CBDC: la valuta digitale della Banca centrale – che cos’è?

Di , scritto il 11 Dicembre 2020

La nascita del Bitcoin e delle altre criptovalute (che sostanzialmente sono dei registri contabili digitali gestiti in autonomia) non è stata accolta con favore dalle banche, ma ha provocato un effetto sicuramente positivo: la revisione delle architetture di pagamento (nazionali e internazionali). Anche le più importanti Banche centrali del Pianeta hanno iniziato a prendere in considerazione l’idea di introdurre la valuta digitale come ausilio o addirittura in sostituzione del denaro fisico. In buona sostanza molte di esse stanno valutando la bontà del lancio di una loro propria versione delle criptovalute – chiamata “valuta digitale della banca centrale“, più spesso indicata con l’acronimo CBDC (Central Bank Digital Currency).

Queste valute sono degli strumenti digitalizzati impiegabili per varie funzioni, tra cui i pagamenti transfrontalieri, i pagamenti di somme molto elevate, il regolamento di titoli ecc. In questo modo le banche centrali riuscirebbero in due intenti: mantenere il loro controllo sull’offerta di moneta (inclusi il volume e la velocità di distribuzione) e stare al passo con la modernizzazione dei sistemi di pagamento purtroppo immutati da circa un secolo a questa parte, ancora molto lenti e troppo costosi.

La Banca Centrale Cinese emetterà a breve la sua CBDC usando l’infrastruttura di AliPay e WeChat, i suoi due giganti tecnologici del paese asiatico. E la Banca dei Regolamenti Internazionali ha di recente rilasciato delle linee guida per l’emissione, nate da un accordo tra le più importanti banche centrali. La CBDC è una passività diretta della banca centrale, e pertanto totalmente equivalente a una banconota, ma dal costo di emissione quasi nullo. Rispetto alle valute digitali privata la CBDC avrebbe il vantaggio di essere sicura, totalmente convertibile in contanti e depositi, nonché trasferibile in tempo reale con un clic. In pratica con la CBDC ogni individuo detiene un suo conto diretto presso la banca centrale. Per il momento le intenzioni sono quelle di mantenere l’anonimato del cliente fino a una soglia massima (come avviene in pratica col contante).


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