PMI: crescono i protesti anche in Lombardia

Di , scritto il 12 Marzo 2013

Il dato è agghiacciante: in Lombardia negli ultimi 5 anni i protesti sono cresciuti del 28%. Senza liquidità, le aziende sono in ginocchio. Il raffronto a cui facciamo riferimento è fra il terzo trimestre del 2007 e del 2012: in questo arco temporale, l’aumento medio delle piccole e medie imprese che hanno subito protesto è del 23,8%. Tradotto in numeri, significa 127.000 aziende negli ultimi tre mesi del 2012. La Lombardia – da sempre cuore pulsante dell’economia del Nord insieme a Veneto ed Emilia Romagna – è in situazione preoccupante: siamo passati dalle 5690 imprese protestate nel terzo trimestre 2007 a 8675 nello stesso periodo del 2012 con un aumento del 28% in termini percentuali. E non è certo la regione peggiore: dati da brivido riportano anche Toscana-Umbria (+46.4%), Abruzzo (+27%), Sardegna (+28,4%) e Lazio con un +32%. Peggio di tutti, come al solito, il Sud, che segna il maggior numero di protesti, quasi 38.000 nel terzo trimestre 2012, con una crescita del fenomeno del 29,8% negli ultimi 5 anni.

I dati citati sono quelli divulgati dalla Cerved Group e dal più grande studio tributario italiano, la Broker Associati & partners di Milano, da sempre specialisti in cancellazione protesti e banche dati. Un servizio volto a permettere alle aziende di tornare al credito. Le cifre snocciolate qualche riga più in alto fanno rilevare un elemento comune a tutti: la crisi ha messo in ginocchio le aziende e privati. Che si tratti di assegni bancari, postali, cambiali, vaglia o tratte, le imprese sono sempre più in difficoltà pagarli, e l’aumento dei protesti comincia ad assumere una dimensione quanto mai preoccupante.

Anche le sofferenze bancarie pesano sulle aziende e mostrano un dato agghiacciante: dall’inizio della crisi sono cresciute del +187%, con 120 miliardi di insolvenze nel passaggio fra il 2012 e il 2013. Una trappola mortale, una vera e propria gabbia per gli imprenditori, che devono restituire i prestiti ottenuti dalle banche senza uscita. Infatti, i punti a sfavore sono ben tre: fatturato sceso a picco a causa della crisi, pagamenti bloccati da parte di Pubblica Amministrazione e privati, aumento dei protesti bancari.

Questo insieme di elementi ha per conseguenza il disastroso aumento dei protesti bancari, e purtroppo negli ultimi 5 anni sono aumentate a dismisura anche le aziende che stanno pagando gli stipendi a forza di acconti.

Per questo gli studi tributari specializzati in contenzioso bancario e cancellazione protesti, come la sopracitata Broker Associati & partners di Milano, posso dare delle risposte al problema della cancellazione protesti per tornare al credito.

A cura del dott. Luca Pacini
Esperto di diritto bancario e tributario
Milano
(riproduzione riservata)



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