Banca Prossima: esclusivamente al servizio del non profit

Di , scritto il 10 Novembre 2010

Esiste da tre anni, si chiama Banca Prossima, fa parte del gruppo Intesa San Paolo, ed è una banca ‘per le imprese sociali e la comunità’, con la mission di ‘partecipare alla crescita dell’economia del bene comune’. Fatto tesoro della lezione di Muhammad Yunus, il premio Nobel ideatore del microcredito, sostiene le migliori iniziative del mondo del terzo settore: progetti moralmente ‘buoni’, sostenibili, associazioni di volontariato, enti religiosi, cooperative sociali, fondazioni. Il cosiddetto terzo settore, insomma.

Con quasi 300 collaboratori scelti non solo per la loro competenza, ma anche per la loro attività pregressa di volontariato, ha già servito 52.000 clienti (tra cui 10.000 associazioni) erogando credito per 1,5 miliardi di euro. I fondi vengono creati coinvolgendo cittadini risparmiatori particolarmente propensi a mettere a disposizione risorse e risparmi che offrano un equo ritorno, ma che al tempo stesso finanzino realtà imprenditoriali non a scopo di lucro.

Tra i progetti sostenuti in questi anni, un fondo per lo sviluppo dell’impresa sociale, il progetto Alfa (che crea case famiglia per disabili), la community di Terzo Valore, il progetto Vobis (volontariato bancario per famiglie in difficoltà), il progetto Pan per la diffusione di asili nido e molte altre ancora.

Il bacino del terzo settore è enorme e ancora poco esplorato. Ci sono milioni di persone che prestano opera di volontariato, con associazioni troppo dipendenti da finanziamenti pubblici o opere carità. Una banca di questo tipo può aiutarle a fare un enorme salto di qualità.



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