Cosa potrebbe cambiare con la Flat Tax 2019 per il regime forfetario

Di , scritto il 10 Ottobre 2018

Flat TaxSi aprono nuovi scenari per quel che concerne il regime forfetario e questo grazie alla nuova manovra che è conosciuta come flat tax 2019. Per capire cosa potrebbe cambiare, dal momento in cui la manovra in questione verrà effettivamente approvata, è utile chiarire alcuni aspetti.

La prima cosa da sottolineare è che, al momento, sono circa 593 mila le partite IVA individuali, che fatturano fino a un massimo di 65.000 euro l’anno, che potrebbero rientrare in quello che è già stato definito regime forfetario ampliato e che andrebbero a godere della flat tax al 15%.

Alla luce di quanto detto, prima di capire chi verrebbe interessato nello specifico dalla manovra in questione, è utile sottolineare cosa cambierebbe nella realtà, così da analizzare anche i pro e i contro di tutto questo.

In poche parole, il limite per l’applicazione del regime forfetario raggiungerebbe i 65.000 e nel progetto attualmente valido si parla di ben due differenti aliquote. La prima è una aliquota al 15% per tutti coloro i quali hanno ricavi sino a un massimo di 65.000 euro, senza IVA e contabilità. La seconda è un’aliquota con flat al 20% che dovrebbe interessare chi ha redditi per un massimo di 100.000 euro. Ma non finisce qui, perché la Lega ha suggerito di inserire nel progetto una terza aliquota. Questa sarebbe al 5%, pensata per gli under 35 con start-up che hanno ricavi fino a un massimo di 65.000 euro.

Al di là di quelli che sono i pareri in merito, è utile altresì sottolineare che, in questo modo, si aprirebbero dei nuovi scenari, che andrebbero ad aiutare soprattutto chi desidera lanciarsi nel mondo dell’imprenditoria. Chi si domanda come aprire un negozio, ad esempio, ora potrebbe essere facilitato. A tal proposito, si consiglia di leggere la guida specifica redatta su Contributi PMI, scritta da un esperto del settore che dà i migliori consigli per chi desidera aprire un negozio e avviare il suo progetto imprenditoriale. Confrontarsi sempre con chi ha conoscenze in materia è molto utile, poiché aiuta ad avere non solo dritte e consigli, ma anche una visione più ampia del tutto. Per questo motivo, è indispensabile chiedere il confronto con uno specialista del settore che sia in grado di togliere qualsiasi dubbio e dare le dovute indicazioni.

Ma il quadro potrebbe cambiare non solo per chi desidera aprire un negozio. Usufruirebbero dei cambiamenti anche tutti quei titolari di attività nel settore della ristorazione, di attività di commercio sia all’ingrosso che al dettaglio, nonché ben 30.000 liberi professionisti. Attenzione, però, perché come è chiaramente segnalato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti, le partite IVA individuali che risultano essere socie  di società o associazioni o che utilizzano dei beni strumentali per un valore maggiore di 20.000 euro o, ancora, che sostengono delle spese per dipendenti superiori ai canonici 5.000 euro annui, sono escluse da questa nuova manovra. Questo rimane valido anche nel caso in cui il loro fatturato sia inferiore al tetto massimo richiesto.

Se, da una parte, questa manovra suscita l’interesse a l’approvazione, almeno sulla carta, di alcuni esperti e professionisti, vengono mosse anche delle critiche. Come sempre accade per ogni riforma, ci sono dei pro e dei contro che devono essere presi in considerazione e ciò è possibile solo con l’aiuto di professionisti del settore, in grado di analizzare punto per punto gli eventuali punti deboli della manovra e i vantaggi della stessa.

Resta il fatto che, al momento, il tutto rimane sospeso, sino a quando la proposta non verrà approvata. Da quel momento in poi si potrà capire se ci saranno effettivamente più vantaggi o svantaggi.



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