Broker e spread, tutto quello che è bene sapere

Di , scritto il 07 Marzo 2019

Quando si parla di broker e trading, una delle voci che ricorrono più di frequente è quella relativa allo spread, che corrisponde alla differenza tra bid e ask. Lo spread non è altro che la somma in funzione della quale il prezzo di offerta di un determinato asset nel mercato viene superato dal prezzo ask. Si tratta, cioè, di un riflesso dell’offerta e della domanda in relazione a quello specifico asset. Lo spread bid-ask può essere considerato come la differenza tra il prezzo più elevato che per un asset potrebbe essere pagato da un acquirente e il prezzo minimo che, sempre per quell’asset, potrebbe essere accettato da un venditore per la sua cessione.

Un esempio concreto

Ipotizzando di avere a che fare con un prezzo dell’offerta per un certo titolo pari a 29 dollari e immaginando che per quello stock il prezzo ask sia di 30 dollari, ecco che è di 1 dollaro lo spread denaro-lettera. Le offerte costituiscono la domanda per una risorsa, mentre l’offerta è rappresentata dalle richieste. Volendo, si può anche pensare di indicare lo spread bid-ask in termini percentuali: il calcolo corrisponde alla percentuale del prezzo minimo di vendita. Lo spread è condizionato in misura significativa dalla profondità delle domande e delle offerte: quando il bid supera l’ask, esso cresce in modo consistente, ma lo stesso avviene anche quando nessuno dei due è sufficientemente robusto.

Lo spread e il trading online

Come si è visto, dunque, è la differenza di liquidità a definire la dimensione dello spread tra asset, ma non tutti i mercati sono contraddistinti dallo stesso livello di liquidità. La risorsa più liquida è ritenuta la valuta, ed è appena di un centesimo di punto percentuale lo spread nel mercato valutario tra la domanda e l’offerta. Le azioni a piccola capitalizzazione, invece, rientrano nel novero delle attività meno liquide, e in questo caso si può avere a che fare anche con spread di un paio di punti percentuali.

I broker con gli spread bassi

Un operatore del settore potrebbe essere interessato a individuare forex broker con spread bassi. Gli spread non troppo elevati, in linea di massima, risultano vantaggiosi per chiunque, dal momento che per i trader essi costituiscono a tutti gli effetti una spesa. Ecco, quindi, che i trader perdono tanto più denaro quanto più lo spread è elevato. Ciò non vuol dire, comunque, che gli spread ridotti siano sempre e comunque convenienti. I broker con spread modesti, infatti, in genere prevedono delle commissioni o sull’apertura delle posizioni o sull’attività di trading (tali commissioni rappresentano il guadagno dei broker). Di conseguenza, gli spread bassi sono utili per chi si dedica al trading intraday o al trading scalping. Gli scalper, come noto, basano la propria attività sull’apertura di un numero piuttosto elevato di posizioni, così da conseguire profitti su pochi pip. Nel caso in cui non facessero riferimento a broker dagli spread bassi, gli scalper vedrebbero la maggior parte dei propri guadagni passare ai broker.

Come scegliere il broker

Vale la pena di ricordare, comunque, che sono molti i fattori in funzione dei quali è consigliabile scegliere un broker. Al di là dell’entità degli spread, infatti, è opportuno verificare la disponibilità di usufruire di un conto demo, vale a dire un account gratuito che permetta di allenarsi e di esercitarsi, magari per mettere alla prova l’efficacia di nuove strategie. Inoltre, è preferibile puntare su broker che forniscano agli utenti del materiale formativo, sotto forma di corsi in e-learning o di e-book, ma anche tramite webinar o perfino corsi dal vivo. La reattività del servizio di assistenza clienti è un ulteriore parametro che merita di non essere trascurato, così come l’esistenza di un’app per tradare anche dal tablet o dallo smartphone.



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