Investire in auto d’epoca: qualche consiglio

Di , scritto il 08 Maggio 2010

A proposito di investimenti alternativi quello delle auto d’epoca rientra sicuramente nelle categorie che vanno per la maggiore. Anche le autorevoli pagine del Financial Times avvalorano questo impiego di capitali che comporta rendimenti di tutto rispetto.

La consuetudine di investire in auto storiche scaturisce da una reazione all’incertezza economica dilagante che porta gli investitori a preferire l’acquisto di “beni rifugio” a dispetto di valori immateriali come i titoli azionari.

Quello delle automobili d’epoca è un vero e proprio mercato caratterizzato da quotazioni, compravendite regolari e da inevitabili speculazioni.

Per evitare spiacevoli sorprese e acquisti poco ragionati bisogna ricordare che si considerano auto storiche i veicoli muniti di certificazione di storicità rilasciata dall’ASI (Automotoclub Storico Italiano).

Inoltre, come ogni tipologia investimento, anche questa comporta delle spese e in particolare:
– la manutenzione e la cura delle automobili;
– il costo di un garage per custodirle fino alla vendita;
– la tassa di possesso e il passaggio di proprietà;
– l’assicurazione.

Le auto con certificazione godono comunque di alcune agevolazioni.

Investire in auto d’epoca un’auto permette agli appassionati di motori di unire l’amore per questi ultimi alla possibilità di concreti guadagni.

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2 commenti su “Investire in auto d’epoca: qualche consiglio”
  1. […] Auto d’epoca: limitarsi a veicoli certificati dall’ASI (Automotoclub Storico Italiano) e tenere in […]

  2. […] Tuttavia esistono anche diversi mezzi alternativi ai fondi comuni di investimento: ad esempio è possibile investire in auto d’epoca! […]


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