Petrolio, cosa ci si deve aspettare dall’imminente OPEC?

Di , scritto il 10 Giugno 2020
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Manca poco ad una nuova riunione dell’OPEC e poi il prezzo del petrolio potrebbe essere ancora una volta oggetto di una rivoluzione. Una notizia che preoccupa e non poco gli operatori online sul trading petrolio, ma anche tanti altri addetti ai lavori.

Durante lo scorso mese di aprile, l’Opec, insieme ai suoi alleati, ha stanziato un piano di tagli particolarmente rilevanti, che si sono dimostrati inevitabili dopo il calo netto che ha contraddistinto la domanda di petrolio, senz’altro trainata anche da parte della pandemia legata alla diffusione del Covid-19.

I tagli attuali verranno estesi ancora per quanto?

Tutti si chiedono, quindi, cosa possa accadere nel corso della prossima riunione dell’Opec+. Quale sarà la scelta che verrà presa dall’Organizzazione dei Paesi esportatori? E le altre domande sono legate al prezzo del petrolio e alla direzione che prenderà quest’ultimo. Fino a quando non si svolgerà il meeting, tutti questi dubbi difficilmente potranno essere dissipati.

Sembra che la prossima riunione dell’OPEC+, che era prevista all’inizio per la prossima settimana, ovvero il 9 e il 10 giugno, possa essere anticipata di qualche giorno. Il mercato, però, si sta rivelando particolarmente ottimista rispetto all’Organizzazione dei Paesi esportatori e ai suoi alleati. In questo modo, il prezzo del petrolio è riuscito a riprendersi la sua posizione di scambio in rialzo, addirittura al di sopra dei 35 dollari al barile, secondo la quotazione WTI e al di sopra della soglia Brent, ovvero 37 dollari.

Stando a quanto riportato da un gran numero di osservatori, tra cui pure l’Energy Intelligence, nel corso della prossima riunione dell’Opec+ dovrebbe essere approfondita un’opzione che sembra esserci sul tavolo già da diverso tempo, ovvero l’intenzione di allungare i tagli attuali, ovvero 9,7 milioni di barili al giorno, per circa uno oppure per altri due mesi.

Diversi Paesi produttori, però, hanno fatto già, a quanto pare, preso posizione. Pensiamo, ad esempio, all’Arabia Saudita, che ha già dimostrato ampia disponibilità a valutare un’estensione dei tagli attuali fino al termine del 2020. È chiaro, però, che al momento si tratta puramente di discussioni e pareri teorici: sarà necessario inevitabilmente attenderà quanto verrà deciso all’interno del prossimo vertice, visto che una volta terminata la riunione verranno ufficializzate o meno tutte queste voci.

Il Paese che si è dimostrato più prudente da questo punto di vista è sicuramente la Russia, che pochi giorni fa ha provveduto a diffondere delle stime circa il bilanciamento del mercato per il mese di giugno, oppure al massimo per il mese di luglio. Con tali previsioni, quindi, è impossibile avere le idee chiare sulla posizione che prenderà Mosca, anche se sceglierà di schierarsi a favore dell’estensione dei tagli, ecco che le quotazioni potrebbero uscirne ancora più rafforzate. Ci sono elevate probabilità, a quanto pare da tutte le ultime indiscrezioni, sull’estensione della politica di tagli al prezzo del petrolio, ma prima di tutto servono conferme ufficiali. E potranno arrivare solo dal prossimo vertice Opec+.

Intanto il petrolio corre in Borsa

Sembra proprio che le Borse, almeno in questi primi giorni, non si facciano condizionare dalle tensioni sociali a sfondo razziale che si sono verificate negli Stati Uniti e che stanno producendo una serie di moti di protesta da non sottovalutare. Infatti, hanno toccato i livelli massimi nel corso degli ultimi tre mesi: a fare da traino, in questo senso, sono stati sia l’ottimismo che regna per l’uscita dalla pandemia e delle varie misure di restrizione, sia la proposta di nuove discipline utili a stimolare gli stessi mercati.

Le più importanti borse europee, infatti, hanno chiuso in rialzo, con una particolare menzione per i titoli immobiliari, così come la tecnologia e i titoli finanziari. Nelle ultime sedute, il settore energia è stato trainante in riferimento agli indici, con il petrolio che ha fatto segnare un netto rialzo, soprattutto in vista della prossima riunione dell’Opec+.

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