Quali sono le nuove tendenze del Trading Online

Di , scritto il 10 Luglio 2014

Trading_OnlineCominciamo col citare una cifra percentuale che dà subito un’idea del peso del trading online sulla Borsa di Milano: 40%. Quello che ormai anche in Italia si chiama con l’acronimo inglese TOL costituisce un’altissima porzione degli scambi di Piazza Affari. E, sorprendentemente, questo tipo di transazioni ha tenuto bene anche nei mesi e negli anni passati in cui tutte le certezze finanziarie sembravano sbriciolarsi, quando turbolenze e volatilità infuriavano sui mercati finanziari e nonostante il fatto che la nuova Tobin tax abbia da tempo iniziato a infierire sui guadagni.

In base a una recente indagine svolta su 1000 operatori di questo settore in occasione dell’IT Forum di Rimini verso la fine di maggio risulta che 83 intervistati su 100 hanno svolto almeno una transazione online nei primi 5 mesi dell’anno e che 66 su 100 ci hanno guadagnato. Soltanto il 15% dei sondaggiati ha dichiaro di aver subito perdite oppure si è trincerato dietro un “No comment”, che potrebbe indicare un’incapacità di quantificare gli effettivi risultati ottenuti oppure delle nette perdite.

Le preferenze dei TOL vanno come per le operazioni di orizzonte breve (o brevissimo). Per intenderci, potremmo parlare di acquisti “mordi e fuggi”, che però sono adatti soltanto a chi sa come sfruttare l’attimo in Borsa e assumersi tutti i rischi del caso. Alle suddette attività prettamente speculative è dedicato circa il 25% del patrimonio del trader medio. Poco più del 20% del portafoglio viene invece conservato sotto forma di liquidità, mentre poco meno del 20% è dedicato a fondi di investimento italiani o esteri. Con circa il 15% del patrimonio si dichiara di acquistare azioni online, mentre sono ridotti all’11% gli investimenti in titoli di Stato italiani o stranieri.

Quanto tempo dedicano al trading gli intervistati? Quelli che sono stati attivi anche negli ultimi tre mesi hanno dichiarato di passare davanti alle piattaforme per il trading di azioni, indici, opzioni binarie, Forex, commodities, valute e derivati almeno un’ora al giorno. Ma ovviamente questa facilità di transazione e decisione si raggiunge soltanto dopo un lungo tirocinio di studio degli strumenti, dei prodotti e dei trucchi del mestiere. Come dire: nessuno pensi di improvvisarsi trader senza un’opportuna educazione finanziaria.



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