente, la quota di deposito aggiuntivo richiesta ai clienti che effettuano transazioni sui titoli italiani da domani mattina crescerà all&#8217;11,65% (invece del 6,65% dei giorni passati). Questo <em>extra deposit</em> è una percentuale richiesta alle controparti per garantirsi nel caso di perdite e ovviamente sale con l&#8217;aumentare del rischio di un titolo.</p>
<p>La decisione avrà due conseguenze: da un lato fa crescere il costo della detenzione dei titoli di stato italiani, inducendo ulteriormente a venderli. Dall&#8217;altro potrebbe anche sortire l&#8217;effetto di scoraggiare le posizioni più speculative (ad esempio, la vendita allo scoperto). </p>
<p>Resta da dire che questa operazione non è arrivata come un fulmine a ciel sereno. La prassi è che i margini di garanzia vengano rialzati se per cinque giorni lo spread supera i 450 punti base. E lo stesso aumento era stato attuato per i titoli di stato di Grecia, Portogallo e Irlanda.</p>
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		<title>Residenza negli USA per chi acquista un immobile da almeno $500.000? Il Governo americano ci sta pensando!</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 09:09:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[immobili]]></category>
		<category><![CDATA[residenza negli USA]]></category>
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		<description><![CDATA[Allo scopo di sostenere e puntellare un mercato immobiliare che, soprattutto in alcuni Stati, sembra determinare qualche preoccupazione, due Senatori statunitensi stanno lavorando ad un progetto di legge bipartisan volto a concedere un permesso di residenza a tutti gli investitori stranieri che decidano di acquistare un’immobile negli Stati Uniti per un valore non inferiore ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2010/05/Mercato_immobiliare.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2010/05/Mercato_immobiliare.gif" alt="" title="Mercato_immobiliare" width="300" height="234" class="alignleft size-full wp-image-3122" /></a>Allo scopo di sostenere e puntellare un mercato <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=256"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Immobiliare"  rel="external">immobiliare</a> che, soprattutto in alcuni Stati, sembra determinare qualche preoccupazione, due Senatori statunitensi stanno lavorando ad un progetto di legge bipartisan volto a concedere un permesso di residenza a tutti gli investitori stranieri che decidano di acquistare un’immobile negli Stati Uniti per un valore non inferiore ai 500.000 dollari. Tale disposizione rientra nel più ampio pacchetto di norme in materia di immigrazione, alla cui redazione hanno collaborato il Senatore democratico dello Stato di New York, Charles Schumer, e quello repubblicano dello Stato dello Utah, Mike Lee, che si propone di stimolare ed attrarre maggiori investimenti stranieri nel Paese. Gli investitori stranieri hanno, infatti, svolto un ruolo importante nella recente crescita del numero di transazioni immobiliari registrate sia nel Sud della Florida, che nel Sud della California, in Arizona e in altri Stati duramente colpiti dalla recente crisi finanziaria ed economica.</p>
<p>Gli investitori cinesi e canadesi, insieme ad altri investitori stranieri, hanno infatti astutamente approfittato, non solo del grosso calo registrato nei prezzi di vendita degli immobili come della scarsa concorrenza offerta dagli investitori locali, ma anche di un cambio decisamente favorevole rispetto al dollaro.</p>
<p>Allo scopo di alimentare questo trend, la nuova proposta di legge prevede la concessione di un visto a chiunque investa una somma non inferiore a $ 500.000 per l’acquisto di un immobile destinato unicamente ad uso residenziale (una casa, una villa o un appartamento). </p>
<p>L’investitore straniero che desideri beneficiare di tale opportunità, pertanto, potrà valutare se limitarsi ad acquistare un singolo immobile residenziale del valore complessivo di mezzo milione di dollari, oppure decidere di investire $250.000 per l’acquisto di una casa o di un appartamento ad uso residenziale e destinare i restanti $250.000 all’acquisto di un secondo immobile, anch’esso a uso residenziale, ma che  potrà essere dato in affitto e quindi produrre reddito.</p>
<p>La sopraccitata proposta di legge andrebbe ad integrare normative già esistenti in materia di immigrazione che, attualmente, prevedono la concessione di visti a tutti coloro che investono nella sviluppo di nuove attività imprenditoriali negli Stati Uniti, attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro. </p>
<p>I sostenitori di questa nuova proposta ritengono che, in tal modo, si potrebbe conseguire un sensibile ridimensionamento del numero di immobili attualmente presenti sul mercato, decisamente in eccesso rispetto alla domanda nazionale, penalizzata sia dalla stagnante situazione in cui versa il mercato del lavoro interno, sia dalla difficoltà di vendere a un prezzo che non sia eccessivamente inferiore rispetto a quello per cui l’immobile è stato precedentemente acquistato.</p>
<p>“Questo è un modo per creare un incremento della domanda senza che il Governo debba rimetterci neppure un nickel”, ha rivelato il Senatore Schumer in una recente intervista. Secondo una stima presentata dall’Associazione Nazionale degli Agenti Immobiliari, gli investitori stranieri hanno speso, nell’ ultimo anno, nel mercato immobiliare residenziale statunitense, una cifra che si aggira intorno agli 82 miliardi di dollari, in deciso aumento rispetto ai 66 miliardi spesi nell’anno precedente. Nel solo mese di luglio 2011, ben il 5,5% del volume complessivo di vendite immobiliari realizzate a Miami, Florida e il 4,3% di quelle realizzate a Phoenix, Arizona, sono state appannaggio di investitori  stranieri, secondo quanto rivelato dall’MDA DataQuick.</p>
<p>Occorre tuttavia sottolineare come il permesso di residenza concesso agli investitori stranieri che acquistino immobili negli Stati Uniti per un valore pari o superiore a $500.000, non prevede anche l’ulteriore vantaggio di poter lavorare legalmente nel Paese, ma unicamente quello di risiedervi legalmente. Qualora, pertanto, si desideri ottenere il permesso di lavoro, sarà necessario seguire le normali procedure previste dalla legge in materia. L’investitore straniero sarà, tuttavia, autorizzato portare con sé negli Stati Uniti il proprio coniuge e i propri figli, purché di età inferiore ai 18 anni. Inutile dire che né il coniuge e né eventuali figli a seguito saranno autorizzati a svolgere attività lavorative negli Stati Uniti se non in possesso di apposito visto.</p>
<p>Altrettanto importante ricordare come il visto ottenuto a seguito dell’acquisto di un immobile destinato a uso residenziale sia condizionato al mantenimento della sua proprietà: in altre parole, il diritto a risiedere legalmente negli Stati Uniti verrà meno in caso di vendita dello stesso immobile.</p>
<p>Inoltre, le procedure rivolte a disciplinare la concessione di queste nuove tipologie di visti, legati all’acquisto di proprietà immobiliari situate negli Stati Uniti, verrebbero tenute distinte da quelle già esistenti e destinate a regolamentare l’ottenimento delle altre tipologie di visti di immigrazione. Non ci sarebbe, pertanto, il rischio di sovrapporre le diverse richieste di visti di residenza e di creare così pericolosi ritardi burocratici.<br />
Non sarebbe, infine, neppure previsto alcun limite al numero di visti da concedersi a seguito dell’acquisto di immobili da parte di investitori stranieri. Nonostante il fatto che il numero degli investitori stranieri, nel corso dell’ultimo anno, sia in crescita , “le norme restrittive attualmente in vigore in materia di immigrazione negli Stati Uniti rappresentano, tuttavia, senza alcun dubbio, un forte deterrente per molti investitori stranieri”, sostiene Sally Daley, un agente immobiliare, che opera nell’area di Vero Beach in Florida, dove quest’anno addirittura un terzo delle vendite da lei stessa realizzate sono state condotte da compratori stranieri (un dato mai verificatosi in precedenza). “Senza gli stranieri, il mercato immobiliare vivrebbe una situazione di stagnazione” prosegue ancora Sally Daley; “grazie agli stranieri, invece, si creano opportunità di lavoro per gli imprenditori edili locali, si genera un indotto importante per il settore dell’arredo e si aiuta il mercato a ridurre il numero di immobili in eccesso”.</p>
<p>L’idea di introdurre una nuova legge in materia di immigrazione, che riconosca delle agevolazioni a coloro che investono nel mercato immobiliare statunitense, ha trovato il sostegno anche del famoso magnate finanziario americano Warren Buffet, il quale, nel corso di un’intervista rilasciata lo scorso agosto a Charlie Rose del canale PBS, conferma la validità di una soluzione del genere, che potrebbe davvero consentire di risolvere in tempi brevi una situazione quanto meno difficile quale quella legata al mercato immobiliare e all’economia nazionale.</p>
<p>“Una misura siffatta potrebbe, addirittura, determinare un inversione di tendenza nell’atteggiamento psicologico dei potenziali compratori”, riferisce Lewis Ranieri, navigato ed esperto broker in materia di mutui immobiliari.</p>
<p>È tuttavia doveroso sottolineare che esistono anche operatori del settore immobiliare, che hanno accolto la nuova proposta di legge con un certo scetticismo, come sottolineato, ad esempio, da Richard Smith, amministratore delegato di Realogy Corp., proprietaria dei brands Coldwell Banker e Century 21, secondo cui “i compratori stranieri non hanno bisogno di incentivi per acquistare immobili negli Stati Uniti. Ci sono, inoltre, numerosi cittadini americani che sarebbero ben disposti ad acquistare. Sarebbe, invece, opportuno che il Governo intervenisse con misure specifiche per sostenere e migliorare l’economia nazionale”.<br />
Si attende ora che la proposta venga presentata alle Camere per una sua preliminare valutazione e per le eventuali verifiche del caso. Senza ombra di dubbio, rappresenterebbe una soluzione interessante per stimolare ulteriori investimenti stranieri nel Paese, anche se potrebbe, forse, suscitare delle perplessità soprattutto dal punto di vista della sicurezza nazionale, offrendo un canale privilegiato all’ingresso di soggetti che potrebbero rivelarsi eversivi.</p>
<p><strong>Avv. Stefano Linares, abilitato nello Stato di New York</strong></p>
<p>Linares Associates PLLC<br />
100 Park Avenue, Suite 1600<br />
New York, NY 10017<br />
Telefono: (212) 880-6424<br />
Fax: (212) 880-6499</p>
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20129 Milano<br />
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		<title>Cala il risparmio degli italiani, ma si dirige verso i conti deposito</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 07:20:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per gli italiani il risparmio è da sempre una virtù, una propensione naturale, un obiettivo a cui tendere. Solo che si tratta di una mèta sempre più difficile da raggiungere. Il mattone resta l&#8217;investimento preferito tra i nostri connazionali, anche se la percentuale di chi lo ha scelto è crollata di oltre il 10% nell&#8217;ultimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/10/Giornata_mondiale_del_risparmio.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/10/Giornata_mondiale_del_risparmio.gif" alt="" title="Giornata_mondiale_del_risparmio" width="185" height="300" class="alignleft size-full wp-image-5184" /></a>Per gli italiani il risparmio è da sempre una virtù, una propensione naturale, un obiettivo a cui tendere. Solo che si tratta di una mèta sempre più difficile da raggiungere. Il mattone resta l&#8217;investimento preferito tra i nostri connazionali, anche se la percentuale di chi lo ha scelto è crollata di oltre il 10% nell&#8217;ultimo anno: precisamente dal 54 al 43%. </p>
<p>Da segnalare anche un aumentato interesse nei riguardi dei conti deposito come forma di investimento, mentre crescono ogni giorno di più i timori per gli investimenti nel mercato azionario. Questo per varie ragioni: i tassi di riferimento sono in costante e significativa salita &#8211; specie per versamenti di denaro vincolati ad almeno dodici mesi. Per esempio, a oggi <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=113&#038;u=6" target="_blank">Conto Arancio</a> offre il 4,20% di interessi sulle somme depositate con un vincolo di 12 mesi, <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=1063&#038;u=6" target="_blank">CheBanca!</a> offre il 4% anticipato sempre per somme vincolate a un anno, <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=1056&#038;u=6" target="_blank">InMediolanum</a> garantisce un 4,25% alle stesse condizioni. <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=1115&#038;u=6" target="_blank">Rendimax</a> di BancaIfis offre il 4,80% lordo, ma per depositi di almeno 24 mesi. In tutti i casi stiamo parlando di percentuali lorde e comunque, prima di scegliere, conviene sempre confrontare il quoziente <a href="http://extra.gratis.it/conto_corrente_arancio.html" target="_blank">ISC</a>.  </p>
<p>Un altro fattore che sta contribuendo a far virare la liquidità verso i conti deposito è l&#8217;arrivo della nuova aliquota fiscale, a partire dal 1 gennaio 2012, che per tali prodotti scenderà dall&#8217;attuale 27% al 20%. A fronte delle esose imposte di bollo per il deposito titoli, i conti di deposito &#8211; soprattutto per chi ha un basso profilo di rischio &#8211; paiono giustamente la scelta più adeguata. Alcuni istituti, come ad esempio <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=1063&#038;u=6" target="_blank">CheBanca!</a>, offrono già in questi ultimi mesi dell&#8217;anno di farsi carico della differenza del 7%. Altri, come <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=113&#038;u=6">Conto Arancio</a>, se ne fanno interamente carico (ma questo è sempre stato vero, fin dal loro primissimo esordio sul mercato italiano).</p>
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		<title>Quali potrebbero essere per i risparmiatori le conseguenze di una ristrutturazione del debito greco?</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 09:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
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		<description><![CDATA[Se verrà accettata la soluzione &#8211; per ora solo ipotetica &#8211; di attuare un taglio del 50% del valore nominale delle obbligazioni di stato greche, che cosa succederà ai portafogli dei privati? In pratica, saranno tenuti a pagare anch&#8217;essi una quota del salvataggio ellenico. D&#8217;altra parte, chi aveva investito in obbligazioni con tassi di interesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/06/Crisi_grecia.gif"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2011/06/Crisi_grecia.gif" alt="" title="Crisi_grecia" width="300" height="176" class="alignleft size-full wp-image-4740" /></a>Se verrà accettata la soluzione &#8211; per ora solo ipotetica &#8211; di attuare un taglio del 50% del valore nominale delle obbligazioni di stato greche, che cosa succederà ai portafogli dei privati? In pratica, saranno tenuti a pagare anch&#8217;essi una quota del salvataggio ellenico. D&#8217;altra parte, chi aveva investito in obbligazioni con tassi di interesse che sfioravano il 40% doveva già aver messo in conto un&#8217;ipotesi di questo tipo. Rischio e rendimenti vanno sempre nella stessa direzione.</p>
<p>Ma questo taglio avrà un impatto sui Bot e Btp italiani? Porterà a un&#8217;ulteriore ascesa dello spread? Quasi sicuramente no, anzi, questa mossa sulle obbligazioni di stato greche potrebbe invece finalmente rassicurare chi ha investito nei bond italiani, <em>sempre che</em> si varino misure efficaci per l&#8217;evitamento del contagio. Ma tutto dipende dalle prossime mosse dei politici europei.</p>
<p>Secondo alcuni consulenti, i titoli italiani probabilmente continueranno a soffrire di volatilità per un po&#8217;, ma continuano a costituire una buona opportunità di investimento, con rendimenti decisamente più alti che in passato, soprattutto quelli con scadenza superiore ai due anni. Altri sono più scettici e preferiscono optare per titoli non superiori a un anno, da reinvestire alla scadenza &#8211; se opportuno. In questo modo si tiene meglio la situazione sotto controllo.</p>
<p>Per tutti vale il consiglio di essere ben consapevoli di cosa si ha in portafoglio per vendere in maniera tempestiva &#8211; se necessario &#8211; e diversificare il più possibile gli investimenti.</p>
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