Il consumatore italiano? Un esempio di virtù

Di , scritto il 14 Aprile 2009

spesaOrmai non sente che parlare di “crisi”. La crisi che produce disoccupazione, povertà e debiti. La crisi che manda sul lastrico banche e imprese, che mette alla prova governi e ministri delle finanze. Ma questa crisi nera, avrà prodotto anche qualche effetto positivo? Se lo chiedono il Movimento Consumatori e il Consumer’s Forum, che hanno realizzato un sondaggio volto ad analizzare le abitudini del consumatore italiano del dopo-crisi. La bella notizia è che i consumatori si sono rimboccati le maniche: studiano i prezzi, confrontano i prodotti e hanno imparato a far quadrare molto bene il bilancio casalingo. Gli italiani insomma, si scoprono bravi consumatori: il 75% è convinto che per vivere meglio si dovrebbe consumare meno, l’80% è attento agli sconti e dalle aziende esige comportamenti etici e coerenti, e il 90% degli intervistati sceglie prodotti che rispettano l’ambiente.

Ci scopriamo più poveri, più vulnerabili e dunque ci affidiamo al nostro ‘sesto senso’ di cittadini/consumatori e dal mercato pretendiamo qualcosa di più che semplici ‘merci’: chiediamo rispetto. Dobbiamo spendere? Lo facciamo responsabilmente, perché oltre la metà di noi italiani dichiara di non arrivare alla fine del mese, ha quindi meno soldi da spendere e ridurrà ulteriormente i propri acquisti (70%), comprando solo quanto strettamente necessario (80%).

Un esempio di virtù che non dovrebbe scomparire una volta arginata la crisi.



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