Cedolare secca sugli affitti: quando conviene e quali sono le condizioni?

Di , scritto il 03 Marzo 2015

cedolare_seccaPer chi affitta un immobile a uso abitativo e le relative pertinenze l’applicazione dell’imposta cedolare secca può consentire notevoli risparmi. Ma occorre rispettare tutte le regole. I canoni possono essere assoggettati alla tassazione del 21% sostitutiva di Irpef e addizionali (comunale e regionale), imposta di registro e imposta di bollo dovute sul contratto di locazione.

Questa imposta scende al 10% se il contratto è a canone concordato su abitazioni situate in comuni con carenze di disponibilità abitativa o in quelli ad alta tensione abitativa (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia e dei comuni confinanti con gli stessi).

L’immobile affittato deve essere classificato con categoria catastale da A1 ad A11, ma sono esclusi gli immobili A10, cioè gli uffici. Inoltre, l’immobile deve essere affittato solo a uso abitativo, quindi non come negozio, garage o magazzini (incluse le eventuali pertinenze). Inoltre il locatore deve essere una persona fisica e non agire in qualità di imprenditore (anche individuale) o di lavoratore autonomo con partita IVA.

Chi opta per la cedolare secca deve rinunciare all’aumento Istat del canone di locazione comunicandolo all’inquilino mediante raccomandata. Il locatore che sceglie questo tipo di imposta è tenuto a due adempimenti:
* comunicare preventivamente all’inquilino con una raccomandata la scelta adottata e la contestuale rinuncia agli aumenti Istat;
* comunicare al fisco la sua scelta per la tassazione con imposta sostitutiva in sede di registrazione o di rinnovo del contratto. Può farlo via Internet mediante l’apposito software Siria o presso gli uffici utilizzando un modulo dedicato.

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1 commento su “Cedolare secca sugli affitti: quando conviene e quali sono le condizioni?”
  1. Giuseppe Polli ha detto:

    Il software SIRIA è stato abolito con l’anno 2014 e al suo posto è entrato il modello RLI, che può essere redatto in forma cartacea oppure in forma telematica mediante l’apposito software messo a disposizione dall’Agenzi delle Entrate.


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