Investire nel settore dell’acqua, meglio con gli ETF

Di , scritto il 01 Dicembre 2016

Nel XXI secolo l’acqua è di giorno in giorno il bene più prezioso. Non sono in pochi a definire l’acqua “il nuovo petrolio”. Il cosiddetto oro blu scarseggia quasi dovunque sul pianeta, anche perché con la crescita demografica inarrestabile i consumi aumentano in maniera vertiginosa, in agricoltura, nell’industria e per uso privato.

Tutto fa pensare che nei prossimi decenni la carenza di acqua sarà un problema, specie in nazioni emergenti come Cina, India, Messico, Brasile e Sudafrica. Saranno necessari enormi investimenti per far partire o migliorare le infrastrutture necessarie per la depurazione, il trattamento e la ridistribuzione dell’acqua e ovviamente questi investimenti frutteranno guadagni esorbitanti.

Il portafoglio di un investitore accorto – si sa – deve essere il più possibile diversificato e dovrebbe prevedere anche una quota di investimento nel settore acqua, che passa preferibilmente da strumenti come gli ETF (exchange-trade funds), per esempio quelli di Etf Securities, legati all’indice Janney Global Water oppure quelli di Barclays/iShares Global Water o di Lyxor/Etf World Water.

Tra i fondi, segnaliamo Julius baer/Sam sustainable water e Pictet/Pf(Lux) Water.

Nel settore delle azioni, le più quotate sono Veolia environ (Francia), United utilities (Gran Bretagna), Aguas barna (Spagna), Sapesp (Brasile), Acea (Italia), Raw water (Cina), Aqua America (USA9, Mediterranea acque (Italia) e Acque potabili (Italia).

Quali sono gli ETF sull’acqua di Piazza Affari 



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