Obbligazioni in valuta estera: perché sono rischiose

Di , scritto il 09 Febbraio 2015

obbligazioni in valutaForse potrebbe essere interessante per i nostri lettori che si riconoscono nella categoria dei piccoli risparmiatori spendere qualche parola a proposito delle obbligazioni in valuta estera, ad esempio in real brasiliani, in dollari neozelandesi, in dollari USA e via discorrendo. Apparentemente possono offrire dei rendimenti allettanti e di fatto questa categoria di prodotto del mercato obbligazionario può fare incorrere sia in perdite che in guadagni dovuti alla somma (positiva o negativa= delle cedole con il tasso tasso di cambio.

Rispetto a un’obbligazione in euro, anche se le cedole promesse sono interessanti, i bond in valuta (anche quelli quotati) sono più illiquidi – ovvero richiedono all’investitore di vendere e contestualmente di scoprire quali sono le quotazioni e il cambio del momento. Può andare bene o male (oppure benissimo o malissimo) perché non è escluso che il tasso di cambio mutato nel tempo faccia perdere tutti i benefici delle cedole relativamente alte o addirittura portare a una perdita sul capitale. Questo discorso vale sia in caso di vendita anticipata che di vendita quando l’obbligazione giunge a scadenza. Non è un caso che i grandi investitori si coprano dal rischio di cambio comprando dei prodotti derivati, che sono volti a neutralizzare l’effetto delle fluttuazioni valutarie. In pratica quando si investe in altra moneta il livello di rischio che si corre è paragonabile a quello che si associa tipicamente alle azioni di borsa.



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