Criptovalute: che cosa sono le STO (Security Token Offering)?

Di , scritto il 12 Febbraio 2019

Security Token OfferingSe nell’ambito delle criptovalute il 2017 è stato l’anno delle ICO, il 2018 è stato sicuramente quello della resa dei conti. Dopo troppe truffe (scam) e vari progetti di alto profilo che non hanno funzionato, gli investitori sono diventati più cauti e le autorità di regolamentazione si sono date molto da fare. D’ora in poi tali truffe saranno molto più difficili da mettere in atto in uno spazio completamente regolamentato come quello che riguarda le Security: sembra molto probabile che il 2019 sarà l’anno dell’offerta di token di sicurezza (STO).

ICO e STO: quali sono le differenze?

Chiunque abbia un minimo di familiarità col mondo cripto, sicuramente ha sentito il termine Initial Coin Offering (ICO) numerose volte negli ultimi anni. Le ICO sono iniziate nel 2016 e sono decollate nel 2017 per poi finire quasi tutte in pessimo modo nel 2018. Ma con l’acronimo STO si indica quindi solo un rebranding di una ICO? La risposta è: “no”.

La differenza principale è che mentre una ICO può riferirsi alla raccolta di fondi mediante la vendita di qualsiasi tipo di criptovaluta per ottenere un utility token, una STO si riferisce specificamente alla vendita di un security token.

L’ecosistema cripto viene spesso paragonato con il Far West dei tempi che furono negli Stati Uniti: una frontiera senza legge con un atteggiamento in cui “ognuno pensa per sé” e gli ingenui vengono raggirati. Mentre alcuni membri della comunità hanno fatto del loro meglio per imporre a sé stessi un’etica e scacciare i truffatori, i governi hanno mostrato un crescente interesse per la regolamentazione di questo territorio inesplorato.

I regolatori hanno quindi cercato di determinare se le monete crittografiche offerte dalle ICO potrebbero essere considerate dei veri e propri titoli.

Mentre molti progetti hanno raccolto “donazioni” con la promessa che le loro monete sarebbero state destinate solo a un’utilizzo all’interno dell’ecosistema chiuso del progetto e non come una fonte di valore reale, molti investitori erano in realtà interessati a un possibile ritorno sull’investimento (ROI), mediante l’aumento del valore del token.

Questa sfumatura sembra sottile ma non lo è, poiché trasforma gli utility token in security token. Questo significa che se una moneta crittografica è considerata un titolo, è improvvisamente soggetta alle leggi e ai regolamenti che regolano i prodotti finanziari e una ICO o una società di blockchain nella sua fase post-ICO potrebbe improvvisamente trovarsi nei guai con la legge per non-conformità con le normative.

In risposta a questo tema, molti progetti hanno deciso di dichiarare i loro token come titoli fin dall’inizio e di conformarsi ai relativi regolamenti nella loro giurisdizione. Allo stesso tempo, è iniziato un forte movimento di “tokenizzazione” per rendere le risorse del mondo reale come titoli che possono essere rintracciati sulla blockchain.

I token di sicurezza sono decollati nel 2018 e possiamo aspettarci di vedere una grande crescita in questo settore nel 2019.

Accanto alle STO vedremo anche un aumento degli scambi dei token di sicurezza. Diverse borse sono già state lanciate o dovrebbero essere lanciate nel corso di quest’anno. Queste vanno dalle borse esistenti come la Borsa di Malta, che sta lavorando all’aggiunta di una piattaforma per titoli tokenizzati, alle attuali borse OTC, a piattaforme nuove di zecca lanciate esclusivamente per il trading di token di sicurezza e beni tokenizzati.

I potenziali investitori dovranno prestare comunque molta attenzione. Il semplice fatto che un progetto si sta definendo STO e afferma di essere conforme alle normative sui titoli non significa che stia dicendo la verità. Come per le ICO, chiunque cerchi di realizzare un investimento su una STO dovrà verificare l’esperienza del team nel settore, leggere il white paper e svolgere una propria ricerca sufficiente a sentirsi sicuro delle possibilità di successo del progetto.

Le offerte di token di sicurezza non devono essere considerate come una sostituzione delle offerte di ICO. C’è ancora molto spazio nel mondo cripto per i token di utilità e sospettiamo che vedremo ancora molti progetti rivolgersi a una ICO per ottenere finanziamenti (anche se potrebbero scegliere di chiamarlo diversamente per evitare sentimenti anti-ICO).

L’economia criptata è ancora agli inizi. Alcuni potrebbero leggere le STO come un segnale che questa economia sta crescendo, ma la crescita probabilmente non si fermerà qui. Diciamo che il 2019 è l’anno della STO e tra un anno potremo dichiarare il 2020 l’anno di qualcosa che non è stato ancora immaginato.



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