Con la nuova IMU meglio affittare una casa o venderla e depositare i liquidi in banca?

Di , scritto il 12 Luglio 2012

La crisi economica in corso ha rimescolato parecchio le convinzioni più diffuse sui rendimenti derivanti dagli immobili rispetto ad altri tipi di investimento a breve termine, come ad esempio i conti di deposito. Sommando il costo della nuova IMU , estremamente alta per le seconde case (passibile di ulteriore aumento da parte dei comuni) e la cedolare secca (pari al 21% dell’affitto e al 19% nel caso di canone concordato), il rendimento che può derivare da una messa a reddito (ovvero da un affitto) diventa assai basso. Secondo Nomisma questa cifra media annuale è ora del 4,36% lordo, pari al 3,4% per chi applica la cedolare secca al 21%. Un deposito vincolato a 24 mesi (come facevamo notare ieri in questo articolo) può giungere al 5%, pari a un 4% netto (la ritenuta fiscale che si applica sui depositi bancari è del 20%). Una differenza dello 0,6% nel rendimento forse non è sufficiente a giustificare una corsa alla vendita, che però viene rafforzata dalle prospettive di una verosimile importante riduzione dei prezzi medi degli immobili nei 6-18 mesi che ci stanno davanti. Vendere una casa a prezzi ancora elevati (ammesso di riuscirci), investire la somma ricavata per trarne un rendimento netto del 4% per 2-3 anni su un conto deposito e poi reinvestire i liquidi rivalutati in un’altra abitazione approfittando della diminuzione dei prezzi avvenuta nel frattempo (e comunque tenendo conto delle spese di compravendita: tasse, spese notarili, spese di mediazione).



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