Come interpretare il rating dei titoli di Stato

Di , scritto il 02 Novembre 2011

Subito dopo la domanda: Quanto rendono questi bond?, i piccoli investitori chiedono al consulente: Ma sono sicuri?. Di solito le obbligazioni o i titoli di Stato sono considerati un investimento tranquillo, proprio per il fatto di essere stati emessi da un istituto di credito nazionale o internazionale di notevole importanza anche se, come vedremo sotto, l’assoluta sicurezza non esiste. Di solito si usano come punto di riferimento le lettere attribuite dalle agenzie di rating, il prezzo dei Credit Default Swap e i punti percentuali dello spread.

Ecco uno schemino sui rating dell’agenzia Standard & Poor’s (assai simili a quelli di Fitch e Moody’s) che indica come devono essere interpretate le lettere.

AAA = capacità molto elevata di ripagare il debito (al momento la possiedono Norvegia, Austria, Svezia, Finlandia, Danimarca e Canada, mentre Francia, Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Svizzera e Singapore hanno ancora la tripla A ma sono sotto osservazione);
AA = solida capacità di ripagare il debito (Usa con AA+ sotto osservazione, Belgio AA+, Cina e Spagna AA-);
A = buona capacità di ripagare il debito, salvo circostanze avverse (la detengono Cile e Slovacchia con A+, Sud Corea A, mentre l’Italia ha un rating A sotto osservazione);
BBB = capacità di rimborso adeguata, con pericolo di peggioramento (Irlanda BBB+, Russia BBB, Portogallo e Islanda BBB-);
BB e B = debiti in prevalenza speculativi (anche detti obbligazioni spazzatura o junk bond, che offrono un alto rendimento a fronte di una forte rischiosità (Indonesia BB+, Turchia BB, Vietnam BB-, Ukraina B+, Argentina B, ma sotto osservazione);
CCC e CC = debito estremamente speculativo (Grecia CC);
D = emittente insolvente.

Queste sigle danno un’idea della rischiosità ma non la annullano del tutto. E’ già successo in passato che i titoli a dieci anni valutati con un rating AAA siano andati in default. Però in effetti la percentuale di probabilità non è alta: è di appena lo 0,24% dopo cinque anni e dell’1,4% dopo dieci anni.


1 commento su “Come interpretare il rating dei titoli di Stato”
  1. […] Qui una tabella per l’interpretazione delle lettere usate nel rating. […]


Commenta o partecipa alla discussione
Nome (obbligatorio)

E-mail (non verrà pubblicata) (obbligatoria)

Sito Web (opzionale)

Copyright © Teknosurf.it srl, 2007-2019, P.IVA 01264890052
SoloFinanza.it – Guida agli investimenti finanziari supplemento alla testata giornalistica Gratis.it, registrata presso il Tribunale di Milano n. 191 del 24/04/2009