Domicilio digitale e posta elettronica certificata (PEC) per i privati

Di , scritto il 08 Gennaio 2010

Dal 29 novembre 2009 la legge impone ai professionisti di avere una casella di posta elettronica certificata (PEC) per interagire con gli enti pubblici, ne abbiamo parlato in questo post. In pratica, è l’addio alla vecchia ‘Raccomandata con ricevuta di ritorno’: la sostituisce la PEC, che ha pieno valore legale. Un’iniziativa a cui tutte le associazioni di professionisti sono favorevoli perché comporta un grosso risparmio di tempo e di denaro per le aziende. E non poteva essere altrimenti, in piena era digitale.

La stessa legge 2 del gennaio 2009 ha stabilito che ogni cittadino potrà avere in forma gratuita se ne farà richiesta un indirizzo e-mail per comunicare con la Pubblica Amministrazione. Una scelta revocabile, ma da usare in forma esclusiva. Arriva per tutti il domicilio digitale, cioè un indirizzo e-mail per dialogare con la PA. La casella di posta elettronica certificata (PEC) sarà una scelta volontaria per i cittadini, e non un obbligo di legge come per i professionisti iscritti a un albo.

Attualmente è in corso la procedura per scegliere il gestore del nuovo servizio. Dopo l’assegnazione della gara per la gestione, potrà essere richiesta da chiunque.

Nel frattempo, chiariamo che una casella di PEC non è diversa da una tradizionale, ma ha un maggior livello di sicurezza. Permette una piena tracciabilità dei messaggi e fornisce due ricevute: una di invio e una di ricezione, entrambe con pieno valore legale.

Per un professionista una casella PEC costa pochi euro, si può fare con un il proprio Ordine professionale oppure con un gestore privato. I costi salgono leggermente per uno standard di cifratura più elevato.

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