Tobin Tax: i prodotti e gli investitori più colpiti

Di , scritto il 14 Marzo 2013

Il 1° marzo è stato il giorno del debutto della Tobin Tax nella Borsa italiana, almeno per quella relativa alle azioni, mentre sarà il 1° luglio 2013 il giorno in cui la stessa entrerà in vigore sui derivati. Una prima buona notizia è che per il momento non è crollato il volume delle operazioni di trading, ma è il 16 luglio il giorno fatidico in cui azionisti e investitori subiranno il balzello relativo ai primi tre mesi, che dovrà essere pagato direttamente alla banca. Dopo quella data il versamento dovrà avvenire il 16 di ogni mese.

Vediamo in maniera schematica l’impatto della Tobin tax su vari tipi di prodotti di investimento per una cifra pari a 10.000 euro di valore nominale:
* Azioni italiane: 12 euro (per titoli con capitalizzazione superiore ai 500 milioni di euro – in tutto sono al momento 76, tra queste ad esempio Unicredit, Intesa Sanpaolo, Fiat, Campari, Brunello Cucinelli); a partire dal 2013: 10 euro
* Azioni OTC (quotate su mercati non regolamentati): 22 euro; a partire dal 2013: 20 euro
* Titoli di stato: 0 euro
* Obbligazioni: 0 euro
* Sicav: 0 euro
* Fondi comuni di investimento: 0 euro
* ETF ed ETC: 0 euro
* Forex: 0 euro
* Contratti derivati su azioni italiane: 5 euro (a partire dal 1° luglio 2013)
* Contratti derivati su indice italiano: 5 euro (a partire dal 1° luglio 2013)
* Certificati su azioni italiane: 0,50 euro (a partire dal 1° luglio 2013)
* Contratti future su azioni italiane: 0,50 euro (a partire dal 1° luglio 2013)

Per quanto riguarda le azioni, occorre dire che la tassa scatta solo all’acquisto, non si paga nulla alla vendita.

Nelle intenzioni, la nuova imposta sulle transazioni finanziarie dovrebbe andare a colpire gli speculatori, ma in realtà il suo impatto probabilmente sarà maggiore sui piccoli risparmiatori. Vediamo perché: l’imposta si applica sulle operazioni multiday (quelle in cui le posizioni sono mantenute per giorni o settimane o mesi) che a fine giornata abbiano generato un saldo positivo rispetto a quello del giorno prima. Non si applica invece sulle operazioni intraday, ovvero quelle aperte e chiuse nella medesima giornata. Vengono perciò penalizzati gli operatori più “assennati” , che comprano titoli e li conservano – e non gli speculatori. Insomma, la Tobin Tax diventa l’ennesimo onere per gli investitori, aggiungendosi all’imposta sul capital gain, alle commissioni bancarie, alle spese per la tenuta del conto – senza tenere conto del fatto che la nuova imposta non è deducibile in sede di dichiarazione dei redditi.


2 commenti su “Tobin Tax: i prodotti e gli investitori più colpiti”
  1. […] turbolenze e volatilità infuriavano sui mercati finanziari e nonostante il fatto che la nuova Tobin tax abbia da tempo iniziato a infierire sui […]


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