Forte crescita per il microcredito anche in Italia

Di , scritto il 14 Maggio 2013

Il microcredito è la ben nota pratica avviata dal premio Nobel per la pace Muhammad Yunus per combattere la povertà e l’esclusione finanziaria. Un sistema che coniuga logica economica della responsabilità con quella sociale dell’eguaglianza di opportunità. Già nel 2009 l’economista si diceva convinto che la formula potesse essere adatta anche per un paese come l’Italia. E oggi – quando la crisi ha tolto lavoro a milioni di persone, mentre le sofferenze bancarie sono in aumento e i prestiti tradizionali sempre più rari – il fenomeno sta conoscendo un vero e proprio boom.

Esiste dal 2006 un Ente nazionale per il microcredito, organismo di diritto pubblico volto a stimolare forme di finanziamento verso soggetti che altrimenti non avrebbero accesso ad alcuna forma di finanziamento; in pratica per dare nuove speranze alle persone che non avrebbero accesso al credito bancario perché prive delle garanzie reddituali e patrimoniali normalmente richieste. Soggetti che non potrebbero essere inserite nel sistema produttivo del paese (immigrati, casalinghe, giovani, microimprese, ex detenuti). L’ente ha pubblicato di recente un interessante rapporto che indica una forte accelerazione del fenomeno negli ultimi tre anni. Nel 2011 i microprestiti erogati sono cresciuti del 102% – in netta controtendenza con il credito al consumo che invece è bruscamente calato. Per il 2012 i dati non sono ancora disponibili, ma tutto fa pensare che il boom stia continuando, anche perché nel frattempo sono nati molti nuovi progetti e programmi operativi monitorati sul sito summenzionato.

La legge sul microcredito stabilisce che l’importo massimo erogabile sia di 25.000 euro per le imprese e 10.000 euro per le famiglie. La durata dei prestiti può andare dai 3 ai 5 anni. I tassi di interesse sono sotto il 4%.

In Italia esistono due modelli di microcredito:
* “partnership a tre” – tra banca erogatrice, associazione del terzo settore ed ente pubblico/fondazione che mette a disposizione un fondo di garanzia (rientrano in questo schema la Fondazione Welfare Ambrosiano), i progetti della Regione Lazio e la il Microcredito di Solidarietà (partecipato da MPS);
* società di intermediazione che erogano capitale proprio senza basarsi su fondi di garanzia: tra queste la torinese PerMicro, di cui fa parte BNL.



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