Perché Paypal potrebbe essere l’azione perfetta da acquistare a sconto

Di , scritto il 06 Aprile 2022
Paypal

Il prezzo delle azioni di Paypal, alla fine del 2021, è sceso da 230 a 200 dollari. Vediamo insieme cosa è successo e perché potrebbe essere possibile acquistarle a sconto.

Paypal è, di sicuro, uno dei più noti servizi di pagamento che funzionano online. Parliamo di una società che, nel giro di un decennio, ha avuto un successo davvero straordinario in tutto il mondo. Se pensiamo, infatti, che è uno dei servizi più usati anche nei casinò online, Paypal, qui meglio spiegato nella recensione di Truffa, è un vero e proprio colosso sul web. Ma, negli ultimi tempi, in Borsa non se la passa poi così bene. Nei mesi conclusivi del 2021, infatti, le quotazioni sono crollate e gli investitori hanno dato vita a una vera e propria corsa ad ostacoli per riuscire a vendere, a tempo di record, i titoli che erano in loro possesso e che non valevano più come nell’estate precedente.

Chi voleva comprare, invece, è rimasto in attesa anche se, se vogliamo parlare di strategia, il forte ribasso rende il titolo estremamente conveniente per quello che, in maniera tecnica, viene definito “acquisto a sconto”. Va anche detto, a onor del vero, che il titolo è florido e resta molto appetibile, il problema è che ci sono stati una serie di cambiamenti che hanno fatto temere, ai più esperti, un crollo futuro.

Quotazioni in ribasso stuzzicano l’appetito dei compratori

Si parla di un 10,46% in meno rispetto alle quotazioni abituali, di certo una bella picchiata per le azioni di Paypal e che ricorda un po’ i saliscendi che possono accadere nel mercato, un po’ meno certo ma di sicuro appeal, del trading online. Il crollo, comunque, anche se deciso, non ha portato a nessun rimbalzo del titolo ma solo a un recupero che è avvenuto, in maniera naturale, nei giorni successivi. Resta, però, la notizia: il ribasso delle azioni è il più ampio registrato per Paypal dal marzo 2020, cioè l’inizio della pandemia (e quindi con tutte le Borse in difficoltà mentre oggi il sentiment è decisamente positivo).

Il valore delle azioni, comunque, è attestato sui 205 dollari, con un calo del 33% rispetto al record storico di 310 dollari del luglio 2021. In tutto l’anno scorso il titolo ha perso circa il 12%, che non è un dato da non valutare. Gli investitori, infatti, non sono contenti e non sono rosee neppure le previsioni a medio termine: la società punta, nel 2022, al 18% di ricavi che è molto al di sotto delle proiezioni che erano state fatte, invece, a inizio 2021. Non è servito neppure l’annuncio dell’accordo con Amazon per la gestione di Venmo, il nuovo servizio di pagamento che permetterà di poter pagare sul sito del colosso di Bezos proprio con la prepagata di Paypal.

Perché c’è stato questo calo di fiducia da parte degli investitori?

Perché Paypal non riscuote più la fiducia che gli è sempre stata accordata anche in prospettiva futura? Secondo molti analisti, al di là di un calo fisiologico legato al raggiungimento, in estate, del suo massimo storico, il problema sono le acquisizioni. Si parla, infatti, di Pinterest che interessa molto ma che richiede un esborso di liquidità senza che si abbia bene in mente quale possa essere l’esito di questa operazione. Un altro elemento di discussione è la separazione da eBay. L’accordo con Amazon, infatti, ha portato alla chiusura del contratto in esclusiva con l’altro colosso dell’e-commerce sul web. E questo ha portato a un crollo del 18% nel febbraio del 2022. Una collaborazione fruttuosa (quella interrotta) che, per tantissimi anni, ha fornito molti introiti e che viene chiusa porta sempre con sé un po’ di scompiglio.

Altra preoccupazione è quella della mancanza di una base commerciale. La base di Paypal, infatti, è vista come molto carente e sembra che non sia fattibile un’inversione di tendenza nel breve periodo. Ultima critica è quella del ritorno dei pagamenti off-line: con la fine dello stato di emergenza molti hanno ripreso a usare metodi tradizionali per pagare i propri acquisti e, inevitabilmente, questo ha portato a un calo dei pagamenti online che non si sa quando verrà riassorbito e se si ritornerà ad acquistare online come prima.


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