Autunno 2019: quali sono i trend da seguire in ambito finanziario?

Di , scritto il 10 Ottobre 2019
risparmio

“E adesso dove investiamo i nostri soldi?“.

Questa domanda, probabilmente, è diventata un ossessivo refrain per buona parte dei risparmiatori italiani, alle prese con rendimenti estremamente bassi, se non nulli, sui titoli obbligazionari, da sempre i loro prediletti.

D’altro canto, il rendimento dei BTP a breve termine è sotto lo O%: per cercare rendimenti infimi, che non raggiungono neppure l’1,00% lordo, bisogna ricorrere a un titolo di stato decennale. Decisamente poco per coloro, come gli italiani, che nel passato sono stati viziati da profitti cospicui, spesso con tassi doppia cifra.

Perché obbligazioni e titoli di stato non rendono nulla?

Oggi, però, lo scenario è radicalmente cambiato. E la colpa, se tale si può definire, è della Banca Centrale Europea. La massima istituzione finanziaria del Vecchio Continente, infatti, da diversi anni ha reso negativi i tassi ufficiali, provocando una repentina discesa dei rendimenti sui cosiddetti “titoli free-risk“.

Il motivo è da ricercare nella zoppicante situazione economica dell’area €uro: tagliando considerevolmente i tassi, infatti, si cerca di immettere liquidità sui mercati, favorendo le richieste di finanziamento da parte di imprese e privati. Contrarre un mutuo oggi, ad esempio, non è mai stato così conveniente. Ma poco importa, di questo, al risparmiatore medio italiano, contrariato, e non poco, dal protrarsi di questa situazione.

La luce in fondo al tunnel, oltretutto, è lungi dall’essere vista. Mario Draghi, ormai giunto al termine del proprio mandato in seno alla BCE, ha deciso di tagliare ulteriormente il tasso ufficiale sui depositi, portandolo da -0,40% a -0,50%, complice un quadro economico poco favorevole a causa (anche) della guerra dei dazi commerciali perpetrata da Trump al resto del mondo. Prima di rivedere la luce, ovvero qualche rendimento positivo, sui titoli a basso rischio, probabilmente dovrà passare ancora molto tempo.

Gli investitori italiani, di conseguenza, devono prenderne atto ed abbracciare un concetto cardine, da sempre, del mondo finanziario: diversificare. Investire in modo ampio e variegato, infatti, consente di ridurre al minimo il rischio di mandare in fumo la totalità dei risparmi, come avvenuto, purtroppo, per coloro che, nel passato, avevano investito tutti i propri denari su Parmalat o Cirio, per citare solo due dei casi più famosi.

Obbligazioni, azioni e nuove frontiere finanziarie: come cogliere le opportunità finanziarie di quest’autunno

Diversificare, però, non significa solo giocare in difesa, ovvero cercare di non produrre eccessivi danni al proprio capitale. Diversificare vuol dire giocare anche in attacco, alla ricerca di quel guadagno che possa rendere maggiormente performante il portafoglio titoli. Una regola, quest’ultima, valida oggi più che mai.

Nel comparto obbligazionario, ad esempio, alcune buone opportunità, specie sulle scadenze entro i 3/5 anni, si possono cogliere nel comparto High Yield, un settore, però, da prendere con le pinze: gli emittenti, infatti, sono classificati con rating poco lusinghieri e, di conseguenza, inglobano un rischio maggiore rispetto alle obbligazioni investiment grade (quelle più solide); un fondo o un ETF collegato a questo settore, ad esempio, può costituire un ottimo approccio a questi titoli obbligazionari, specie se governati con un un efficace turn-over da parte del gestore.

Quando, in finanza, si gioca d’attacco, i mercati azionari non possono non essere presi in considerazione. La Borsa, infatti, espone a rischi elevati, in quanto comprando azioni di partecipa al “rischio d’impresa” di una società, ma è in grado anche di regalare grosse soddisfazioni: in base al grado di rischio che ognuno è disposto a sopportare, entrare nel listino azionario, oggi, può risultare conveniente, specie se l’orizzonte temporale non è di breve durata.

Negli ultimi anni, però, un nuovo mercato sta riscontrando grande successo presso i risparmiatori: le criptovalute. Le monete virtuali, infatti, vengono da molti considerati come il futuro, in grado, fra qualche decennio, di annullare totalmente le valute “fisiche” in circolazione al giorno d’oggi.

Esiste, ad esempio, questa Coinbase criptovalute guida che è in grado, in modo semplice ed efficace, di spiegare le potenzialità di una “moneta virtuale”scelta sempre con maggior frequenza dai trader più esperti in ambito finanziario. E che potrebbe costituire, in un’ottica di diversificazione degli investimenti, un ottimo coadiuvante per migliore la performance complessiva di un portafoglio finanziario.



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