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	<title>solofinanza.it &#187; Unione Europea</title>
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	<description>il blog che ti racconta tutto su risparmio e investimenti</description>
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		<title>Inflazione, tassi al minimo in zona euro</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 15:57:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>donata</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei paesi dell&#8217;Unione Europea che aderiscono al sistema euro le previsioni che vedevano un calo nell&#8217;inflazione rimangono confermate, dando così un segnale poco incoraggiante per la ripresa dell&#8217;economia in Eurolandia. In maggio l&#8217;indice dei prezzi al consumo ha raggiunto minimi storici fermandosi allo 0%, in calo rispetto allo 0,6 per cento registrato in aprile. Nell&#8217;UE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2009/06/euro_foto.jpg" style="width: 300px; height: 197px" alt="eurolandia" align="left" height="197" width="300" />Nei paesi dell&#8217;Unione Europea che aderiscono al sistema euro le previsioni che vedevano un calo nell&#8217;inflazione rimangono confermate, dando così un segnale poco incoraggiante per la ripresa dell&#8217;economia in Eurolandia. In maggio <strong>l&#8217;indice dei prezzi al consumo</strong> ha raggiunto minimi storici fermandosi allo <strong>0%</strong>, in calo rispetto allo 0,6 per cento registrato in aprile.</p>
<p>Nell&#8217;UE a 27 il tasso d&#8217;inflazione è calato allo 0,7% e tra gli stati membri, il dato più basso è stato registrato per Irlanda (-1,7%), Portogallo (-1,2%), Spagna e Lussemburgo (entrambi -0,9%). Gli stati in cui  si è invece registrata l&#8217;inflazione annuale più alta sono Romania (5,9%), Lituania (4,9%) e Lettonia (4,4%). <strong>L&#8217;Italia si colloca al di sopra della media con uno 0,8%</strong> in maggio dopo un 1,2% per cento in aprile.</p>
<p>Come mai il livello dell&#8217;inflazione si è abbassato così tanto? A determinarne il calo, spiega Eurostat, è stata soprattutto la <strong>decrescita dei prezzi</strong>, nuovo segnale di calo di consumi per la crisi economica. Si è abbassato il prezzo dei trasporti (-4,8 per cento) e in particolare quelli dei carburanti per il settore (-1,02) e per i combustibili liquidi (-0,44). Giù anche i tassi per le comunicazioni (-1 per cento) e gli alloggi (-0,1 per cento). Al contrario, i prezzi più elevati sono stati quelli registrati per le bevande alcoliche e i tabacchi (+3,3 per cento); ma anche per gli hotel, i ristoranti così come per gli altri beni e servizi (+2,2 per cento).</p>
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		<title>UE, quanto conta il Parlamento europeo nelle decisioni economiche per il nostro paese?</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 06:19:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>donata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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		<description><![CDATA[Mancano pochi giorni alle elezioni europee in Italia (in alcuni paesi infatti sono già cominciate), ma gli elettori sono ancora indecisi sulla loro partecipazione al voto. Purtroppo l&#8217;Unione Europea è sentita sempre più lontana da tutti i cittadini anche se ormai influenza enormemente le nostre vite, in particolare dal punto di vista economico e finanziario. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2009/06/parlamento-europeo.jpg" style="width: 300px; height: 188px" alt="parlamento europeo" width="300" align="left" height="188" />Mancano pochi giorni alle <a href="http://www.europarl.europa.eu/news/public/default_it.htm?language=IT" target="_blank">elezioni europee</a> in Italia (in alcuni paesi infatti sono già cominciate), ma gli elettori sono ancora indecisi sulla loro partecipazione al voto. Purtroppo l&#8217;Unione Europea è sentita sempre più lontana da tutti i cittadini anche se ormai influenza enormemente le nostre vite, in particolare dal punto di vista economico e finanziario.</p>
<p>Infatti, l&#8217;UE interviene su normative che riguardano il <a href="http://www.europarl.europa.eu/news/public/documents_par_theme/908/default_it.htm" target="_blank">lavoro</a>, la libera circolazione delle merci e dei servizi, la <a href="http://www.europarl.europa.eu/news/public/documents_par_theme/907/default_it.htm" target="_blank">disciplina dei mercati finanziari</a> e persino le nostre tariffe telefoniche, dal momento che le regole antitrust sono normate da direttive europee.</p>
<p>Quanto conta il<a href="http://www.europarl.europa.eu/parliament/public/staticDisplay.do?id=146&amp;language=IT" target="_blank"> Parlamento</a> per l&#8217;applicazione di queste leggi?</p>
<p>ll Parlamento svolge <strong>un ruolo attivo nell&#8217;elaborazione di provvedimenti legislativi che hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana dei cittadini</strong>, ad esempio in materia di protezione dell&#8217;ambiente, diritti dei consumatori, pari opportunità, trasporti e libera circolazione dei lavoratori, dei capitali, dei servizi e delle merci. Inoltre il Parlamento condivide con il Consiglio il potere di adottare il <a href="http://www.europarl.europa.eu/parliament/expert/staticDisplay.do?id=55&amp;pageRank=6&amp;language=IT" target="_blank">bilancio annuale</a> dell&#8217;Unione europea. Soprattutto per quanto riguarda la voce &#8220;spese non obbligatorie&#8221;, come l&#8217;educazione, i programmi sociali, i fondi regionali o la formazione, se il Parlamento non approva il bilancio, il Consiglio non può continuare il suo lavoro.</p>
<p>Il Parlamento europeo è l&#8217;unico organo dell&#8217;Unione europea eletto direttamente dai cittadini, quindi <strong>con il nostro voto abbiamo un potere enorme</strong> di influenzare queste decisioni.</p>
<p>Volete saperne di più? Visitate il <a href="http://europa.eu/index_it.htm" target="_blank">sito </a>dell&#8217;Unione Europea e cliccate sulla sezione &#8220;<a href="http://www.europarl.europa.eu/news/public/default_it.htm" target="_blank">Parlamento</a>&#8220;. In occasione delle elezioni europee potete anche partecipare ad un <a href="http://www.europarl.europa.eu/news/public/focus_page/037-47107-026-01-05-906-20090126FCS47097-26-01-2009-2009/default_it.htm" target="_blank">concorso fotografico</a> che vi farà vincere un week-end a Strasburgo dal 14 al 16 luglio, in occasione della prima seduta del Parlamento neo-eletto!</p>
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		<title>Crisi, la Spagna punta alle energie rinnovabili</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 10:25:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>donata</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quali sono le ricette anti-crisi del paese europeo con il debito pubblico più basso d&#8217;Europa? Puntare alle energie rinnovabili e al risparmio energetico. In una recente intervista al FinancialTimes, il premier spagnolo José Zapatero ha annunciato le sue strategie per lo sviluppo eco-sostenibile in stile Obama. Anche a livello occupazionale un nuovo green new deal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2009/04/zapatero.jpg" style="width: 300px; height: 385px" alt="zapatero" width="300" align="left" height="385" />Quali sono le ricette anti-crisi del paese europeo con il debito pubblico più basso d&#8217;Europa? Puntare alle energie rinnovabili e al risparmio energetico. In una recente intervista al <em><a href="http://www.ft.com/cms/s/0/a71fea94-1a42-11de-9f91-0000779fd2ac.html" target="_blank">FinancialTimes</a></em>, il premier spagnolo José Zapatero ha annunciato le sue strategie per lo sviluppo eco-sostenibile in stile Obama. Anche a livello occupazionale un nuovo <em>green new deal </em>potrebbe contribuire fortemente alla creazione di nuovi posti di lavoro riducendo le spese per l′approvvigionamento energetico.</p>
<p>La Spagna, con un debito pubblico del 38%, ha margini di manovra molto più ampi rispetto agli altri paesi europei, ma Zapatero preferisce essere prudente: «Dovremo aspettare ancora quattro mesi per verificare se l&#8217;economia del Vecchio Continente darà o meno segnali di recupero», spiega al <em>Financial Times</em>. Va detto, infatti, che se la manovra approvata lo scorso dicembre fosse sufficiente a ridare slancio all&#8217;economia, il governo di Madrid potrebbe decidere di non proporre altri piani, dal momento che la Spagna è già all&#8217;avanguardia in Europa sul fronte dello sviluppo dell&#8217;energia verde.</p>
<p>[via <a href="http://www.ft.com/cms/s/0/a71fea94-1a42-11de-9f91-0000779fd2ac.html" target="_blank">Financial Times</a>]</p>
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		<title>Eurozona, i tassi non arriveranno a zero</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 06:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I tassi di interesse di riferimento nell&#8217;eurozona non arriveranno allo zero. A dirlo è lo stesso Presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet, che ha definito come &#8220;inappropriata&#8221; una possibile decisione di riduzione dei tassi vicina allo zero. Secondo Trichet, infatti, una simile scelta sarebbe densa di &#8220;controindicazioni&#8221; che non la renderebbero adatta alla realtà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2009/02/eurozona3.jpg" style="width: 180px; height: 132px" alt="eurozona" align="left" width="180" height="132" />I <strong>tassi di interesse di riferimento nell&#8217;eurozona non arriveranno allo zero</strong>. A dirlo è lo stesso Presidente della Banca Centrale Europea, <strong>Jean-Claude Trichet</strong>, che ha definito come &#8220;inappropriata&#8221; una possibile decisione di riduzione dei tassi vicina allo zero.</p>
<p align="justify">Secondo Trichet, infatti, una simile scelta sarebbe densa di &#8220;controindicazioni&#8221; che non la renderebbero adatta alla realtà europea.</p>
<p align="justify">A ben vedere, sarebbe stato veramente difficile sentir dire il contrario da parte del Presidente BCE, sempre piuttosto riluttante nel prendere in mano le forbici per usarle sui tassi.</p>
<p align="justify">Una nuova <strong>riduzione</strong>, tuttavia, è <strong>prevista per il mese di marzo</strong>. Una mossa non disperata, quella che si appresta a varare la BCE per il prossimo mese, quanto una scelta per evitare che l&#8217;Europa possa attraversare seri pericoli di deflazione.</p>
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		<title>La crisi industriale non si attenua</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 17:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italmedia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continua imperterrita anche a gennaio la flessione della produzione industriale, ma almeno per il momento, sembra rallentare la sua caduta libera rispetto al 2008. Nel confronto col mese precedente di dicembre infatti, gli ordini al settore industriale sono scesi dello 0,1%, mentre il dato di dicembre rispetto a novembre era -1,5%. Su base annua, invece, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><img src="http://www.stepra.it/immagini/territorio/silos.jpg" title="industria" style="width: 300px; height: 300px" width="300" align="left" height="300" />Continua imperterrita anche a gennaio la flessione della produzione industriale, ma almeno per il momento, sembra rallentare la sua caduta libera rispetto al 2008. Nel confronto col mese precedente di dicembre infatti, gli ordini al settore industriale sono scesi dello 0,1%, mentre il dato di dicembre rispetto a novembre era -1,5%. Su base annua, invece, la produzione è scesa dell&#8217;11,8%, mentre a dicembre era scesa dell&#8217;11,2%, variazione leggermente migliore del -12,4% registrato nella stima preliminare. Segno negativo anche per la produzione grezza, che si contrae a gennaio del 17,6% sui dodici mesi e a dicembre del 9,3%.<span id="more-1769"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">A rivelare questi ultimi dati, è l&#8217;ultima indagine fatta dal Centro studi di Confindustria. &#8220;L&#8217;andamento degli ordini &#8211; commenta il CSC &#8211; suggerisce che la profonda crisi che sta attraversando il settore industriale italiano sia destinata a protrarsi nei prossimi mesi. Una prospettiva confermata anche dall&#8217;indagine ISAE sulle imprese manifatturiere che ha rilevato in dicembre il crollo delle valutazioni riguardo all&#8217;andamento atteso del fatturato all&#8217;esportazione&#8221;. <span> </span>E a corroborare questa tesi interviene anche il commissario UE Almunia. &#8216;Non siamo fuori pericolo&#8217;. Lo ha detto il commissario Il commissario ha sottolineato soprattutto la situazione del mercato del credito &#8216;che non va&#8217; ed ha auspicato che i governi si vedano &#8216;al più presto per valutare cos&#8217;altro va fatto per ripristinare la fiducia dei mercati&#8217;. E&#8217; &#8216;tempo di agire senza perdere più tempo usando gli strumenti a disposizione per ridare fiducia ai mercati finanziari&#8217;.<strong><o:p></o:p></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tra USA ed Europa licenziati oggi in 60.000</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 18:10:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italmedia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi di diversi settori dell’economia mondiale sembra davvero non avere fine. Solo oggi infatti, in Europa e Usa sono stati annunciati tagli all&#8217;occupazione per più di 60.000 unità. Una vera e propria catastrofe, nei confronti della quale non si è ancora riusciti a trovare una soluzione, e per la quale sino ad ora stanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><img src="http://www.piazzaffari.info/wp-content/uploads/2008/07/crisi.jpg" title="crisi" style="width: 300px; height: 300px" width="300" align="left" height="300" />La crisi di diversi settori dell’economia mondiale sembra davvero non avere fine. Solo oggi infatti, in <strong>Europa e </strong><strong>Usa  </strong>sono stati annunciati tagli all&#8217;occupazione per più di 60.000 unità. Una vera e propria catastrofe, nei confronti della quale non si è ancora riusciti a trovare una soluzione, e per la quale sino ad ora stanno pagando amaramente milioni di cittadini europei e americani. Lo afferma il <em>Financial Times</em>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span id="more-1758"></span>Queste le cifre: <strong>Caterpillar</strong> ha annunciato una riduzione di 20.000 posti, <strong>Pfizer</strong> di 19.000 dipendenti dopo il matrimonio con <strong>Wyeth</strong>. <strong>Sprint Nextel </strong>e <strong>Home Depot</strong> hanno svelato riduzioni rispettivamente di 7000 e 8000 posti di lavoro. In Europa <strong>ING </strong>ha paventato l&#8217;ipotesi di 7000 tagli, mentre <strong>Philips</strong> di 6000 unità. La britannica <strong>Corus</strong> ha svelato 3500 tagli. <strong>General Motors</strong> elimina circa 2000 posti di lavoro in Ohio e Michigan, e riduce la produzione in altri 13 impianti in Usa e Canada. La misura in seguito al calo delle vendite. Timori di bancarotta anche per le società di componentistica per auto americane, che potrebbero chiedere al governo 10 miliardi di dollari dal Tarp (Troubles Asset Relief Program) per sopravvivere.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">Infine, notizia sempre di oggi, Il rinomato marchio di porcellana ceca <strong>Thun</strong>, che possiede la principale fabbrica di produzione a Karlovy Vary, licenzierà 1100 dipendenti. Lo ha reso noto il direttore generale Vlastimil Argman, aggiungendo che 700 persone resteranno ancora. L&#8217;industria è in stato di crisi dal 10 dicembre, e potrebbe essere salvata con una cessione. Nonostante la dichiarazione di fallimento la produzione andrà avanti fino a fine a marzo. Il fallimento della Thun è conseguenza di un debito di 20 milioni di euro.</p>
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		<title>Pensione a 65 anni per le donne, come funziona?</title>
		<link>http://www.solofinanza.it/19122008/pensione-a-65-anni-per-le-donne-come-funziona/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 12:53:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mentre si discute di pensione con 40 anni di contributi, la sentenza stabilita dalla Corte di Giustizia Europea prevede la parità di pensionamento per le donne all&#8217;età di 65 anni. Ma si tratta di un provvedimento contro le lavoratrici o è davvero un passo avanti verso la pari opportunità? Vediamo come e verso chi si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="width: 300px; height: 300px;" src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2008/12/pensione-donne.jpg" alt="pensione donne" width="300" height="300" align="left" />Mentre si discute di <a href="http://www.politikos.it/governo/come-chiedere-la-pensione-con-40-anni-di-contributi.html">pensione con 40 anni di contributi</a>, la sentenza stabilita dalla Corte di Giustizia Europea prevede la parità di pensionamento per le donne all&#8217;età di 65 anni. Ma si tratta di un provvedimento contro le lavoratrici o è davvero un passo avanti verso la pari opportunità?</p>
<p>Vediamo come e verso chi si applica la disposizione.</p>
<p>Secondo la Corte l&#8217;Italia è inadempiente nell&#8217;applicare l&#8217;articolo 141 del Trattato CE, che stabilisce la <strong>parità di retribuzione</strong> tra <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=405"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Uomini e Donne"  rel="external">uomini e donne</a>. In questo caso la pensione è considerata come retribuzione.</p>
<p>La sentenza però si applica <strong>solo verso i lavoratori del settore pubblico</strong>, dal momento che, per i lavoratori del settore privato iscritti all&#8217;INPS, la Comunità Europea non è in grado di imporre età di pensionamento uguali per uomini e donne, e dunque continuano a valere le regole precedenti.</p>
<p>A chi si applica la sentenza? <strong>Solo ai dipendenti pubblici più &#8220;anziani&#8221;</strong>, rimasti sotto il sistema retributivo vigente prima della <strong>riforma Dini</strong> del 1995, che già prevedeva un&#8217;età di pensionamento flessibile tra i  57 e 65 anni uguale per uomini e donne.</p>
<p>Il problema è questo: la <strong>riforma Maroni</strong> ha reintrodotto un&#8217;età di pensionamento diversa per donne (60 anni) e uomini (65), rinnegando i principi di flessibilità e uguaglianza stabiliti dalla riforma Dini.<br />
La Commissione potrebbe fare nuovamente ricorso contro l&#8217;Italia con riferimento questa volta al regime contributivo e l&#8217;esito sarebbe lo stesso.</p>
<p>Ma l&#8217;età di pensionamento diversificata non costituiva un vantaggio per le donne? In realtà la Corte ha ritenuto che fissare <strong>una diversa età di pensionamento </strong>a seconda del sesso<strong> non compensi gli svantaggi ai quali sono esposte le carriere delle dipendenti pubbliche</strong> e non le aiuti nella loro vita professionale. In altre parole, andare in pensione prima non viene ritenuta una misura compensatoria adeguata e non agevola le donne a superare i problemi che possono incontrare durante la loro carriera professionale.</p>
<p>[via <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000828.html" target="_blank">Lavoce.info</a>]</p>
<p><a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000828.html" target="_blank"></a></p>
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		<title>I costi (e i vantaggi) della crisi calcolati dal Fondo Monetario</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 11:42:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>donata</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; la più grande crisi dopo il 1929. Lo sentiamo ripetere quasi ogni giorno. Ma questa volta i governi si stanno attivando &#8211; abbiamo visto le misure previste in quattro paesi europei &#8211; e i costi degli interventi non saranno leggeri. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, che ha analizzato 127 crisi bancarie avvenute in 27 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2008/12/5871_dollar-decline.jpg" style="width: 300px; height: 307px" alt="fondo monetario crisi" align="left" height="307" width="300" />E&#8217; la più grande crisi dopo il 1929. Lo sentiamo ripetere quasi ogni giorno. Ma questa volta i governi si stanno attivando &#8211; abbiamo visto le misure previste in <a href="http://www.solofinanza.it/28112008/misure-anti-crisi-in-europa-quattro-paesi-a-confronto/" target="_blank">quattro paesi europei</a> &#8211; e <strong>i costi degli interventi</strong> non saranno leggeri.</p>
<p>Secondo il <strong>Fondo Monetario Internazionale</strong>, che ha analizzato 127 crisi bancarie avvenute in 27 paesi, il salvataggio degli istituti di credito costerà in media <strong>tra il 13 e il 14% del PIL</strong> dei paesi interessati. Nei prossimi anni le banche d&#8217;investimento che puntavano sulle grandi speculazioni dovrebbero sparire, mentre i risparmiatori saranno spinti a investire sul lungo periodo e indebitandosi di meno. Cambieranno le regole della finanza, così come le norme in materia di contabilità.</p>
<p>Ma non si tratta solo di spendere per i governi interventisti. <strong>Potranno anche guadagnarci</strong>. Come? Lo spiega il settimanale belga <a href="http://www.trends.be/" target="_blank">Trends</a>: i governi intascheranno la differenza tra il tasso di mercato praticato alle banche e quello &#8211; molto inferiore &#8211; a cui hanno preso i soldi in prestito. Bisogna considerare, inoltre, la differenza tra il prezzo pagato per la nazionalizzazione delle banche e quello che sarà ricavato dalla loro vendita. Il Belgio, per esempio, ha speso 9,4 miliardi di euro per comprare le attività belghe della Fortis, la prima banca del paese, ma ne ha ricavati 15 vendendole alla francese Bnp Paribas.</p>
<p>Insomma, non tutte le crisi vengono per nuocere.</p>
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		<title>Misure anti-crisi in Europa, quattro paesi a confronto</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 14:52:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>donata</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia ha deciso di agire con un sostegno mirato ai pensionati e alle famiglie con reddito sulla soglia della povertà. In concreto il governo si impegna a distribuire una &#8216;social card&#8216;  del valore di 40€ al mese e valida per un anno intero. I beneficiari, circa 800mila disagiati, riceveranno le lettere di avviso dall&#8217;Inps e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2008/11/banconote.jpg" style="width: 300px; height: 267px" alt="no crisi consumi" align="left" width="300" height="267" />L&#8217;<strong>Italia</strong> ha deciso di agire con un sostegno mirato ai pensionati e alle famiglie con reddito sulla soglia della povertà. In concreto il governo si impegna a distribuire una &#8216;<em>social card</em>&#8216;  del valore di 40€ al mese e valida per un anno intero. I beneficiari, circa 800mila disagiati, riceveranno le lettere di avviso dall&#8217;Inps e potranno ritirare la card presso le Poste.</p>
<p>Cosa succede nel resto d&#8217;Europa?</p>
<p>In <strong>Francia </strong>Sarkozy ha annunciato un piano di rilancio per 20 miliardi di euro, per far fronte alle difficoltà del settore automobilistico e per sostenere il settore delle costruzioni. Verranno finanziate le infrastrutture (stradali e ferroviarie), ma anche la ricerca e le università.</p>
<p>La <strong>G</strong><strong>ermania</strong> punta alla riduzione delle tasse, al rilancio delle infrastrutture con aiuti alle piccole imprese. Angela Merkel ha previsto lo stanziamento di 32 miliardi per favorire l&#8217;accesso al credito delle piccole e medie imprese. Un aiuto che punta dunque all&#8217;aumento della produttività (e dell&#8217;occupazione), piuttosto che un sostegno diretto alle famiglie.</p>
<p>Infine, la <strong>Gran Bretagna</strong> ha adottato una manovra per ridurre l&#8217;IVA dal 17,5% al 15% a partire dal 1° dicembre fino alla fine del 2009. Inoltre, dal 2010, è previsto un aumento del 5% della tassazione per tutti i contribuenti con un reddito annuo superiore alle 150.000 sterline (circa 400.000€). Il principale obiettivo di questa operazione è fare in modo che ai cittadini, nonostante la crisi, restino più soldi da spendere, incrementando le vendite e aiutando l&#8217;industria e il commercio.</p>
<p>Tutti e quattro i paesi puntano ad aumentare i consumi. Ma chi si assicurerà che i cittadini acquistino effettivamente beni prodotti in Europa? Solo così, infatti, le imprese del nostro continente potranno essere rilanciate e sarà scongiurato il pericolo disoccupazione.</p>
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		<title>Europa, è recessione</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 10:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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		<category><![CDATA[recessione]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.solofinanza.it/wp-content/uploads/2008/11/europa51.jpg" style="width: 180px; height: 156px" alt="europa" width="180" align="left" height="156" />I dubbi sono svaniti venerdì mattina: <strong>l&#8217;Europa è entrata in una fase di recessione</strong>, dopo quasi quindici anni di crescita e alcuni scossoni dai quali era sempre uscita con la schiena &#8211; più o meno &#8211; dritta.</p>
<p align="justify">Invece, durante l&#8217;ultimo trimestre, <strong>il Prodotto interno lordo dell&#8217;area UE15 si è contratto dello 0,2%</strong>, andando ad aggiungersi alla identica flessione conosciuta durante il secondo trimestre dell&#8217;anno. E siccome due trimestri di contrazione sono uguali a recessione, è lecito iniziare a parlarne al presente.</p>
<p align="justify">Certo è che, per scriverlo a chiare lettere sui giornali, si è dovuta attendere l&#8217;ufficializzazione. La flessione dello 0,2% era infatti stata già prevista ampiamente dagli economisti e dalle analisi di mercato, cui nessuno, in fondo, sembrava voler dar torto.</p>
<p align="justify"><strong>Venerdì mattina è poi arrivato il bollino rosso dell&#8217;Eurostat</strong>, che ha confermato le aspettative: &#8211; 0,2% del Pil durante il terzo trimestre rispetto a quello precedente, ed Europa in recessione.</p>
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