Rent-to-buy: come cambia il contratto con il decreto Sblocca Italia

Di , scritto il 01 Ottobre 2014

rent to buyDei contratti rent-to-buy abbiamo parlato a più riprese sulle nostre pagine, sottolineandone caratteristiche, vantaggi e svantaggi. Non torniamo a ripetere gli stessi concetti, ma ci limitiamo in questa sede a spiegare come il decreto del governo cosiddetto ‘Sblocca Italia’ tenta di correggere alcune clausole ambigue nella vecchia formula contrattuale del “comprare mentre si sta in affitto”. Lo fa recependo le osservazioni giustamente presentate dell’Ordine dei notai. Tutte le nuove disposizioni sono contenute nell’articolo 23 del suddetto decreto, nel quale la formula rent-to-buy è definita in gergo ‘legale’ italiano come “contratto di godimento in funzione della successiva alienazione di un immobile’.

* D’ora in poi il contratto potrà essere trascritto alla stregua di un vero e proprio rogito. Con la trascrizione, il futuro acquirente non rischia più che il venditore ceda l’immobile ad altri.
* Il compromesso siglato non avrà più efficacia triennale ma decennale, dando così più tempo per accumulare il denaro necessario per l’acquisto o per richiedere un mutuo sostenibile.
* Se l’inquilino e aspirante proprietario non paga le sue rate in misura superiore a un ventesimo del totale, perde tutto quanto versato.
* Le spese a carico dell’occupante sono fissate in maniera inequivocabile, ovvero: spese ordinarie, TASI e IMU (se non si tratta di prima casa).



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