Azioni: ordinarie, privilegiate, con/senza diritto di voto – quali sono le differenze

Di , scritto il 01 Ottobre 2013

azioniIn questi giorni in cui si parla di assemblea degli azionisti Telecom, approfittiamo per chiarire alcuni concetti di base riguardanti i vari tipi di azioni, con le loro principali caratteristiche. Ricordiamo che la differenza principale tra obbligazioni e azioni sta nel fatto che queste ultime assicurano al titolare il diritto di partecipare alla gestione della società – e un eventuale dividendo derivante dagli utili (che non è però garantito).

La categoria primaria è costituita dalle azioni ordinarie, che conferiscono ai proprietari sia diritti patrimoniali (dividendi, rimborso del capitale se la società si scioglie, diritto di opzione nel caso di aumento del capitale) che amministrativi (ovvero, diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie della società).

Le azioni privilegiate sono azioni nominative che garantiscono agli azionisti la priorità nella fase di ripartizione degli utili e in quella di rimborso del capitale qualora la società venga sciolta. In pratica, alle azioni privilegiate è attribuita una quota di utili maggiore rispetto a quella delle azioni ordinarie, oppure una precedenza temporale nello stacco dei dividendi. In cambio dei citati privilegi, i loro possessori sono limitati nel diritto di voto, che è loro concesso soltanto nelle assemblee straordinarie. Se invece le azioni privilegiate conferiscono al titolare anche il diritto di voto nelle assemblee ordinarie, vengono chiamate azioni preferenziali.

Le azioni di risparmio sono invece prive del diritto di voto in qualsiasi tipo di assemblea. In compenso, sono privilegiate nella distribuzione dei dividendi: l’azienda che le ha emesse è tenuta a distribuire utili ai loro titolari sino ad almeno il 5% del loro valore nominale. Questo tipo di azioni viene solitamente acquistato dai piccoli risparmiatori interessati al rendimento – e sono spesso al portatore.

Le azioni a voto limitato sono quelle per le quali il diritto di voto è limitato rispetto alle azioni ordinarie (per esempio, possono consentire di votare soltanto nelle assemblee straordinarie, oppure il diritto di voto può essere limitato a determinati argomenti o anche subordinato al verificarsi di altre condizioni diverse dal fatto di possedere le azioni o essere un diritto di voto scaglionato). Nel caso estremo in cui ogni diritto sia precluso di si parla di azioni senza diritto di voto o di azioni prive di diritto di voto.

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